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De Meo prende le chiavi della Renault

Il manager italiano è il nuovo amministratore delegato.  Per il ministro dell'Economia francese Le Maire, che la scorsa estate aveva bloccato la nomina, "E' una notizia eccellente"
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TORINO - In serata è arrivata anche la benedizione di Bruno Le Maire, ministro dell'Economia del governo di Parigi: "La nomina di Luca De Meo alla guida di Renault è un'eccellente notizia e rilancia l'alleanza tra Renault, Nissan e Mitsubishi". Lo stesso ministro che aveva bloccato, nel giugno scorso, la fusione tra la casa francese e gli italiani di Fca, ha dunque detto sì all'arrivo a Billancourt del manager italiano.

Una scelta che era trapelata da tempo e che ieri è stata ufficializzata dal consiglio di amministrazione della società. "Luca De Meo è un grande stratega ed è un manager pieno di capacità di visione in un mondo dell'automobile in pieno mutamento", dice il presidente della società, Jean Dominique Senard. Anche per gli attuali vertici del gruppo la nomina di De Meo dovrebbe servire a rimettere insieme i pezzi dell'alleanza con i giapponesi oggi a rischio di implosi…
TORINO - In serata è arrivata anche la benedizione di Bruno Le Maire, ministro dell'Economia del governo di Parigi: "La nomina di Luca De Meo alla guida di Renault è un'eccellente notizia e rilancia l'alleanza tra Renault, Nissan e Mitsubishi". Lo stesso ministro che aveva bloccato, nel giugno scorso, la fusione tra la casa francese e gli italiani di Fca, ha dunque detto sì all'arrivo a Billancourt del manager italiano.

Una scelta che era trapelata da tempo e che ieri è stata ufficializzata dal consiglio di amministrazione della società. "Luca De Meo è un grande stratega ed è un manager pieno di capacità di visione in un mondo dell'automobile in pieno mutamento", dice il presidente della società, Jean Dominique Senard. Anche per gli attuali vertici del gruppo la nomina di De Meo dovrebbe servire a rimettere insieme i pezzi dell'alleanza con i giapponesi oggi a rischio di implosione, soprattutto dopo la fuga da Tokyo di Carlos Ghosn. Il cattivo rapporto con gli alleati del Sol Levante era stato il motivo del licenziamento, in ottobre, del precedente ad, Thierry Bolloré.

De Meo torna a Parigi dove aveva iniziato la sua carriera di manager, proprio alla Renault, nel lontano 1991. Sette anni dopo era approdato in Toyota, all'inizio della conversione elettrica della gamma della casa giapponese. Quattro anni dopo, nel 2002, è arrivato in Fiat. Ricorda ancora oggi l'incontro, due anni dopo, con il nuovo ad Sergio Marchionne. Un sodalizio che durerà cinque anni. De Meo è uno dei Marchionne boys, il gruppo di giovani manager che salveranno la Fiat dalla bancarotta e creeranno le premesse per l'acquisto della Chrysler. Nel 2009 il clamoroso divorzio dalla nascente Fca e l'approdo in Volkswagen dove diventa capo del marketing di Audi prima di andare a guidare il marchio Seat fino a gennaio di quest'anno.

De Meo entrerà in carica alla guida di Renault il 1 luglio prossimo. Si è risolta così la trattativa tra il manager e il gruppo Volkswagen con cui, al momento dell'ingresso, aveva firmato alcune clausole di non concorrenza. Fino a quel momento sarà in carica ad interim Clotide Delbos. Fino a poche settimane fa era lei in ballottaggio con De Meo per la guida di Renault. Poi è stato scelto il manager italiano, il primo non francese a guidare il gruppo simbolo delle quattro ruote francesi in 120 anni di esistenza. Il libanese Carlos Ghosn infatti aveva preso la cittadinanza francese prima di diventare ad a Billancourt.

La scelta a favore di De Meo è stata fatta anche in considerazione della sua conoscenza del mondo economico giapponese, maturata ai tempi della sua esperienza in Toyota. Sposato, con due gemelli ormai ventenni, De Meo parla perfettamente il francese e altre quattro lingue. I colleghi che lo hanno conosciuto negli anni Novanta ricordano "quel manager che conosceva bene il francese ma parlando gesticolava come un italiano". De Meo non ha dimenticato le sue radici. È stato lui, ai tempi del governo Renzi, a far nascere vicino a Bologna la fabbrica Lamborghini del suv Urus, dando lavoro a oltre 1.700 persone.