Mercati deboli dopo le decisioni Bce. Paura del virus, crolla la Borsa di Shanghai
Raffaele Ricciardi, di RAFFAELE RICCIARDIInvestitori preoccupati dalla situazione sanitaria in Cina, Tokyo ha perso l'1% e Shanghai quasi il 3 per cento. Piazza Affari invariata. Spread in calo, Gualtieri sul passo indietro di Di Maio dal M5S: "Per il governo non cambia nulla"
MILANO - Le Borse europee chiudono deboli dopo la decisione della Bce di confermare i tassi al livello attuale, il Qe da 20 miliardi al mese e di lanciare come da attese una revisione strategica della politica monetaria della Banca centrale.
Dopo la prima riunione dell'Eurotower del 2020, a cui hanno preso parte i nuovi membri del comitato esecutivo, Isabel Schnabel e l'italiano Fabio Panetta, le Borse sono deboli. Gli investitori sono preoccupati dall'evoluzione della situazione sanitaria in Cina che si è fatta sentire pesantemente sugli scambi delle Piazze asiatiche. Il coronavirus evoca l'incubo di una nuova Sars e si è già diffuso negli Usa, in Thailandia, Giappone, Corea del Sud e Taiwan. L'Oms si riunisce oggi per decidere se proclamare un'emergenza sanitaria globale.
I mercati europei tornano in rosso dopo le notizie da Francoforte: Londra cede lo 0,85% finale, Francoforte perde lo 0,94% mentre Parigi scivola dello 0,65%. Si indebo…
Dopo la prima riunione dell'Eurotower del 2020, a cui hanno preso parte i nuovi membri del comitato esecutivo, Isabel Schnabel e l'italiano Fabio Panetta, le Borse sono deboli. Gli investitori sono preoccupati dall'evoluzione della situazione sanitaria in Cina che si è fatta sentire pesantemente sugli scambi delle Piazze asiatiche. Il coronavirus evoca l'incubo di una nuova Sars e si è già diffuso negli Usa, in Thailandia, Giappone, Corea del Sud e Taiwan. L'Oms si riunisce oggi per decidere se proclamare un'emergenza sanitaria globale.
I mercati europei tornano in rosso dopo le notizie da Francoforte: Londra cede lo 0,85% finale, Francoforte perde lo 0,94% mentre Parigi scivola dello 0,65%. Si indebo…
MILANO - Le Borse europee chiudono deboli dopo la decisione della Bce di confermare i tassi al livello attuale, il Qe da 20 miliardi al mese e di lanciare come da attese una revisione strategica della politica monetaria della Banca centrale.
Dopo la prima riunione dell'Eurotower del 2020, a cui hanno preso parte i nuovi membri del comitato esecutivo, Isabel Schnabel e l'italiano Fabio Panetta, le Borse sono deboli. Gli investitori sono preoccupati dall'evoluzione della situazione sanitaria in Cina che si è fatta sentire pesantemente sugli scambi delle Piazze asiatiche. Il coronavirus evoca l'incubo di una nuova Sars e si è già diffuso negli Usa, in Thailandia, Giappone, Corea del Sud e Taiwan. L'Oms si riunisce oggi per decidere se proclamare un'emergenza sanitaria globale.
I mercati europei tornano in rosso dopo le notizie da Francoforte: Londra cede lo 0,85% finale, Francoforte perde lo 0,94% mentre Parigi scivola dello 0,65%. Si indebolisce la Borsa di Milano con l'indice Ftse Mib che annulla i guadagni per terminare con una rara variazione dello zero per cento. Su Piazza Affari si registra la fiammata di Stm dopo i conti trimestrali e previsioni di ricavi a 12 miliardi di dollari nel medio termine.
Sul fronte valutario l'euro chiude in calo, sale lo yen. La moneta europea passa di mano a 1,1038 dollari e 120,73 yen. Dollaro/yen giù a 109,37. Lo yuan risale a 6,9364 sul biglietto verde dopo aver aperto ai minimi da 2 settimane a 6,9254.
Anche Wall Street tratta in territorio negativo: quando terminano gli scambi Ue, il Dow Jones perde lo 0,6%, il Nasdaq cede lo 0,3% e lo S&P500 arretra dello 0,4 per cento. Questa mattina la Borsa di Tokyo ha chiuso in forte ribasso preoccupata per la diffusione del virus: al termine delle contrattazioni l'indice Nikkei dei titoli guida è sceso dello 0,98% a 23.795,44 punti e l'indice Topix ha perso lo 0,78% a 1.730,50 punti. Ancor più forte le ripercussioni della paura cinese sulle Borse della prima economia asiatica: Shanghai ha perso il 2,8%, Hong Kong ha lasciato sul terreno l'1,9%. In calo dell'1% lo yuan.
Continua intanto il World Economic Forum di Davos ma la prevista partecipazione del presidente del consiglio italiano, Giuseppe Conte, è annullata per preparare il Consiglio dei Ministri di questa sera e per incontri politici, all'indomani del passo indietro da capo politico del Movimento 5 Stelle da parte di Luigi Di Maio. Un evento, ha detto il ministro dell'Economia, Roberto Gualtieri, proprio da Davos, che "non cambia nulla" nell'assetto e nella stabilità del governo. Lo spread tra Btp decennali e gli omologhi Bund tedeschi scende a quota 156, dai 159 punti dell'apertura e dai 161 punti della chiusura di ieri. Il rendimento del decennale è andato giù quasi del 6,5% all'1,267%.
Il petrolio è in calo per i timori legati alla Cina, più forti di un calo delle scorte americane superiore alle aspettative. La scorsa settimana, infatti, le scorte di petrolio negli Usa sono scese di 0,405 milioni di barili a 428,106 milioni di unità, contro attese degli analisti per un ribasso di 0,3 milioni di barili. Il Wti segna comunque, alla chiusura delle Borse Ue, un calo del 2,5% a 55,2 dollari al barile mentre il Brent retrocede del 2,3% a 61,7 dollari. Come spesso accade, l'oro bene rifugio trae profitto da questa situazione: il lingotto sale dello 0,5% a 1.566 dollari l'oncia.
Dopo la prima riunione dell'Eurotower del 2020, a cui hanno preso parte i nuovi membri del comitato esecutivo, Isabel Schnabel e l'italiano Fabio Panetta, le Borse sono deboli. Gli investitori sono preoccupati dall'evoluzione della situazione sanitaria in Cina che si è fatta sentire pesantemente sugli scambi delle Piazze asiatiche. Il coronavirus evoca l'incubo di una nuova Sars e si è già diffuso negli Usa, in Thailandia, Giappone, Corea del Sud e Taiwan. L'Oms si riunisce oggi per decidere se proclamare un'emergenza sanitaria globale.
I mercati europei tornano in rosso dopo le notizie da Francoforte: Londra cede lo 0,85% finale, Francoforte perde lo 0,94% mentre Parigi scivola dello 0,65%. Si indebolisce la Borsa di Milano con l'indice Ftse Mib che annulla i guadagni per terminare con una rara variazione dello zero per cento. Su Piazza Affari si registra la fiammata di Stm dopo i conti trimestrali e previsioni di ricavi a 12 miliardi di dollari nel medio termine.
Sul fronte valutario l'euro chiude in calo, sale lo yen. La moneta europea passa di mano a 1,1038 dollari e 120,73 yen. Dollaro/yen giù a 109,37. Lo yuan risale a 6,9364 sul biglietto verde dopo aver aperto ai minimi da 2 settimane a 6,9254.
Anche Wall Street tratta in territorio negativo: quando terminano gli scambi Ue, il Dow Jones perde lo 0,6%, il Nasdaq cede lo 0,3% e lo S&P500 arretra dello 0,4 per cento. Questa mattina la Borsa di Tokyo ha chiuso in forte ribasso preoccupata per la diffusione del virus: al termine delle contrattazioni l'indice Nikkei dei titoli guida è sceso dello 0,98% a 23.795,44 punti e l'indice Topix ha perso lo 0,78% a 1.730,50 punti. Ancor più forte le ripercussioni della paura cinese sulle Borse della prima economia asiatica: Shanghai ha perso il 2,8%, Hong Kong ha lasciato sul terreno l'1,9%. In calo dell'1% lo yuan.
Continua intanto il World Economic Forum di Davos ma la prevista partecipazione del presidente del consiglio italiano, Giuseppe Conte, è annullata per preparare il Consiglio dei Ministri di questa sera e per incontri politici, all'indomani del passo indietro da capo politico del Movimento 5 Stelle da parte di Luigi Di Maio. Un evento, ha detto il ministro dell'Economia, Roberto Gualtieri, proprio da Davos, che "non cambia nulla" nell'assetto e nella stabilità del governo. Lo spread tra Btp decennali e gli omologhi Bund tedeschi scende a quota 156, dai 159 punti dell'apertura e dai 161 punti della chiusura di ieri. Il rendimento del decennale è andato giù quasi del 6,5% all'1,267%.
Il petrolio è in calo per i timori legati alla Cina, più forti di un calo delle scorte americane superiore alle aspettative. La scorsa settimana, infatti, le scorte di petrolio negli Usa sono scese di 0,405 milioni di barili a 428,106 milioni di unità, contro attese degli analisti per un ribasso di 0,3 milioni di barili. Il Wti segna comunque, alla chiusura delle Borse Ue, un calo del 2,5% a 55,2 dollari al barile mentre il Brent retrocede del 2,3% a 61,7 dollari. Come spesso accade, l'oro bene rifugio trae profitto da questa situazione: il lingotto sale dello 0,5% a 1.566 dollari l'oncia.