Le Borse Ue chiudono positive, Milano guadagna l'1,7%. Wall Street giù con il petrolio: per la Borsa Usa peggior settimana dal 2008
Flavio Bini
(reuters)
Accordo tra banche centrale per aumentare liquidità in dollari. La Bce assicura massima flessibilità nel valutare le sofferenze delle banche: spread stabile a 195 punti. Bene i listini asiatici. Rallenta il dollaro, il greggio crolla negli Usa: peggior settimana dal 1991 con un -29%
2 minuti di lettura
MILANO - L'azione congiunta dei governi e delle Banche centrali riesce a dare sollievo ai mercati europei, mentre Wall Street termina in profondo rosso con il nuovo scivolone del petrolio.
Dopo la giornata positiva di ieri, anche oggi i listini europei chiudono in recupero con i titoli finanziari positivi in attesa delle decisioni Ue sugli interventi per tamponare l'emergenza: un primo passo, arrivato proprio in chiusura di seduta, è lo stop al Patto di stabilità per permettere ai governi di spender soldi. Milano segna un guadagno dell'1,71% finale, Londra è la più debole con un rialzo dello 0,08%, mentre Francoforte cresce del 3,41% e Parigi del 5,01%. A Piazza Affari spicca Diasorin, dopo il via libera della Fda americana al test rapido di diagnosi per il coronavirus, annunciato la scorsa settimana dalla società italiana di diagnostica. Lo spread tra Btp e Bund tedeschi si stabilizza in area 195 punti, confermando i livelli della vigilia.
A dare fiducia agli investitori è soprattutto l'ombrello aperto mercoledì notte dalla Bce, con il massiccio rafforzamento del Quantitative Easing che prevede acquisti di titoli fino a ulteriori 750 miliardi con la possibilità di indirizzarli verso i Paesi più vulnerabili indipendentemente dalle quote di capitale della Bce detenute attraverso le proprie banche centrali. Le autorità si sono mosse anche oggi: la Fed e le banche centrali in Europa, Giappone, Gran Bretagna, Canada e Svizzera si sono accordate per un rafforzamento delle linee swap in dollari, lo strumento di emergenza con cui le banche possono reperire valuta estera, aumentando la frequenza delle operazioni a sette giorni, che si terranno ogni giorno invece che settimanalmente. L'Eurotower è poi tornata a rassicurare le banche che, nel'esercitare la vigilanza sugli istituti di credito, "adotterà la massima flessibilità nel discutere la realizzazione delle strategie di riduzione degli npl", ovvero dei crediti di difficile esigibilità, "prendendo in considerazione la natura straordinaria delle attuali condizioni di mercato".
Diverso il discorso per Wall Street, che s'indebolisce con l'aumentare delle misure restrittive adottate a New York per arginare il virus e soffre il nuovo calo del petrolio: il Dow Jones perde il 4,62% a 19.159,53 punti, il Nasdaq cede il 3,79% a 6.879,31 punti mentre lo S&P 500 lascia sul terreno il 4,40% a 2.303,17 punti. Per l'indice più ampio della Borsa americana si chiude così la peggior settimana dal 2008, con un ribasso del 15 per cento. Continua intanto a crescere l'attesa per il maxi piano di stimoli promesso dall'amministrazione Trump. Un pacchetto che potrebbe anche superare i 1000 miliardi di dollari.
Il greggio, come detto, chiude una settimana nera con un nuovo tracollo. Alla fine della giornata americana di scambi il Wti accusa un ribasso superiore al 10%, portandosi a 22,5 dollari. Il bilancio settimanale così diventa di una perdita del 29%: si tratta del calo maggiore dal 1991.
Giornata a segno più anche in Asia. Con Tokyo chiusa per festvità, spicca il rialzo di Seul, in rialzo di oltre 7 punti percentuali.