Economia

Mes, Salvini e Meloni all'attacco: "Riforma firmata di nascosto". Ma il testo è ancora in discussione

I leader dell'opposizione attaccano il presidente del Consiglio: "Ha dato ok a eurofollia". Ma le modifiche al Meccanismo Europeo di Stabilità non sono ancora in vigore. In serata la precisazione di Palazzo Chigi: "Falsità e trascuratezze, firma attesa a dicembre"
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MILANO - L'Europa e i suoi organismi tornano di prepotenza in cima all'agenda dell'opposizione, che negli ultimi giorni ha cominciato a battere con insistenza sul tema della riforma del Mes, il Meccanismo Europeo di Stabilità.

A scendere in campo, coordinati, nelle ultime ore sono stati Matteo Salvini e Giorgia Meloni.  Il leader della Lega nel corso di una diretta su Facebook, ha attaccato: "Pare che, nei mesi scorsi, Conte o qualcuno abbia firmato di notte e di nascosto un accordo in Europa per cambiare il Mes, ossia l'autorizzazione a piallare il risparmio degli italiani. Non lo lasceremo passare. Sarebbe alto tradimento, se qualcuno senza interpellare Parlamento avesse trasformato il fondo salva stati in un fondo ammazza stati". E visto che l’hashtag #StopMes è tra i primi posti nelle tendenze di Twitter, l’ex ministro dell’Interno ha rafforzato il concetto con un cinguettio.
 

Di rincalzo la presidente di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni ha scritto su Twitter: “Conte ha dato ok a riforma fondo salva Stati (mes) senza coinvolgere il parlamento, che entro dicembre sarà chiamato a ratificare questa nuova eurofollia: una super troika onnipotente. Fdi farà barricate contro ennesimo tradimento verso il popolo. #Stopmes".
 

Ma è davvero così? Una riforma firmata "di notte" e "di nascosto", per dirla con le parole di Salvini, e che il parlamento "sarà chiamato a ratificare entro dicembre", come sostiene Meloni? Ma soprattutto, perché l'opposizione si scalda tanto su un tema in apparenza così tecnico?
In sintesi: nessuna riforma è stata firmata di notte e di nascosto, nessuna ratifica è attesa entro dicembre. Peraltro un'eventuale firma dell'accordo spetterebbe ai ministri delle Finanze, non al capo del governo, ed entrerebbe in vigore dopo l'iter di ratifica parlamentare e la promulgazione del presidente della Repubblica. Posizione chiarita in serata anche da Palazzo Chigi che in serata ha chiarito che la revisione del Trattato sul Meccanismo Europeo di Stabilità (MES) "non è stato ancora sottoscritta" e che non c'è stata "nessuna firma né di giorno né di notte".


Che cos'è il Meccanismo Europeo di Stabilità?

Il Meccanismo Europeo di Stabilità è un ente intergovernativo istituito con un trattato siglato da 19 stati. Significa quindi che vi ha aderito solo una parte dei 28 Paesi dell'Unione, soltanto i membri dell'area euro, ed è fuori dal quadro giuridico dell'unione europea. Si tratta di un organismo nato nel 2012, nel pieno della crisi dei debiti sovrani, in sostituzione del Fondo europeo di stabilità finanziaria, e che più comunemente è stato associato al termine di "Fondo Salva Stati". Di fatto, il Meccansimo Europeo di Stabilità è pensato per fornire assistenza finanziaria a Stati in difficoltà in cambio del rispetto di una serie di condizioni stringenti per il rispetto dei conti pubblici.

Conte ha firmato di notte un accordo nascosto?

Il percorso di riforma del Meccansimo Europeo è partito a fine 2017 dalle indicazioni della Commissione Europea e ha visto un'accelerazione nel corso dell'ultimo anno. Nella riunione del 14 giugno scorso, l'Eurogruppo, l'organo informale che riunisce i ministri delle Finanze dell'Eurozona,  ha raggiunto un accordo che è finito poi sul tavolo dell'Eurosummit del 21 giugno scorso per un primo via libera dei capi di Stato o di governo.

Fanno probabilmente riferimento a quella data Meloni e Salvini quando parlano di un testo firmato di nascosto. In realtà la bozza di intesa, perché tale è ancora adesso, è stata formulata dai ministri delle Finanze dell'Eurozona all'Eurogruppo e sempre in questa sede ci si aspetta che si possa giungere a un testo definitivo. Soltanto a quel punto l'accordo sarà sottoposto ai parlamenti per il processo di ratifica. Un procedimento lungo e durante il quale Camera e Senato hanno la possibilità di opporsi e votare contro l'accordo raggiunto a livello politico dai Paesi.

Perché la riforma del Mes è importante

Posto che non c'è alcun accordo firmato di nascosto il tema sollevato dall'opposizione merita comunque attenzione. La riforma va ad intervenire su moltissimi temi in materia di governance economica ed è stata anche oggetto alcune settimane fa di un'audizione parlamentare di Giampaolo Galli, vice direttore dell'Osservatorio sui Conti pubblici dell'Università Cattolica di Milano. "La riforma - ha detto l'ecnomisra -  contiene "alcuni elementi di criticità per il nostro paese.  Il MES in sé è però una istituzione preziosa perché ha dato un contributo decisivo per risolvere le crisi di paesi che avevano perso l’accesso al mercato".

In particolare, a mettere in allarme molti osservatori ci sono le modifiche che riguardano le condizioni per cui un Paese possa accedere all'assistenza finanziaria del Mes. Assistenza che, va ricordato, l'Italia non ha mai dovuto richiedere in questi anni. Tra i punti più controversi della riforma c'è l'introduzione di una analisi sulla sostenibilità del debito pubblico in via preventiva, indipendentemente dalla richiesta o meno di un supporto. Nel dettaglio quello che può interessare il nostro Paese è che, seppure implicitamente, il nuovo testo apre alla possibilità che uno Stato sia costretto a ristrutturare il proprio debito per accedere all'assistenza del Mes. Nel concreto, ristrutturare il debito significa, per i possessori di titoli di Stato Italiani, un taglio del loro valore.

Le modifiche però allo studio, come detto, non sono ancora in vigore. Ed entro questo dicembre non è attesa alcuna ratifica parlamentare. Secondo quanto auspicato dal presdente dell'Eurogruppo Mario Centeno, entro fine anno i Paesi si aspettano di raggiungere un accordo politico e su quel testo si potranno poi esprimere i singoli parlamenti. Solo con il voto favorevole di tutti i Paesi il nuovo testo entrerà in vigore. Servirà comunque del tempo per completare tutto il processo, almeno due anni secondo fonti dell'Esm interpellate da Repubblica. Di sicuro, più di una notte.