L'Italia in dieci Selfie
Un'economia a misura d'uomo contro la crisi climatica - Fondazione Symbola (leggi l'articolo)
2 - CAMPIONI NELL’ECONOMIA CIRCOLARE E NELL’EFFICIENZA
Nel grafico: Quota di riciclo sulla totalità dei rifiuti, big Ue, 2016, ultimo dato disponibile (valori %)
L’Italia è il Paese europeo con la più alta percentuale di riciclo sulla totalità dei rifiuti. Con il 79% di rifiuti totali avviati a riciclo presenta un’incidenza più che doppia rispetto alla media europea (solo il 38%) e ben superiore rispetto a tutti gli altri grandi Paesi europei: la Francia è al 55%, il Regno Unito al 49%, la Germania al 43% e la Spagna al 37%. La sostituzione di materia seconda nell’economia italiana comporta un risparmio annuale pari a 21 milioni di tonnellate equivalenti di petrolio e a 58 milioni di tonnellate di CO2. Siamo primi tra i grandi Paesi Ue anche per riduzione dei rifiuti: 43,2 tonnellate per milione di euro prodotto: la Spagna ne produce 54,7, la Gran Bretagna 63,7, la Germania 67,4, la Francia 77,4 (media Ue 89,1). Inoltre per ogni chilogrammo di risorsa consumata il nostro Paese genera, a parità di potere d’acquisto, 3,5 euro di PIL, poco meno della Gran Bretagna (3,7, che ha però un’economia trainata dalla finanza), meglio della media Ue (2,2) e di Spagna (3,1), Franci (2,7) e Germania (2,3).
3 - DALLA GREEN ECONOMY PIÙ FORZA ALLE IMPRESE ITALIANE
Nel grafico: Vantaggi competitivi delle aziende manifatturiere (5-499 addetti) che hanno investito negli ultimi 5 anni (2015-2019) in prodotti e tecnologie green, 2018 (valori %)
Sono oltre 432 mila le imprese italiane dell’industria e dei servizi con dipendenti che hanno investito negli ultimi 5 anni (2015-2019) in prodotti e tecnologie green: quasi un terzo (31,2%) dell’intera imprenditoria extra-agricola e nel manifatturiero sono il 35,8%. Chi ha scelto la sostenibilità ha un maggiore dinamismo sui mercati esteri: il 51% delle eco-investitrici ha segnalato un aumento dell’export nel 2018, contro il 38% delle altre. E innova di più: il 79% delle imprese green ha sviluppato innovazioni, contro il 61% delle non investitrici. Innovazione che guarda anche a Impresa 4.0. Sospinti da export e innovazione, ne beneficiano il fatturato (aumento atteso dal 26% delle imprese green contro il 18% delle altre, 2019) e l’occupazione (19% contro 8%). Nel 2018 il numero dei green jobs in Italia ha superato la soglia dei 3 milioni: 3.100.000 unità, il 13,4% del totale dell’occupazione complessiva.
4 - PRIMI IN EUROPA PER NUMERO DI IMPRESE CULTURALI E PRIMI AL MONDO CON LA CINA PER SITI UNESCO
Nel grafico: Contributo nazionale al totale europeo delle cultural enterprises, primi Paesi Ue, 2016 (valori %)
Il 14,5% del totale delle imprese culturali europee parla italiano: la quota maggiore sul continente, che fa dell’Italia il primo Paese, davanti a Francia (13,4%), Germania (10,5%), Spagna (10,2%) e Gran Bretagna (8,2%). In Italia il sistema produttivo culturale e creativo (fatto non solo da imprese ma anche PA e non profit), genera quasi 96 miliardi di euro e attiva altri settori dell’economia, arrivando a muovere, nell’insieme, 265,4 miliardi, equivalenti al 16,9% del valore aggiunto nazionale. Il solo sistema produttivo culturale e creativo dà lavoro a 1,5 milioni di persone: il 6,1% del totale degli occupati in Italia. Inoltre l’Italia è il Paese col numero maggiore di siti patrimonio dell’umanità UNESCO: 55, a parimerito con la Cina.
5 - LA NAUTICA DA DIPORTO MONDIALE PARLA ITALIANO
Nel grafico: Saldo commerciale della nautica, primi dieci Paesi al mondo, 2018 (milioni di dollari)
Nella nautica da diporto l’Italia non ha rivali. Siamo leader mondiale per saldo commerciale, con poco meno di due miliardi di dollari (1,9), davanti a Paesi Bassi (1,7 miliardi), Regno Unito (831 milioni), Germania (792 milioni) e Messico (689). Grazie alle nostre capacità tecniche e produttive, al design e alle innovazioni nei motori più efficienti siamo il primo Paese al mondo nella produzione di superyacht (over 24 metri) con 268 imbarcazioni in costruzione nel 2019 su un totale di 621 a livello globale.
6 - SECONDI AL MONDO NELLA MODA PER QUOTE DI MERCATO
Nel grafico: Quote di mercato del totale della moda, primi Paesi, 2018 (valori %)
L’Italia è il secondo Paese al mondo per quote di mercato mondiale nella moda (6,8%), dopo la Cina (37%) e davanti a Germania (5,5%), India (4,2%) e Francia (3,3%). Questo grazie alla creatività e allo stile italiani e anche grazie all’impegno ambientale delle nostre imprese: ad esempio, delle 80 aziende che in tutto il mondo hanno aderito alla campagna Detox di Greenpeace (per eliminare prodotti tossici e inquinanti negli abiti) 58 sono italiane. L’Italia, dopo il Vietnam, è il secondo esportatore di abbigliamento verso la Cina con il 17% di tutte le importazioni cinesi, di gran lunga il primo tra i Paesi che producono moda di qualità (la Francia è 19a col 2%). Inoltre in nostro Paese produce oltre 1/3 di tutto il valore aggiunto del settore della moda nell’Ue28, e rispetto agli altri leader europei ha saputo mantenere in maggior misura la struttura della filiera produttiva.
7 - L’AGRICOLTURA TRICOLORE È LA PIÙ SOSTENIBILE E LA PIÙ COMPETITIVA D’EUROPA
Nel grafico: Produttori biologici nell’Ue, primi Paesi, 2018 (valore assoluto)
L’Italia si conferma ai vertici mondiali per aree agricole coltivate a biologico: il 15,5% della superficie agricola utilizzata nazionale (SAU), davanti a Spagna (9,7%), Francia (7,5%), Germania (9,1%) e Regno Unito (2,7%). Non abbiamo rivali in Europa per numero di produttori biologici: circa 70 mila (2018), in Spagna sono 39,5 mila, in Francia 36,7 mila, in Germania 32 mila, in Grecia 29,5 mila. Siamo il Paese con minori residui chimici oltre i limiti di legge nei prodotti agroalimentari: lo 0,8% del totale, contro l’1,3% della media Ue e il 5,5% dei prodotti Extra-Ue. L’agricoltura italiana emette circa il 50% di gas serra in meno della media Ue-28, e fa decisamente meglio degli altri grandi Paesi. Siamo l’unico Paese al mondo che vanta 299 indicazioni geografiche riconosciute a livello comunitario per i prodotti alimentari (167 DOP, 130 IGP, 2 STG). Anche per questo il valore aggiunto della nostra agricoltura è il più alto tra quello dei grandi Paesi europei.
8 - LEGNO ARREDO ITALIANO AVANTI NELL’ ECONOMIA CIRCOLARE E NELL’EXPORT
Nel grafico: Quota di pannelli truciolari in legno riciclato sul totale, primi Paesi Ue, 2018 (valori %)
L’industria italiana del legno arredo è prima in Europa in economia circolare: il 93% dei pannelli truciolari prodotti in Italia è fatto di legno riciclato. Seguono Belgio con l’84%, Danimarca 60%, Germania 59%, Francia 50%. Inoltre produce meno emissioni climalteranti degli altri grandi Paesi Ue: 26 kg ogni mille euro di produzione, a fronte dei 43 della Germania, dei 49 francesi, degli 79 britannici e degli oltre 200 spagnoli. Grazie al saper fare e al design e grazie alla sostenibilità delle scelte delle imprese tricolori l’Italia, con oltre 10 miliardi di dollari (10,4) è terza al mondo per saldo della bilancia commerciale nel legno arredo: hanno un saldo maggiore solo la Cina (92,4 miliardi di dollari) e la Polonia (11), mentre è nevativo il saldo di tedeschi (-3,1), britannici (-7,7) e francesi (-7,8).
9 - ITALIA TRA I PRIMATISTI MONDIALI NELLE SCARPE IN PELLE
Nel grafico: Quote di mercato mondiale delle scarpe in pelle o con parti in pelle, primi Paesi, 2018 (valori %)
Il nostro Paese, col 15,6% di tutte le scarpe in pelle vendute nel mondo, è secondo per quote di mercato, per un valore di 8,4 miliardi di dollari. Solo la Cina (17,1%) fa meglio di noi. Seguono Vietnam (9,2%), Germania (6,7%) e Francia (4,1%). In questo secondo posto dopo il gigante cinese pesano anche, oltre al design e alla maestria artigiana dei nostri distretti, il lavoro verso la sostenibilità fatto dalle concerie tricolori (dalla riduzione delle sostanze inquinanti come il cromo al riciclo degli scarti). Se poi allarghiamo a considerate tutti i tipi di scarpe (quindi non solo la fascia premium di quelle in pelle) l’Italia è terza dopo Cina e Vietnam.
10 - LE GIOSTRE ITALIANE SONO LE PIÙ VENDUTE AL MONDO. PERCHÉ SONO BELLE E SCOMMETTONO SULL’AMBIENTE
Nel grafico: Saldo commerciale delle giostre, primi Paesi, 2018 (milioni di dollari)
I bambini di Coney Island e quelli di Singapore, Minsk e Pyonyang si divertono su giostre italiane. E non solo loro, visto che il nostro Paese ha il maggiore saldo commerciale al mondo: 229 milioni di dollari. Ben davanti a Germania (152), Olanda (109), Canada (107) e Svizzera (66). Bellezza, creatività, ingegno, competente tecniche, nuove tecnologie ma anche efficienza nei consumi energetici: eccoli gli assi nella manica dei giostrai nazionali.