Petrolio in rialzo con il blocco all'export libico. Borse deboli senza Wall Street, Milano -0,6%
Raffaele Ricciardi
(ansa)
Il generale Haftar ha fatto scattare la tagliola sulla vendita di greggio prima della conferenza di Berlino. Gli scambi americani restano fermi per il Martin Luther King Day
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MILANO - Inizio di settimana cauto su Piazza Affari e le altre Borse europee, che raccolgono senza entusiasmi il testimone dagli ennesimi record di Wall Street registrati venerdì sera. La Borsa Usa farà però mancare oggi il suo supporto, restando chiusa per celebrare il Martin Luther King Day.
Milano ha terminato le contrattazioni in calo dello 0,57%,andamento segnato dai primi dividendi del 2020 su Piazza Affari: acconti di cedole in casa Enel e Snam. In evidenza Pirelli, per altro confermata per il secondo anno dal Cdp (Carbon Disclosure Project) tra le aziende leader nella lotta ai cambiamenti climatici: si fanno sentire le indiscrezioni della stampa britannica su una possibile fusione con Nokian, smentite nel week end dal gruppo italiano. Deboli anche le altre Ue: Londra ha lasciato sul parterre lo 0,3%, Francoforte è riuscita a guadagnare lo 0,15% mentre Parigi ha limato lo 0,36%.
I riflettori di giornata se li è presi il petrolio, anche se il greggio ha perso il passo durante il corso della giornata. In mattinata era arrivato a segnare un rialzo superiore al punto percentuale dopo che, lo scorso venerdì, il generale Khalifa Haftar ha fatto scattare il blocco della produzione e delle esportazioni del petrolio da parte della Libia. La mossa si tradurrà in un blocco del petrolio libico di 800.000 barili al giorno. Il Wti, che si è spinto verso quota 60 dollari al barile, a fine giornata ha moderato i guadagni in area poi 58,6 dollari al barile mentre il Brent è in area 65,1 dollari. Fresco di stampa anche il rapporto mensile dell'Agenzia internazionale dell'energia (Aie), secondo la quale il settore Del petrolio e del gas può "fare molto di più" per rispondere all'emergenza climatica, diversificando maggiormente gli investimenti in energia pulita, che oggi rappresentano solo l'1 per cento.
Questa mattina, la Borsa di Tokyo ha chiuso la prima seduta della settimana ai massimi in 16 mesi sostenuta dalla progressione degli indici azionari statunitensi sul finale di seduta, venerdì scorso, e la debolezza dello yen sulle principali valute. Il Nikkei ha segnato una variazione positiva dello 0,18% a quota 24,083,51, con un guadagno di 42 punti.
Tra gli appuntamenti di giornata si segnala la pubblicazione del World Economic Outlook da parte del Fondo monetario internazionale. A Bruxelles si riunisce l'Eurogruppo: sul fondo Ue destinato alla transizione verso un'economia verde "pensiamo che si può fare di meglio", ha detto il ministro Gualtieri. In Germania, i prezzi alla produzione hanno registrato un moderato rialzo mensile dello 0,1% a dicembre, mancando le attese del mercato che stimava un rialzo dello 0,2 per cento. Su base annua il dato ha mostrato una contrazione dello 0,2% in linea con le aspettative, ma in miglioramento rispetto al -0,7% della passata rilevazione. In Giappone la produzione industriale ha frenato a novembre segnando -1 per cento. In Italia, forte calo dell'indice destagionalizzato della produzione nelle costruzioni: per Istat è sceso del 4,0% rispetto a ottobre 2019, un calo considerevole dopo la lieve crescita registrata nei due mesi precedenti.
Lo spread tra Btp e Bund tedesco, dopo un avvio di giornata in restringimento, torna ad allargarsi pur senza variazioni clamorose: a fine giornata registra 157 punti base, con il tasso del decennale italiano all'1,35% sul mercato secondario. L'euro chiude la giornata in calo e torna sotto quota 1,11 dollari. La moneta europea passa di mano a 1,1082 dollari e 122,08 yen. Stabile dollaro/yen a 110,16. Sterlina sale a 1,30 sul biglietto verde. Intanto la Pboc cinese ha fissato il cambio tra il biglietto verde e la valuta di Pechino a 6,8664 rispetto a quota 6,8878 di venerdì scorso. Sul mercato onshore lo yuan guadagna lo 0,2% a 6,85 sul dollaro, il top dal luglio scorso.