I numeri del 25 marzo, cauto ottimismo: mille guariti e tasso di crescita dei casi al 7,5%
Luca Iezzi , di Luca IezziDue segnali positivi dalla Protezione civile: si stabilizza la corsa del virus, specie in Lombardia ed Emilia, il Sud resta sotto controllo
Meno nuovi malati e più guariti. Nel giorno in cui il capo della Protezione civile Angelo Borrelli dà forfait per colpa della febbre, sono due i dati rilasciati oggi dal quotidiano bollettino della protezione civile che permettono un cauto ottimismo. I casi totali salgono di 5210 (ora 74.386) che portano il ritmo giornaliero di crescita al 7,5%, il più basso dall’inizio della crisi. L’altro dato in discesa è quello dei malati attualmente positivi: 57.521, un aumento di 3.491 (meno dei 3.612 di ieri e quarto giorno consecutivo di calo). Oggi a far scendere questo dato hanno contribuito i 1036 dichiarati guariti (il totale sale a 9.362 meglio dei 894 di ieri). Non si ferma invece la sequenza delle morti: 683 (ormai siamo a 7.503 vittime).
L’andamento regionale I numeri dalle due regioni più colpite confermano la stabilizzazione dell’emergenza: il numero dei malati in Lombardia sale solo di 723 a 20591 e di questi nuovi po…
L’andamento regionale I numeri dalle due regioni più colpite confermano la stabilizzazione dell’emergenza: il numero dei malati in Lombardia sale solo di 723 a 20591 e di questi nuovi po…
Meno nuovi malati e più guariti. Nel giorno in cui il capo della Protezione civile Angelo Borrelli dà forfait per colpa della febbre, sono due i dati rilasciati oggi dal quotidiano bollettino della protezione civile che permettono un cauto ottimismo. I casi totali salgono di 5210 (ora 74.386) che portano il ritmo giornaliero di crescita al 7,5%, il più basso dall’inizio della crisi. L’altro dato in discesa è quello dei malati attualmente positivi: 57.521, un aumento di 3.491 (meno dei 3.612 di ieri e quarto giorno consecutivo di calo). Oggi a far scendere questo dato hanno contribuito i 1036 dichiarati guariti (il totale sale a 9.362 meglio dei 894 di ieri). Non si ferma invece la sequenza delle morti: 683 (ormai siamo a 7.503 vittime).
L’andamento regionale I numeri dalle due regioni più colpite confermano la stabilizzazione dell’emergenza: il numero dei malati in Lombardia sale solo di 723 a 20591 e di questi nuovi positivi solo 315 sono ricoverati. In Emilia Romagna 545 “attualmente positivi” in più (totale 8526) e di questi 206 in ospedale. Guardando al Sud non ci sono accelerazioni in Campania (+80 gli attualmente positivi), Puglia (+83) e nemmeno nel Lazio (+130) considerando le popolazioni relative. Invece più alta della media nazionale la crescita dei malati attuali in Sicilia (+137 a 936) e Abruzzo (+116).
Più malati e morti tra gli uomini. I dati analizzati dall’Istituto superiore di sanità (studio su 57444 casi) conferma che la maggioranza dei malati è maschio: 58%, percentuale in calo rispetto alle rilevazioni precedenti, quando la proporzione uomini/donne ha superato anche il rapporto 60/40. “La differenza nel numero di casi segnalato per sesso aumenta progressivamente in favore di soggetti di sesso maschile fino alla fascia di età 70-79 – spiega l’Iss - ad eccezione della fascia 20-29 anni in cui il numero dei soggetti di sesso femminile è leggermente superiore rispetto a quelli di sesso maschile (1.166 vs 983) e alla fascia over 90”, dove però la popolazione femminile è più ampia anche in valore assoluto. Ancora più netta a sfavore degli uomini l’indice di mortalità: l’80% dei deceduti con Covid-19 sono maschi
Spagna travolta Anche la Spagna, ormai ufficialmente la trincea dove il Covid-19 sta mostrando tutta la sua pericolosità, ha superato la Cina per numero di morti accertati che hanno contratto l’infezione. Oggi il bilancio delle vittime ha raggiunto i 3434 morti di cui 738 nelle ultime 24 ore, la metà registrate nelle ultime 72 ore. In Cina in oltre 70 giorni di epidemia il conteggio ufficiale si è fermato a 3281. Le autorità di Madrid oggi hanno aggiornato a 47610 il numero dei casi con un aumento del 20% al giorno. Tassi che si confermano a livelli dei peggiori giorni dell’esperienza italiana.
L’andamento regionale I numeri dalle due regioni più colpite confermano la stabilizzazione dell’emergenza: il numero dei malati in Lombardia sale solo di 723 a 20591 e di questi nuovi positivi solo 315 sono ricoverati. In Emilia Romagna 545 “attualmente positivi” in più (totale 8526) e di questi 206 in ospedale. Guardando al Sud non ci sono accelerazioni in Campania (+80 gli attualmente positivi), Puglia (+83) e nemmeno nel Lazio (+130) considerando le popolazioni relative. Invece più alta della media nazionale la crescita dei malati attuali in Sicilia (+137 a 936) e Abruzzo (+116).
Più malati e morti tra gli uomini. I dati analizzati dall’Istituto superiore di sanità (studio su 57444 casi) conferma che la maggioranza dei malati è maschio: 58%, percentuale in calo rispetto alle rilevazioni precedenti, quando la proporzione uomini/donne ha superato anche il rapporto 60/40. “La differenza nel numero di casi segnalato per sesso aumenta progressivamente in favore di soggetti di sesso maschile fino alla fascia di età 70-79 – spiega l’Iss - ad eccezione della fascia 20-29 anni in cui il numero dei soggetti di sesso femminile è leggermente superiore rispetto a quelli di sesso maschile (1.166 vs 983) e alla fascia over 90”, dove però la popolazione femminile è più ampia anche in valore assoluto. Ancora più netta a sfavore degli uomini l’indice di mortalità: l’80% dei deceduti con Covid-19 sono maschi
Spagna travolta Anche la Spagna, ormai ufficialmente la trincea dove il Covid-19 sta mostrando tutta la sua pericolosità, ha superato la Cina per numero di morti accertati che hanno contratto l’infezione. Oggi il bilancio delle vittime ha raggiunto i 3434 morti di cui 738 nelle ultime 24 ore, la metà registrate nelle ultime 72 ore. In Cina in oltre 70 giorni di epidemia il conteggio ufficiale si è fermato a 3281. Le autorità di Madrid oggi hanno aggiornato a 47610 il numero dei casi con un aumento del 20% al giorno. Tassi che si confermano a livelli dei peggiori giorni dell’esperienza italiana.