ROMA - Dalla restituzione dei contibuiti sociali per i dipendenti alla sospensione del pagamento delle imposte. Il governo di Pechino, e le varie municipalità, hanno varato una serie di misure per sostenere le imprese straniere che operano in Cina e che sono rimaste colpite dalle conseguenze dell'epidemia del coronavirus. E come è possibile farne richiesta? La Fondazione Italia Cina ha raccolto le principali iniziative e ha messo a disposizione i suoi uffici e strutture per tenere i contatti con il China Council for the promotion of international trade, "l'ente accreditato per il rilascio del certificato di forza maggiore". Il certificato è necessario per accedere a contributi ed esenzioni. ma vediamo nel dettaglio cosa è possibile chiedere e quali aiuti sono stati stanziati.
Poi ci sono una serie di misure di sostegno diretto, come le ovvenzioni ai costi di ricerca e sviluppo. Si passa poi al sostegno finanziario diretto alle imprese: ci sono "accordi con le istituzioni finanziarie al fine di garantire alcune misure come l’aumento dei prestiti per le piccole e microimprese, l'estensione del periodo di rimborso per le aziende in difficoltà, la riduzione dei costi di finanziamento". Un'altra misura riguarda i "rimborsi dei premi assicurativi contro la disoccupazione, i sussidi di previdenza sociale e per la formazione dei dipendenti e per l'acquisto di prodotti di servizi per il telelavoro.
Misure analoghe sono state prese anche dalle municipalità e province di Sichuan, Chongqing, Jangsu, Liaoning, Tianjin, Suzhou, Jilin.
Le misure nella municipalità di Pechino
Le misure sono varie e complesse. Si parte dalla possibilità di posticipare il pagamento delle tasse per un massimo di tre mesi. Le imprese che hanno preso in affitto immobili di proprietà statale, se riprendono o interrompono le loro attività produttive e non attuano politiche di riduzione del personale, possono essere esentate dal pagamento dell'affitto di febbraio; se l’immobile è ad uso ufficio, l'affitto del mese di febbraio può essere ridotto del 50%. Il governo di Pechino, inoltre, ha sospeso la riscossione di alcune tasse amministrative, comprese "le spese per l'ispezione delle attrezzature speciali, la tassa sul trattamento delle acque reflue e la tassa sull'occupazione della strada".Poi ci sono una serie di misure di sostegno diretto, come le ovvenzioni ai costi di ricerca e sviluppo. Si passa poi al sostegno finanziario diretto alle imprese: ci sono "accordi con le istituzioni finanziarie al fine di garantire alcune misure come l’aumento dei prestiti per le piccole e microimprese, l'estensione del periodo di rimborso per le aziende in difficoltà, la riduzione dei costi di finanziamento". Un'altra misura riguarda i "rimborsi dei premi assicurativi contro la disoccupazione, i sussidi di previdenza sociale e per la formazione dei dipendenti e per l'acquisto di prodotti di servizi per il telelavoro.
A Shanghai tassi di interesse più vantaggiosi
Alcune misure simili - come quella legata all'esenzione degli affitti per le proprietà statali - sono state prese anche dalla municipalità di Shanghai. In aggiunta ci sono interventi in aggiunta legati al credito. Le banche, per esempio, offrono "prestiti con tassi di interesse inferiori di almeno 25 punti base rispetto al benchmark LPR" e sono incoraggiate "ad adeguare le misure per il rimborso, a prolungare i periodi di scadenza dei prestiti o a rinnovare il prestito senza rimborso per le imprese che utilizzano il capitale in settori fortemente colpiti dall'epidemia". Inoltre, sono previste "riduzione per le imprese del tasso dei contributi delle assicurazioni mediche dei dipendenti pari a 0,5 punti percentuali nel 2020". Infine, è stato introdotto "un supporto particolare alle startup specializzate nella sanità online, farmaci innovativi originali, forniture mediche e dispositivi medici".Nel Guadong premi a chi non licenzia
Tra le misure particolari presi dalla municipalità del Guadong si segnalano premi a chi non licenzia. In particolare "ai datori di lavoro qualificati, che non riducono il numero di dipendenti dell’azienda, viene concesso il rimborso del 50% dei premi assicurativi contro la disoccupazione versati dall'azienda e dai suoi dipendenti nell'anno precedente". In aggiunta, "i salari pagati dall'impresa durante il periodo in cui il dipendente ha ricevuto cure mediche, o è stato messo in quarantena dall'osservazione medica a causa dell'epidemia, sono sovvenzionati all'impresa ad un tasso non superiore al 50% della base contributiva dell'assicurazione pensionistica di base del dipendente".Misure analoghe sono state prese anche dalle municipalità e province di Sichuan, Chongqing, Jangsu, Liaoning, Tianjin, Suzhou, Jilin.