Decreto liquidità, prestiti con garanzie fino al 90% senza limiti di fatturato. Da Sace scudo da 200 miliardi
Flavio Bini , di FLAVIO BINIIl decreto in esame in consiglio dei ministri: il governo verso finanziamenti garantiti al 90% per le aziende fino a 5000 dipendenti. Mise: per importi fino a 25mila euro copertura fino al 100% senza valutazione. Si allarga il campo del Golden Power. Stop a versamenti e ritenute per 10 miliardi di euro
MILANO - Si muove lungo due direttrici la rete di sicurezza che il governo si prepara a stendere per riattivare velocemente il rubinetto della liquidità per le imprese: da una parte l'ombrello della Sace con 200 miliardi di garanzie pubbliche per sostenere i finanziamenti alle grandi imprese, dall'altra il potenziamento del fondo di garanzia per le Pmi, che nelle intenzioni del governo dovrebbe assicurare fino a 100 miliardi di finanziamenti alle aziende di piccole e medie dimensioni. Queste almeno le indicazioni che arrivano dalle bozze del decreto "liquidità", all'esame del consiglio dei ministri di oggi.
Mef: "Garanzie fino al 90% per tutte le imprese senza limiti di fatturato"
Sono fonti del Mef nel primo pomeriggio a fissare i punti dell'accordo raggiunto all'interno del governo, spiegando che nel decreto "si mobilitano 200 miliardi di prestiti con garanzie fino al 90% per tutte le imprese, senza limiti di fatturato"…
MILANO - Si muove lungo due direttrici la rete di sicurezza che il governo si prepara a stendere per riattivare velocemente il rubinetto della liquidità per le imprese: da una parte l'ombrello della Sace con 200 miliardi di garanzie pubbliche per sostenere i finanziamenti alle grandi imprese, dall'altra il potenziamento del fondo di garanzia per le Pmi, che nelle intenzioni del governo dovrebbe assicurare fino a 100 miliardi di finanziamenti alle aziende di piccole e medie dimensioni. Queste almeno le indicazioni che arrivano dalle bozze del decreto "liquidità", all'esame del consiglio dei ministri di oggi.
Il perno dell'operazione governativa è Sace, controllata al 100% da Cassa Depositi e Prestiti, che - spiega la bozza del decreto circolata in mattinata - concederà garanzie fino 200 miliardi di euro, "di cui almeno 30 miliardi sono destinati a supporto di piccole e medie imprese". A sostegno delle garanzie è prevista la creazione di un fondo con una dotazione da 1 miliardi di euro, in capo al Ministero dell'Economia.
Dovrebbe quindi sparire il tetto fissato inizialmente nella bozza del provvedimento che indicava che il prestito non potesse superare il 25% del fatturato dell'anno precedente e il doppio dei costi sostenuti nello stesso anno.
Quanto alla portata della garanzia pubblica, spiega la bozza, il governo prevede che copra il 90% del finanziamento per le imprese con meno di 5000 dipendenti e fatturato fino a 1,5 miliardi di euro, l'80% per aziende con fatturato da tra 1,5 miliardi e 5 miliardi e il 70% per imprese con valore del fatturato oltre i 5 miliardi. Rispetto alle commissioni, il testo prevede che ammontino in rapporto all’importo garantito, a "25 punti base durante il primo anno, 50 punti base durante il secondo e terzo anno, 100 punti base durante il quarto, quinto e sesto anno".
Mef: "Garanzie fino al 90% per tutte le imprese senza limiti di fatturato"
Sono fonti del Mef nel primo pomeriggio a fissare i punti dell'accordo raggiunto all'interno del governo, spiegando che nel decreto "si mobilitano 200 miliardi di prestiti con garanzie fino al 90% per tutte le imprese, senza limiti di fatturato". Un pacchetto che secondo via XX settembre è in grado di mobilitare risorse per oltre 750 miliardi di euro, oltre 400 in più rispetto ai 350 miliardi già previsti nel Dl cura Italia.Il perno dell'operazione governativa è Sace, controllata al 100% da Cassa Depositi e Prestiti, che - spiega la bozza del decreto circolata in mattinata - concederà garanzie fino 200 miliardi di euro, "di cui almeno 30 miliardi sono destinati a supporto di piccole e medie imprese". A sostegno delle garanzie è prevista la creazione di un fondo con una dotazione da 1 miliardi di euro, in capo al Ministero dell'Economia.
Dovrebbe quindi sparire il tetto fissato inizialmente nella bozza del provvedimento che indicava che il prestito non potesse superare il 25% del fatturato dell'anno precedente e il doppio dei costi sostenuti nello stesso anno.
Quanto alla portata della garanzia pubblica, spiega la bozza, il governo prevede che copra il 90% del finanziamento per le imprese con meno di 5000 dipendenti e fatturato fino a 1,5 miliardi di euro, l'80% per aziende con fatturato da tra 1,5 miliardi e 5 miliardi e il 70% per imprese con valore del fatturato oltre i 5 miliardi. Rispetto alle commissioni, il testo prevede che ammontino in rapporto all’importo garantito, a "25 punti base durante il primo anno, 50 punti base durante il secondo e terzo anno, 100 punti base durante il quarto, quinto e sesto anno".