MILANO - Il 2020 riparte all'insegna dei rialzi per le Borse europee. Gli spunti positivi arrivano sia dall'annuncio arrivato lunedì da parte di Trump che ha fissato per il 15 gennaio la firma dell'accordo con la Cina sul commercio, sia le decisioni della Banca centarle cinese che oggi ha annunciato nuove misure di sostegno all'economia, con il taglio di 50 punti base delle riserve obbligatorie che le banche devono detenere, liberando così di fatto maggiori risorse per l'economia cinese, circa 114 miliardi di dollari a apartire dal 6 gennaio. Misure che hanno dato la spinta a tutti i listini asiatici, con l'eccezione di Tokyo, ancora chiusa per le festività di capodanno. In Europa verso la chiusura delle contrattazioni Milano cresce dell'1,48%, Londra guadagna lo 0,83%, Parigi l'1,29% e Francoforte l'1,25%. A Piazza Affari brilla Ivs, dopo che la holding della famiglia Lavazza ha rilevato una quota vicina al 18%.
Wall Street apre in rialzo e chiude con un nuovo record la sua prima seduta del 2020 con i suoi principali indici ai massimi di sempre. Il Dow Jones ha guadagnato l'1,16% a 28.870,02 punti, il Nasdaq l'1,33% a 9.092,19 punti e l'indice S&500 lo 0,84 a 3.257,95 punti.
Sul fronte delle valute l'euro è in lieve calo ma si mantiene sempre sotto quota 1,12 dollari e passa di mano a 1,1172 dollari e a 121,90 yen. Risale leggermente lo spread: il differenziale sale a 162 punti con il redimento del titolo decennale italiano all'1,38%.
Tra i dati macroeconomici delude in Cina il dato sul pmi manifatturiero rilevato da Markit/Ciaxin. L'indice si è attestato a dicembre a 51,5 punti, rispetto ai 51,8 di novembre, dunque in lieve calo ma comunque superiore alla soglia dei 50 punti. Ben più marcato è invece il crollo del dato italiano: L'indice, calcolato da IHS/Markit in base al sondaggio fra i direttori degli acquisti è calato a 46,2 punti da 47,6 di novembre, posizionandosi sotto le attese degli economisti che puntavano in media su 47,2 e a minimi da aprile 2013.
In lieve rialzo le quotazioni del petrolio: i contratti sul greggio Wti con consegna a febbraio guadagnano 9 centesimi a 61,15 dollari al barile; il Brent con scadenza a marzo sale invece di 21 centesimi a 66,21 dollari.
Wall Street apre in rialzo e chiude con un nuovo record la sua prima seduta del 2020 con i suoi principali indici ai massimi di sempre. Il Dow Jones ha guadagnato l'1,16% a 28.870,02 punti, il Nasdaq l'1,33% a 9.092,19 punti e l'indice S&500 lo 0,84 a 3.257,95 punti.
Sul fronte delle valute l'euro è in lieve calo ma si mantiene sempre sotto quota 1,12 dollari e passa di mano a 1,1172 dollari e a 121,90 yen. Risale leggermente lo spread: il differenziale sale a 162 punti con il redimento del titolo decennale italiano all'1,38%.
Tra i dati macroeconomici delude in Cina il dato sul pmi manifatturiero rilevato da Markit/Ciaxin. L'indice si è attestato a dicembre a 51,5 punti, rispetto ai 51,8 di novembre, dunque in lieve calo ma comunque superiore alla soglia dei 50 punti. Ben più marcato è invece il crollo del dato italiano: L'indice, calcolato da IHS/Markit in base al sondaggio fra i direttori degli acquisti è calato a 46,2 punti da 47,6 di novembre, posizionandosi sotto le attese degli economisti che puntavano in media su 47,2 e a minimi da aprile 2013.
In lieve rialzo le quotazioni del petrolio: i contratti sul greggio Wti con consegna a febbraio guadagnano 9 centesimi a 61,15 dollari al barile; il Brent con scadenza a marzo sale invece di 21 centesimi a 66,21 dollari.