Energia, duello tra la lombarda A2a e l'emiliana Hera per il ricco Nord-Est
Luca Pagni , di LUCA PAGNILe due utility entrano nel capitale di Ascopiave, attiva nella distribuzione di gas, in Veneto. Ma puntano alle bollette di 2,5 milioni di faniglie e 520 mila aziende
ROMA – A prima vista, potrebbe sembrare una battaglia finanziaria, con i due leader di settore che si contendono un concorrente più piccolo, per la supremazia del mercato. In realtà, il duello ingaggiato da A2a ed Hera per la conquista di Ascopiave nasconde ben altro obiettivo. La conquista delle bollette di elettricità e gas del ricco Nord-Est: oltre 2 milioni e mezzo di famiglie, ma soprattutto 520 mila imprese pari al 10 per cento del totale nazionale. Succede perché in Veneto e in Friuli-Venezia Giulia non è mai nato un campione “regionale”, a differenza di quanto accaduto Lombardia ed Emilia Romagna: di fatto, si tratta di un territorio non presidiato e dove andare alla conquista dei consumatori.
Il duello, già sottotraccia, è venuto allo scoperto negli ultimi giorni. Venerdì scorso, il gruppo Hera – società di servizi pubblici controllata da un gruppo di comuni guidato da Bologna, Modena e Ra…
Il duello, già sottotraccia, è venuto allo scoperto negli ultimi giorni. Venerdì scorso, il gruppo Hera – società di servizi pubblici controllata da un gruppo di comuni guidato da Bologna, Modena e Ra…
ROMA – A prima vista, potrebbe sembrare una battaglia finanziaria, con i due leader di settore che si contendono un concorrente più piccolo, per la supremazia del mercato. In realtà, il duello ingaggiato da A2a ed Hera per la conquista di Ascopiave nasconde ben altro obiettivo. La conquista delle bollette di elettricità e gas del ricco Nord-Est: oltre 2 milioni e mezzo di famiglie, ma soprattutto 520 mila imprese pari al 10 per cento del totale nazionale. Succede perché in Veneto e in Friuli-Venezia Giulia non è mai nato un campione “regionale”, a differenza di quanto accaduto Lombardia ed Emilia Romagna: di fatto, si tratta di un territorio non presidiato e dove andare alla conquista dei consumatori.
Il duello, già sottotraccia, è venuto allo scoperto negli ultimi giorni. Venerdì scorso, il gruppo Hera – società di servizi pubblici controllata da un gruppo di comuni guidato da Bologna, Modena e Ravenna – ha rilevato il 2,5 per cento di Ascopiave, attiva soprattutto nella vendita di gas in provincia di Treviso, Vicenza e Rovigo. Ma, nelle stesse ore, A2a (multiservizi con il 51% delle quote in mano ai comuni di Milano e Brescia) ha risposto annunciando di aver rilevato il 4,2 per cento di Ascopiave. A vendere, in entrambi i cosi il fondo di investimento Amber che ha liquidato tutta la sua quota.
Una battaglia finanziaria che ha una serie di risvolti ancora più gustosi. La mossa di Hera, come si dice sui mercati, è di tipo “amichevole”. Nel senso che Ascopiave non ne era all’oscuro. Tanto è vero che a sua volta ha investito in Hera rilevando lo 0,4% delle quote. Del resto, nell’autunno scorso, Hera ed Ascopiave avevano dato via a una società in comune per la gestione di oltre un milioni di clienti, con il progetto di crescere ulteriormente nel Nord-Est. Una strategia che dal quartiere generale di Hera a Bologna coltivano da più di un decennio, periodo nel corso del quale hanno prima preso il controllo delle aziende locali di Trieste e Padova per poi vincere la gara indetta proprio da Ascopiave per la ricerca di un partner.
Ma se l’alleanza tra le due società è già blindata, per quale motivo si è inserita A2a e come spera di imporsi? Secondo, esperti ed analisti di settore, A2a ha varie strade davanti. La prima è quella di acquistare altre azioni sul mercato, aumentando il suo pacchetto di azioni di Ascopiave. Obiettivo che può raggiungere anche corteggiando qualche Comune che è socio dell’utility trevigiana desideroso di monetizzare, ora che - grazie alla battaglia in Borsa – i titoli sono ai massimi storici (il valore è raddoppiato negli ultimi cinque anni). In questo modo, A2a vuole ottenere il posto in consiglio di amministrazione di Ascopiave riservato alle minoranza, un posto privilegiato per avere visibilità sulle mosse dei concorrenti. Ma non solo: nelle intenzioni della società lombarda c’è anche la possibilità di proporre a sua volta una joint venture nel settore della distribuzione del gas.
Per farlo, sta lavorando per dotarsi del suo asso nella manica: vuole presentarsi agli amministratori di Ascopiave forte di una alleanza con le società di servizi di Verona e Vicenza. Un accordo che potrebbe essere annunciato entro la fine di febbraio. A quel punto da incursione finanziaria ostile, diventerebbe una trattativa politica in cui coinvolgere anche la politica locale. In ogni caso, il duello è solo all’inizio. In attesa della contromossa di Hera, che non si farà attendere.
Il duello, già sottotraccia, è venuto allo scoperto negli ultimi giorni. Venerdì scorso, il gruppo Hera – società di servizi pubblici controllata da un gruppo di comuni guidato da Bologna, Modena e Ravenna – ha rilevato il 2,5 per cento di Ascopiave, attiva soprattutto nella vendita di gas in provincia di Treviso, Vicenza e Rovigo. Ma, nelle stesse ore, A2a (multiservizi con il 51% delle quote in mano ai comuni di Milano e Brescia) ha risposto annunciando di aver rilevato il 4,2 per cento di Ascopiave. A vendere, in entrambi i cosi il fondo di investimento Amber che ha liquidato tutta la sua quota.
Una battaglia finanziaria che ha una serie di risvolti ancora più gustosi. La mossa di Hera, come si dice sui mercati, è di tipo “amichevole”. Nel senso che Ascopiave non ne era all’oscuro. Tanto è vero che a sua volta ha investito in Hera rilevando lo 0,4% delle quote. Del resto, nell’autunno scorso, Hera ed Ascopiave avevano dato via a una società in comune per la gestione di oltre un milioni di clienti, con il progetto di crescere ulteriormente nel Nord-Est. Una strategia che dal quartiere generale di Hera a Bologna coltivano da più di un decennio, periodo nel corso del quale hanno prima preso il controllo delle aziende locali di Trieste e Padova per poi vincere la gara indetta proprio da Ascopiave per la ricerca di un partner.
Ma se l’alleanza tra le due società è già blindata, per quale motivo si è inserita A2a e come spera di imporsi? Secondo, esperti ed analisti di settore, A2a ha varie strade davanti. La prima è quella di acquistare altre azioni sul mercato, aumentando il suo pacchetto di azioni di Ascopiave. Obiettivo che può raggiungere anche corteggiando qualche Comune che è socio dell’utility trevigiana desideroso di monetizzare, ora che - grazie alla battaglia in Borsa – i titoli sono ai massimi storici (il valore è raddoppiato negli ultimi cinque anni). In questo modo, A2a vuole ottenere il posto in consiglio di amministrazione di Ascopiave riservato alle minoranza, un posto privilegiato per avere visibilità sulle mosse dei concorrenti. Ma non solo: nelle intenzioni della società lombarda c’è anche la possibilità di proporre a sua volta una joint venture nel settore della distribuzione del gas.
Per farlo, sta lavorando per dotarsi del suo asso nella manica: vuole presentarsi agli amministratori di Ascopiave forte di una alleanza con le società di servizi di Verona e Vicenza. Un accordo che potrebbe essere annunciato entro la fine di febbraio. A quel punto da incursione finanziaria ostile, diventerebbe una trattativa politica in cui coinvolgere anche la politica locale. In ogni caso, il duello è solo all’inizio. In attesa della contromossa di Hera, che non si farà attendere.