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(reuters)

Generali pagherà il dividendo in due tranche

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MILANO - Uovo di Pasqua con sorpresa — a metà — per i soci Generali: il dividendo promesso per il 2019 viene infatti confermato; ma, con una soluzione salomonica che cerca di tener insieme le varie istanze sul tavolo, non viene pagato subito per intero. La prima tranche, pari a 50 centesimi, sarà in distribuzione tra poco più di un mese (la data stacco cedola è il 18 maggio) mentre la restante parte, 46 centesimi, sarà pagabile entro la fine dell’anno.

Sempre che, per quella data, le disposizioni e le raccomandazioni delle autorità di vigilanza in fatto di dividendi lo consentano e che, a fine settembre, siano rispettati alcuni parametri interni (i limiti previsti dal Risk Appetite Framework di gruppo). Una soluzione che il cda del Leone alato ha preso dopo quasi tre ore di consiglio e il voto contrario di un solo membro (Roberto Perotti), eletto nella lista Assogestioni. Chissà se la soluzione adottata soddisfer&agra…
MILANO - Uovo di Pasqua con sorpresa — a metà — per i soci Generali: il dividendo promesso per il 2019 viene infatti confermato; ma, con una soluzione salomonica che cerca di tener insieme le varie istanze sul tavolo, non viene pagato subito per intero. La prima tranche, pari a 50 centesimi, sarà in distribuzione tra poco più di un mese (la data stacco cedola è il 18 maggio) mentre la restante parte, 46 centesimi, sarà pagabile entro la fine dell’anno.

Sempre che, per quella data, le disposizioni e le raccomandazioni delle autorità di vigilanza in fatto di dividendi lo consentano e che, a fine settembre, siano rispettati alcuni parametri interni (i limiti previsti dal Risk Appetite Framework di gruppo). Una soluzione che il cda del Leone alato ha preso dopo quasi tre ore di consiglio e il voto contrario di un solo membro (Roberto Perotti), eletto nella lista Assogestioni. Chissà se la soluzione adottata soddisferà in pieno — agli occhi dell’Ivass — i criteri di prudenza caldamenti raccomandati dall’autorità di vigilanza dei mercati.

Il consiglio ha anche votato il taglio del 20% della parte fissa della remunerazione dell’amministratore delegato e del top management da aprile a fine anno. Oggettivamente, aveva davanti un bel rebus: da un lato le raccomandazioni delle autorità — nazionali ed europee — dall’altro il confronto con i competitor internazionali. Che, ad esempio, nel caso dei colossi tedeschi sono stati liberi di distribuire il dividendo perché le autorità locali hanno avuto un approccio diverso dall’Ivass. Per Generali c’era il rischio di un doloroso autogol: non distribuire il dividendo, nonostante la forza patrimoniale (il Solvency ratio è nell’area 200%), avrebbe potuto ingenerare dubbi sul mercato e comunque essere uno svantaggio competitivo rispetto alla concorrenza.

Ma anche confermare la cedola, senza variazioni di sorta, sarebbe suonato poco rispettoso rispetto ai richiami dell’Ivass. Non ultimo, ha giocato a favore del dividendo anche il fatto che, tra il 63% di azionisti retail del gruppo (e forse non solo) il bisogno di liquidità in questa fase è un elemento importante.