Appalti, meno burocrazia nella lotta all’evasione Irpef
Roberto Petrini , di ROBERTO PETRINIIl Tesoro sposa la linea di Renzi e non di Leu. Oggi gli emendamenti alla legge di Bilancio
ROMA - Sotto il pressing degli emendamenti che si attendono oggi in Senato al disegno di legge di Bilancio, il Tesoro gioca d'anticipo: a plastica e auto aziendali aggiunge il via libera a modifiche alle norme sul contrasto all'evasione delle ritenute Irpef in busta paga.
Sul terreno parlamentare a Palazzo Madama si attendono modifiche di ogni tipo, a partire da quelle renziane di Quota 100 e tra i nodi aperti anche l'inasprimento delle pene per l'evasione, sostenuto dai grillini ma che non piace a Italia Viva: si conta molto di più invece sull'intreccio delle banche dati reso possibile dall'articolo 86 della legge di Bilancio.
Negli ultimi giorni il ministro dell'Economia Gualtieri e i suoi tecnici hanno incontrato le categorie sul più volte evocato "5 per cento" delle misure che si possono cambiare. In prima linea la plastic tax, argomento scivoloso perché prevede più di un miliardo di gettito: è ormai chiaro…
Sul terreno parlamentare a Palazzo Madama si attendono modifiche di ogni tipo, a partire da quelle renziane di Quota 100 e tra i nodi aperti anche l'inasprimento delle pene per l'evasione, sostenuto dai grillini ma che non piace a Italia Viva: si conta molto di più invece sull'intreccio delle banche dati reso possibile dall'articolo 86 della legge di Bilancio.
Negli ultimi giorni il ministro dell'Economia Gualtieri e i suoi tecnici hanno incontrato le categorie sul più volte evocato "5 per cento" delle misure che si possono cambiare. In prima linea la plastic tax, argomento scivoloso perché prevede più di un miliardo di gettito: è ormai chiaro…
ROMA - Sotto il pressing degli emendamenti che si attendono oggi in Senato al disegno di legge di Bilancio, il Tesoro gioca d'anticipo: a plastica e auto aziendali aggiunge il via libera a modifiche alle norme sul contrasto all'evasione delle ritenute Irpef in busta paga.
Sul terreno parlamentare a Palazzo Madama si attendono modifiche di ogni tipo, a partire da quelle renziane di Quota 100 e tra i nodi aperti anche l'inasprimento delle pene per l'evasione, sostenuto dai grillini ma che non piace a Italia Viva: si conta molto di più invece sull'intreccio delle banche dati reso possibile dall'articolo 86 della legge di Bilancio.
Negli ultimi giorni il ministro dell'Economia Gualtieri e i suoi tecnici hanno incontrato le categorie sul più volte evocato "5 per cento" delle misure che si possono cambiare. In prima linea la plastic tax, argomento scivoloso perché prevede più di un miliardo di gettito: è ormai chiaro che peserà meno di 1 euro al chilogrammo, che si terrà conto della possibilità di riciclaggio e che non peserà su chi esporta.
Stessa linea per le auto aziendali dove, oltre alla scalettatura proporzionata all'inquinamento del modello, si è ormai deciso che non peserà sullo stock di auto in essere ma solo sui nuovi contratti stipulati, indipendentemente dalla nuova immatricolazione della vettura.
La novità delle ultime ore riguarda inoltre l'articolo 4 del decreto fiscale. La norma, di cui si è parlato poco, sostenuta da Leu, riguarda il fenomeno dell'evasione delle ritenute Irpef in busta paga de i lavoratori dipendenti di società o cooperative che hanno ricevuto un servizio in appalto. Spesso accade che la società che ha ricevuto l'appalto (mense, consegne, edilizia) chiuda senza aver pagato l'Irpef ai dipendenti.
Per contrastare questo fenomeno il decreto ha stabilito che l'onere del pagamento dell'Irpef ricadesse sulla società che concede in appalto il servizio e non su quella che ottiene l'appalto e ha in carico gli stipendi dei lavoratori. La norma inoltre prevede che ogni mese la società a valle deve comunicare dati, codici fiscali, ore lavorate alla società che concede l'appalto. Un appesantimento burocratico, già oggetto di un emendamento di Italia Viva, che ha richiamato l'attenzione del Tesoro che vuole alleggerire gli oneri e ridurre l'ambito di applicazione alle aziende concretamente a rischio.
Sul terreno parlamentare a Palazzo Madama si attendono modifiche di ogni tipo, a partire da quelle renziane di Quota 100 e tra i nodi aperti anche l'inasprimento delle pene per l'evasione, sostenuto dai grillini ma che non piace a Italia Viva: si conta molto di più invece sull'intreccio delle banche dati reso possibile dall'articolo 86 della legge di Bilancio.
Negli ultimi giorni il ministro dell'Economia Gualtieri e i suoi tecnici hanno incontrato le categorie sul più volte evocato "5 per cento" delle misure che si possono cambiare. In prima linea la plastic tax, argomento scivoloso perché prevede più di un miliardo di gettito: è ormai chiaro che peserà meno di 1 euro al chilogrammo, che si terrà conto della possibilità di riciclaggio e che non peserà su chi esporta.
Stessa linea per le auto aziendali dove, oltre alla scalettatura proporzionata all'inquinamento del modello, si è ormai deciso che non peserà sullo stock di auto in essere ma solo sui nuovi contratti stipulati, indipendentemente dalla nuova immatricolazione della vettura.
La novità delle ultime ore riguarda inoltre l'articolo 4 del decreto fiscale. La norma, di cui si è parlato poco, sostenuta da Leu, riguarda il fenomeno dell'evasione delle ritenute Irpef in busta paga de i lavoratori dipendenti di società o cooperative che hanno ricevuto un servizio in appalto. Spesso accade che la società che ha ricevuto l'appalto (mense, consegne, edilizia) chiuda senza aver pagato l'Irpef ai dipendenti.
Per contrastare questo fenomeno il decreto ha stabilito che l'onere del pagamento dell'Irpef ricadesse sulla società che concede in appalto il servizio e non su quella che ottiene l'appalto e ha in carico gli stipendi dei lavoratori. La norma inoltre prevede che ogni mese la società a valle deve comunicare dati, codici fiscali, ore lavorate alla società che concede l'appalto. Un appesantimento burocratico, già oggetto di un emendamento di Italia Viva, che ha richiamato l'attenzione del Tesoro che vuole alleggerire gli oneri e ridurre l'ambito di applicazione alle aziende concretamente a rischio.