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(ansa)

Reddito di emergenza a 10 milioni di lavoratori anche precari e irregolari

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Si chiamerà Rem: 6 miliardi per aumentare i 600 euro agli autonomi ed estenderli ai sommersi. Gualtieri: "Non è un reddito di cittadinanza bis"
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ROMA - Rafforzare e allargare l'indennità da 600 euro. E creare così un vero e proprio "reddito di emergenza", in acronimo Rem. Non un nuovo reddito di cittadinanza. Neanche il vecchio rivisto e corretto. Ma una misura eccezionale in grado di coprire il doppio dei lavoratori sin qui raggiunti dall'indennità una tantum e per tutto il tempo della gravissima crisi sanitaria ed economica. Si fanno i calcoli, ma potrebbero essere necessari 6 miliardi per 10 milioni di lavoratori. Non solo dunque partite Iva, collaboratori, artigiani, commercianti, agricoli, spettacolo, stagionali, professionisti. Ma anche tutto il lavoro grigio, precario, irregolare, intermittente. Badanti, babysitter e colf sin qui scoperte. Lavoratori che hanno finito il sussidio di disoccupazione (Naspi o Discoll). Stagionali entranti - bagnini, camerieri, addetti alle pulizie, animatori turistici - le cui speranze di lavoro estivo sono fortemente compromesse. E fast jobs: contratt…
ROMA - Rafforzare e allargare l'indennità da 600 euro. E creare così un vero e proprio "reddito di emergenza", in acronimo Rem. Non un nuovo reddito di cittadinanza. Neanche il vecchio rivisto e corretto. Ma una misura eccezionale in grado di coprire il doppio dei lavoratori sin qui raggiunti dall'indennità una tantum e per tutto il tempo della gravissima crisi sanitaria ed economica. Si fanno i calcoli, ma potrebbero essere necessari 6 miliardi per 10 milioni di lavoratori. Non solo dunque partite Iva, collaboratori, artigiani, commercianti, agricoli, spettacolo, stagionali, professionisti. Ma anche tutto il lavoro grigio, precario, irregolare, intermittente. Badanti, babysitter e colf sin qui scoperte. Lavoratori che hanno finito il sussidio di disoccupazione (Naspi o Discoll). Stagionali entranti - bagnini, camerieri, addetti alle pulizie, animatori turistici - le cui speranze di lavoro estivo sono fortemente compromesse. E fast jobs: contrattisti a giorni, settimane, massimo qualche mese. Accanto al Rem, il governo punta poi a rinnovare e allungare anche la Cassa integrazione - ordinaria, in deroga, Fis - dalle 9 settimane attuali, fissate dal decreto Cura Italia, almeno fino al 31 luglio, data di fine ufficiale dell'emergenza nazionale dichiarata il 31 gennaio scorso.

Il ministro dell'Economia Roberto Gualtieri non condivide l'idea di ritoccare il reddito di cittadinanza: "Non è il momento di riformare uno strumento ordinario, ma di far fronte a una situazione straordinaria: erogare un aiuto a chi ne ha bisogno, perché non ha altri fonti di reddito ed è ancora fuori dai 600 euro, in modo ancora più rapido, efficace, universale, adeguato". Chi non ha rete, insomma. La tentazione, specie in casa Cinque Stelle, sarebbe quella di rendere meno cogenti i requisiti di accesso al reddito di cittadinanza, così da farvi rientrare anche quanti ora sono in difficoltà. Magari sospendendo le stringenti condizioni di reddito e patrimonio previste dalla legge di un anno fa, allargando così il bacino. Il Cura Italia - il primo decreto legge d'emergenza a sostegno dell'economia, varato l'11 marzo - d'altro canto ha già sospeso altre condizionalità importanti: come l'obbligo per un percettore di reddito di accettare una proposta di lavoro. Tutto è fermo: navigator, centri per l'impiego, lo stesso lavoro che non c'è. Ma l'auspicio di ritoccare il decreto 4 del 2019, istitutivo di reddito e quota 100, non viene nemmeno presa in considerazione dal ministero dell'Economia e da Palazzo Chigi.

Sul fronte delle risorse poi un aiuto potrebbe venire dai fondi europei. Il ministro Giuseppe Provenzano potrebbe convincere le regioni del Sud a "prestare" per l'emergenza Covid-19 circa 10 miliardi del settennio 2014-2020 di cui 2,5 miliardi da spendere proprio per il sostegno al reddito. I governatori del Sud - destinatari del 60% di quelle risorse - sarebbero ristorati in seguito tramite il Fondo Sviluppo e Coesione che conta ben 68 miliardi.

Il governo poi guarda con attenzione al progetto elaborato in queste ore dal Forum Disuguaglianze e Diversità dell'ex ministro Fabrizio Barca e dall'Asvis dell'ex ministro e presidente Istat Enrico Giovannini: progetto coordinato da Cristiano Gori, docente di politica sociale all'università di Trento. Lì si ipotizzano tre misure eccezionali e temporanee - della stessa durata, quella dell'emergenza - in grado di sostenere il reddito di tutti i lavoratori: la cassa integrazione, il Sea e il Rem. Nel primo caso, il rimando è a quanto fatto dal governo nel Cura Italia: cig per tutti, anche piccole imprese con un solo dipendente. Il Sea invece è il sostegno di emergenza per il lavoro autonomo: sostituisce il bonus da 600 euro, non è una tantum e soprattutto l'importo non è in misura fissa, ma varia in base alle condizioni della famiglia e della perdita di guadagno. Il Rem infine si configura come Reddito di cittadinanza di emergenza, sostituendosi di fatto ad esso. Con alcuni importanti modifiche: domanda semplificata, sospensione dei requisiti immobiliari (seconda casa) e mobiliari (6 mila euro al massimo sul conto, aumentati di 2 mila euro per ogni figlio), no condizionalità (ricerca del lavoro) e nessuna sanzione in caso di irregolarità nella domanda. Ipotesi forte, tutta da valutare.