Economia

Il Coronavirus in Italia e Corea affonda le Borse. Piazza Affari perde il 5,4%

(afp)
Milano peggiore in Europa: perde 30 miliardi di capitalizzazione, mentre lo spread si allarga si allarga a 145 punti. Anche Wall Street in negativo. Questa mattina Seul ha perso quasi 4 punti percentuali. L'oro ai massimi da sette anni per il timore globale
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MILANO - Il Coronavirus spaventa i mercati, così come i forti cali di Borsa registrati in Italia e Corea che mettono in ginocchio il resto del mondo: affonda Piazza Affari mentre si allarga lo spread tra Btp e Bund tedeschi. La Borsa di Milano chiude una giornata in rosso con un passivo del 5,43%: è il conto che la paura del contagio presenta agli investitori, preoccupati soprattutto dalla paralisi alla quale sono esposte vaste parti del Paese, per altro tra le più produttive, nel tentativo di contenere il contagio.

L'indice Ftse Mib è stato il più penalizzato in una giornata negativa per tutte le Borse europee: la capitalizzazione sfumata su Piazza Affari è stata di circa 30 miliardi. Francoforte ha perso il 4,01%, Parigi il 3,94% e Londra il 3,34 per cento. Neppure Wall Street è immune alle vendite: quando terminano gli scambi nel Vecchio continente, gli indici americani segnano perdite intorno al 3%.

Il differenziale di rendimento tra titoli decennali italiani e omologhi tedeschi - uno dei più seguiti termometri sulla tensione che si percepisce intorno a un Paese - si allarga di una decina di punti base: venerdì aveva chiuso in ribasso sotto 135 punti base, oggi si riporta rapidamente in area 145, dove chiudela seduta. La corsa ai beni rifugio fa crollare i rendimenti dei Treasury a 10 anni all'1,36%, ai minimi dal 2016 e a un passo dai minimi storici.

Da Borsa Italiana spiegano che si prevede una operatività normale sui mercati: ci sono alcuni dipendenti che lavorano in remoto, ma nessun impatto sulle attività di scambio. Gli analisti di Equita ricordano che "la Lombardia e il Veneto rappresentano il 30% circa del Pil italiano. Ci aspettiamo quindi un impatto negativo ma temporaneo". I rischi principali "sono relativi alle società che hanno attività direttamente collegate ai flussi turistici e alla gestione di eventi (lusso, Fiera Milano, IEG), alle società con elevata esposizione ai consumi/attività commerciali in Italia (Nexi, Marr, Geox, OVS, IVS, Amplifon) e alle società che hanno elevata concentrazione di attività produttive in Nord Italia, in caso di deterioramento della situazione che porti a blocchi produttivi (IMA, Interpump, Zignago)".
L'impennata del differenziale di rendimento tra Btp e Bund decennali nella schermata di Bloomberg di questa mattina 

Il governo ha individuato delle misure pronte a scattare per le aree maggiormente interessate, un po' come accaduto in occasione dei frequenti terremoti del recente passato: dilazioni nei pagamenti fiscali, ricorso agli ammortizzatori sociali per chi deve interrompere l'attività, tutele per i lavoratori che restano a casa. Il vicemenistro dell'Economia, Antonio Misiani, a Circo Massimo su Radio Capital ha parlato della possibilità di affiancare un "decreto crescita" al prossimo Documento di economia e finanza. Quasi impossibile fare valutazioni puntuali sulle ricadute economiche, il governatore Visco ha parlato - con tutte le cautele del caso - di un possibile impatto da 0,2 punti di Pil. Gli economisti di Intesa Sanpaolo prevedono un "impatto a V" sull'economia, ovvero un repentino crollo e una rapida ripresa, "con minimo e profondità, però, ancora impossibili da valutare".

La riapertura era stata all'insegna della tensione già sulle Piazze asiatiche. E' Seul a pagare il prezzo maggiore al virus, rafforzando il legame tra paure degli investitori e pallottoliere dei contagi: la Corea del Sud è uno dei territori più colpiti. Alla fine la Borsa di Seul perde il 3,87%, seguita da Hong Kong che segna alla fine un ribasso dell'1,79 per cento. Di fronte al tasso di contagio, il presidente sudcoreano Moon Jae-In ha proclamato lo stato di massima allerta, ma non è bastato per salvare titoli quali Hyundai Motor (-4%) e quelli delle compagnie aeree. Il colosso nazionale, Samsung, ha annunciato sabato che un caso di coronavirus è stato confermato presso il suo sito per la produzione di telefonia mobile e che l'intero impianto è rimasto chiuso. Il titolo Samsung ha ceduto più del 4 per cento. Chiusa Tokyo per festività, è andata paradossalmente meglio in Cina dove in un primo momento sembrava si potessero alleviare le misure di contenimento a Wuhan (eventualità poi smentita): Shanghai ha perso lo 0,28%, Shenzhen è salita dell'1,36 per cento.

L'euro chiude debole, recupera lo yen e vola il franco svizzero. La moneta europea passa di mano a 1,0858 dollari, dopo un minimo a 1,0805, non lontano dall'1,0778, il minimo da 3 anni, toccato la settimana scorsa. Va giù a 120,13 l'euro/yen. In calo anche il dollaro/yen a 110,63. Il franco svizzero tocca il top da 4 anni e mezzo a 1,0604 sull'euro e s'impenna al massimo dal 13 febbraio sul biglietto verde.

Dalla Germania arriva un inutile sollievo con il miglioramento, sopra le attese, della fiducia delle imprese tedesche. L'indice ifo, che misura il clima dell'attività economica percepita dalle imprese nella principale economia dell'Eurozona, è salito a febbraio a 96,1 da 96 a gennaio, meglio delle attese che prevedevano 95,3 punti.

Intanto, il prezzo dell'oro continua ad aumentare spinto dagli acquisti per i beni rifugio. La quotazione spot dell'oro ha raggiunto 1,680 dollari, ai massimi da 7 anni. Anche il petrolio viene affossato dai timori sulla tenuta dell'economia globale e il barile di greggio Brent, in consegna ad aprile, viene scambiato a 57,02 dollari, in calo del 2,43% rispetto alla chiusura di venerdì (58,45 dollari). Già la scorsa settimana i prezzi erano scesi e oggi il Wti - la qualità americana - perde il 2,42% a 52,09 dollari.