Evasione, pene ridotte ma Confindustria: “Governo repressivo”
Roberto Petrini , di Roberto PetriniDecreto fiscale verso la fiducia, più difficili carcere e sequestri in caso di dichiarazioni errate. Prestito Alitalia forse già oggi al Consiglio dei ministri
ROMA - Servirà la fiducia. Ma il decreto fiscale nei lavori notturni della Commissione Finanze della Camera assume la sua fisionomia definitiva. Obiettivo: arrivare in aula domani mattina. Ieri sera alcuni nodi sono stati sciolti. Potrebbe sparire l’articolo sul prestito ad Alitalia da 400 milioni, ma solo per diventare un decreto a parte da varare oggi - o al più tardi in settimana - al Consiglio dei ministri. L’ammontare del prestito, peraltro, potrebbe salire fino a 450 milioni. Intesa per alleggerire il testo che imponeva un inasprimento delle pene detentive agli evasori fino ad 8 anni di carcere.
Riferisce il relatore Gian Mario Fragomeli (Pd), che il compromesso comprende oltre al Pd, anche Leu, Italia Viva e Cinque Stelle. Il testo, presentato da Fragomeli e dalla relatrice Carla Ruocco (M5S), e in votazione nella notte, prevede un alleggerimento delle pene per i due reati meno gravi e nei quali il contribuente può incappare anche in buona fede…
Riferisce il relatore Gian Mario Fragomeli (Pd), che il compromesso comprende oltre al Pd, anche Leu, Italia Viva e Cinque Stelle. Il testo, presentato da Fragomeli e dalla relatrice Carla Ruocco (M5S), e in votazione nella notte, prevede un alleggerimento delle pene per i due reati meno gravi e nei quali il contribuente può incappare anche in buona fede…
ROMA - Servirà la fiducia. Ma il decreto fiscale nei lavori notturni della Commissione Finanze della Camera assume la sua fisionomia definitiva. Obiettivo: arrivare in aula domani mattina. Ieri sera alcuni nodi sono stati sciolti. Potrebbe sparire l’articolo sul prestito ad Alitalia da 400 milioni, ma solo per diventare un decreto a parte da varare oggi - o al più tardi in settimana - al Consiglio dei ministri. L’ammontare del prestito, peraltro, potrebbe salire fino a 450 milioni. Intesa per alleggerire il testo che imponeva un inasprimento delle pene detentive agli evasori fino ad 8 anni di carcere.
Riferisce il relatore Gian Mario Fragomeli (Pd), che il compromesso comprende oltre al Pd, anche Leu, Italia Viva e Cinque Stelle. Il testo, presentato da Fragomeli e dalla relatrice Carla Ruocco (M5S), e in votazione nella notte, prevede un alleggerimento delle pene per i due reati meno gravi e nei quali il contribuente può incappare anche in buona fede. Il fine, dice la relazione tecnica, è quello di «non colpire con rigore eccessivo l’occasionale colpevole di delitti non caratterizzati da condotte fraudolente».
In pratica le pene scendono per la dichiarazione infedele a 2-4 anni (dai 2-5 del testo del decreto) e a 2-5 anni (dai 2-6 del decreto) per la omessa dichiarazione. Resta invece in vigore, con pene fino ad otto anni, la stretta per i reati più gravi di dichiarazione fraudolenta e dichiarazione fraudolenta con artifici. Si attenua anche la cosiddetta confisca per sproporzione: non arriverà più, come aveva più volte denunciato Italia Viva, in fase di accertamento ma è «limitata alle persone fisiche condannate».
L’emendamento appesantisce invece ulteriormente le sanzioni per le imprese, allargando la responsabilità per i reati tributari dei dipendenti nel caso in cui la società ne abbia tratto vantaggio. Sono previste multe fino a un milione di euro, il divieto di contrattare con lo Stato e di accedere a finanziamenti pubblici. Indignata la reazione della Confindustria, seguita da Forza Italia, che parla di «approccio iper repressivo».
Al voto anche la riformulazione del pagamento delle ritenute fiscali Irpef per i lavoratori di un’impresa che ha avuto un appalto. La norma originaria prevedeva che fosse l’impresa che ha dato una commessa in appalto a versare le ritenute al fisco. Meccanismo penalizzante e troppo burocratico che è stato riservato solo ai grandi contratti oltre i 200 mila euro.
Interventi poi sulla fiscalità locale. Il relatore Fragomeli ha annunciato l’introduzione di un bonus per la Tari per le famiglie numerose, mentre si vota anche la possibilità di accedere al ravvedimento operoso, in caso di mancato pagamento, anche per l’Imu e per la stessa Tari.
Tra i temi che hanno destato maggiore interesse anche la norma, oggetto di una battaglia che ha avuto come portavoce Laura Boldrini, che riduce dal 22 al 5 per cento l’Iva sugli assorbenti biodegradabili.
Sempre sul piano fiscale da segnalare lo slittamento a luglio della lotteria degli scontrini, con la conseguenza che la prima estrazione non sarà più il giorno della Befana 2020.
Riferisce il relatore Gian Mario Fragomeli (Pd), che il compromesso comprende oltre al Pd, anche Leu, Italia Viva e Cinque Stelle. Il testo, presentato da Fragomeli e dalla relatrice Carla Ruocco (M5S), e in votazione nella notte, prevede un alleggerimento delle pene per i due reati meno gravi e nei quali il contribuente può incappare anche in buona fede. Il fine, dice la relazione tecnica, è quello di «non colpire con rigore eccessivo l’occasionale colpevole di delitti non caratterizzati da condotte fraudolente».
In pratica le pene scendono per la dichiarazione infedele a 2-4 anni (dai 2-5 del testo del decreto) e a 2-5 anni (dai 2-6 del decreto) per la omessa dichiarazione. Resta invece in vigore, con pene fino ad otto anni, la stretta per i reati più gravi di dichiarazione fraudolenta e dichiarazione fraudolenta con artifici. Si attenua anche la cosiddetta confisca per sproporzione: non arriverà più, come aveva più volte denunciato Italia Viva, in fase di accertamento ma è «limitata alle persone fisiche condannate».
L’emendamento appesantisce invece ulteriormente le sanzioni per le imprese, allargando la responsabilità per i reati tributari dei dipendenti nel caso in cui la società ne abbia tratto vantaggio. Sono previste multe fino a un milione di euro, il divieto di contrattare con lo Stato e di accedere a finanziamenti pubblici. Indignata la reazione della Confindustria, seguita da Forza Italia, che parla di «approccio iper repressivo».
Al voto anche la riformulazione del pagamento delle ritenute fiscali Irpef per i lavoratori di un’impresa che ha avuto un appalto. La norma originaria prevedeva che fosse l’impresa che ha dato una commessa in appalto a versare le ritenute al fisco. Meccanismo penalizzante e troppo burocratico che è stato riservato solo ai grandi contratti oltre i 200 mila euro.
Interventi poi sulla fiscalità locale. Il relatore Fragomeli ha annunciato l’introduzione di un bonus per la Tari per le famiglie numerose, mentre si vota anche la possibilità di accedere al ravvedimento operoso, in caso di mancato pagamento, anche per l’Imu e per la stessa Tari.
Tra i temi che hanno destato maggiore interesse anche la norma, oggetto di una battaglia che ha avuto come portavoce Laura Boldrini, che riduce dal 22 al 5 per cento l’Iva sugli assorbenti biodegradabili.
Sempre sul piano fiscale da segnalare lo slittamento a luglio della lotteria degli scontrini, con la conseguenza che la prima estrazione non sarà più il giorno della Befana 2020.