Economia

Ipotesi di rinvio dei dazi e accordo sul trattato nordamericano: le Borse migliorano

Attesa per la Fed che dovrebbe lasciare invariati i tassi dopo i tre tagli decisi quest'anno. Milano alla fine guadagna lo 0,72%. Balzo a sorpresa dell'indice Zew sulla fiducia delle imprese tedesche

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MILANO - Le Borse recuperano terreno in scia alle notizie che provengono dagli Stati Uniti. Prima giungono le indiscrezioni lanciate dal Wall Street Journal secondo le quali la Casa Bianca potrebbe rinviare l'aumento dei dazi sui prodotti cinesi previsto per il 15 dicembre, per agevolare il raggiungimento di un accordo commerciale tra le parti. Poi arriva la notizia che i democratici della Camera dei rappresentanti hanno trovato un accordo con l'amministrazione Trump per approvare l'Usmca, l'accordo commerciale trilaterale tra gli Stati Uniti, il Messico e il Canada, che sostituirà il Nafta. Il nuovo trattato contiene disposizioni volte a creare più posti di lavoro nel settore manifatturiero, ma anche norme sul lavoro aggiornate e disposizioni per garantire la loro applicazione in Messico. Gli investitori guardano alle comunicazioni della Fed di questa sera, anche se gli analisti non si attendono un nuovo taglio dei tassi dopo che la Banca Centrale Usa li ha già tagliati di 25 punti base per tre volte nel corso del 2019.

Milano, ieri in maglia nera, vira in rialzo fino a chiudere in progresso dello 0,72%. Ricuciono gran parte delle perdite le altre: Londra cede lo 0,28%, Francoforte scivola dello 0,27% mentre Parigi termina guadagnando lo 0,18 per cento. A Piazza Affari si registra il debutto degli yacht Sanlorenzo, con un andamento positivo (segui). Bene anche Safilo dopo lo shopping californiano e soprattutto il rinnovo a sorpresa della licenza con Marc Jacobs.

Wall Street avvia gli scambi debole, ma anche i listini americani recuperano dopo l'annuncio sull'Usmca: quando termina la giornata di contrattazioni nel Vecchio continente, il Dow Jones è vicino alla parità e il Nasdaq sale dello 0,2 per cento. Sulla sponda asiatica, questa mattina Tokyo ha chiuso in rialzo dello 0,33%.

In lieve aumento lo spread: il differenziale Btp/Bund è a quota 160 punti, sui livelli della chiusura in netto calo di ieri, mentre il rendimento del titolo decennale italiano è pari all'1,28%.

L'euro chiude in rialzo sopra quota 1,10 dollari. La moneta europea passa di mano a 1,1083 dollari e 120,31 yen. Dollaro/yen sale a 108,64 yen.

Tra i dati macroeconomici spicca il balzo dell'inflazione cinese, cresciuta del 4,5% su base annua a causa dei maxi rialzi dei prezzi del maiale seguiti all'epidemia di peste suina. Dall'Istat è arrivato il dato sulla produzione industriale ad ottobre: calo mensile dello 0,3%, che diventa -2,4% annuo. Bankitalia ha invece censito ancora un calo, a ottobre, dei prestiti alle imprese: -1,4 per cento. Il +2,4% registrato dalle famiglie ha portato complessivamente i prestiti al settore privato a salire dello 0,3 per cento. In calo il costo dei mutui: tassi medi giù all'1,74 per cento. L'indice Zew, che misura la fiducia delle imprese tedesche, è balzato a dicembre sopra le attese. L'indice è salito a 10,7 punti contro una stima di 1,1. A ottobre aveva segnato -2,1 punti. La produttività negli Usa si è contratta nel terzo trimestre del 2019 più di quanto previsto ma meglio di quanto calcolato a livello preliminare. Stando al dato finale diffuso dal Dipartimento del Lavoro, l'indice ottenuto dividendo la produzione per il numero di ore lavorate è diminuito al tasso annualizzato dello 0,2% rispetto ai tre mesi precedenti e non del -0,3% come riportato inizialmente; gli analisti attendevano un ribasso dello 0,1%.

Tra le commodities resta sostanzialmente invariato i petrolio dopo i netti rialzi della scorsa settimana in attesa dei dati sulle scorte Usa previsti in calo. Alla chiusura delle Borse europee il Wti sale dello 0,4% a 59,2 dollari mentre il Brent aggiunge lo 0,2% a quota 64,4 dollari. Anche le quotazioni dell'oro sono poco mosse: il metallo spot aggiunge lo 0,1% a 1.463 dollari l'oncia.