Economia

Istat, il coronavirus affossa la fiducia di imprese e famiglie a marzo

(ansa)
I dati dell'istituto di statistica: l'indice delle famiglie scende da 110,9 a 101, quello delle imprese da 97,8 a 81,7
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MILANO - L'emergenza Coronavirus abbatte la fiducia di imprese e famiglie. A marzo, l'indice relativo ai consumatori, stima l'Istat, cala da 110,9 a 101 mentre quello delle aziende scende da 97,8 a 81,7. Il Covid-19 e "le conseguenti misure di contenimento adottate dal Governo per limitare il contagio hanno pesantemente influenzato" gli umori, osserva l'Istituto. Gli indici toccano, spiega, livelli "particolarmente bassi sia per le imprese sia per i consumatori, portandosi sui valori registrati, rispettivamente, a giugno 2013 e gennaio 2015.

Per quanto riguarda le imprese, nella manifattura, nei servizi e nel commercio al dettaglio si rileva una forte flessione delle aspettative, mentre i giudizi sulla situazione corrente subiscono un calo contenuto. Per quanto attiene ai consumatori, si evidenzia la caduta del clima economico e futuro che raggiungono un minimo da maggio 2013.

Nel dettaglio, con riferimento alle imprese le stime degli indici evidenziano un calo molto ampio della fiducia soprattutto nei servizi (l'indice passa da 97,6 a 79,6), nel commercio al dettaglio (da 106,9 a 97,4) e nella manifattura (da 98,8 a 89,5). Nel settore delle costruzioni, l'indice di fiducia registra una flessione decisamente più contenuta passando da 142,3 a 139,0.

Per quanto attiene alle componenti dell'indice di fiducia, nell'industria manifatturiera peggiorano i giudizi sugli ordini e le scorte di prodotti finiti sono giudicate in lieve accumulo; le attese di produzione subiscono un drastico ridimensionamento.

Per le costruzioni, l'evoluzione negativa dell'indice è determinata dal peggioramento dei giudizi sugli ordini e, soprattutto, dalla diminuzione delle attese sull'occupazione presso l'impresa.

Nei servizi di mercato, la brusca diminuzione dell'indice è determinata dalle aspettative sugli ordini che sono in forte diminuzione. Per quanto riguarda il commercio al dettaglio, i giudizi sulle vendite sono in lieve aumento, le scorte sono giudicate in decumulo e le attese sulle vendite registrano una forte caduta. A livello di circuito distributivo, i giudizi sulle vendite sono in miglioramento sia nella grande distribuzione sia in quella tradizionale; la flessione delle attese sulle vendite è più contenuta nella distribuzione tradizionale.