Economia

Ultim'ora

A 15 anni muore folgorato su un traliccio nel Lodigiano: l’ipotesi di una sfida social

Milano scivola in rosso nel finale (-0,3%): pesa la risalita dello spread. Wall Street crede nel calo dei contagi

Il differenziale arriva a 220 punti base (era sotto 200). Europa contrastata. Tokyo chiude a + 3,11%. Il mercato non crede nell'accordo Opec. I ministri finanziari del G7: impegnati a usare tutti gli strumenti disponibili

2 minuti di lettura
MILANO - Le Borse eruopee perdono smalto nel finale e chiudono deboli la prima seduta dopo l'accordo raggiunto dall'Eurogruppo tra giovedì e venerdì e l'intesa tra i paesi Opec+ sul taglio alla produzione di petrolio. Accordo che non dissipa però i dubbi degli investitori, tanto che il prezzo del greggio gira in rosso dopo un avvio positivo e finisce per pesare sugli scambi.

Sui mercati ci si chiede se il ritmo delle diffusioni dei contagi da coronavirus stia effettivamente indicando un cambio di direzione, aprendo i primi spiragli di una ripresa delle attività. Intanto i ministri finanziari del G7 e i governatori delle banche centrali, riuniti oggi in teleconferenza, hanno ribadito di essere impegnati a usare tutti gli strumenti disponibili per centrare l'obiettivo di una crescita forte, sostenibile, bilanciata a inclusiva. Azione inevitabile visti i dati pesantissimi dal Fmi sull'impatto del Covid 19 sulla crescita globale e italiana in particolare.

Dopo una giornata in positivo, Milano segna il passo nel finale e perde lo 0,36%. Diasorin in evidenza: aggiorna i massimi storici sulla possibilità di produrre un test rapido per il Covid 19. Si segnala anche Campari, che ha incassato un finanziamento da 750 milioni dalle banche buono per rimborsare bond in scadenza e confermare la distribuzione del dividendo, mentre su Nexi ritornano le speculazioni su una possibile intesa con Sia. Male nel complesso le banche, appesantite dall'aumento dello spread tra Btp e Bund: il differenziale arriva a 220 punti base, mentre era sotto 200 all'ultima chiusura. Il presidente del Consiglio Conte, pur avendo ottenuto un accesso senza condizioni alle linee di credito del Mes per sostenere le spese sanitarie dirette e indirette legate all'emergenza, ha detto che non intende utilizzare questo canale di finanziamento, ribadendo la propria richiesta di una nuova emissione di debito a livello europeo.

Nel resto d'Europa, Francoforte cresce dell'1,33%, Parigi segna un +0,38% dopo passaggi sopra e sotto la parità mentre Londra arretra dello 0,82% complice la sterlina in rafforzamento.

Wall Street tratta positiva all'avvio della stagione delle trimestrali: JpMorgan Chase è la prima delle grandi banche americane a pubblicare i conti del primo trimestre con profitti in calo del 69%, sotto le attese, a causa della crescita degli accantonamenti legati al coronavirus. Quando sono terminati gli scambi in Europa, il Dow Jones balza però dell'1,8% e il Nasdaq sale del 2,9 per cento.

Ad alimentare l'ottimismo, in mattinata, erano arrivati i dati sul commercio dalla Cina, con il ritorno in surplus a 19,9 miliardi di dollari a fronte del deficit di 7,1 miliardi registrato a febbraio e oltre i 18,55 attesi. Su base annua, hanno riferito le Dogane cinesi, l'export è calato del 6,6% (contro stime a -14% e un tonfo a -17,2% di gennaio-febbraio), mentre l'import ha accusato una contrazione dello 0,9%, rispetto al 9,5% stimato dagli analisti.

Indicazioni positive che hanno rafforzato tutti i listini asiatici. A brillare è stata soprattutto Tokyo, con il Nikkei che ha chiuso a +3,13%.

Come visto, il taglio della produzione deciso dall'Opec e dai Paesi amici del cartello del petrolio non basta a rassicurare gli investitori, preoccupati dal crollo della domanda. Anzi il barile si porta ancora in forte calo e il Wti cede il 5,7% a 21,1 dollari al barile, il Brent arretra del 4,5% a 30,2 dollari. L'Opec allargata ha deciso di tagliare la produzione di 9,7 milioni di barili al giorno in maggio e giugno. Dopo giugno, il taglio di 10 milioni di barili sarà ridotto a 7,6 milioni fino alla fine dell'anno, e poi a 5,6 mln fino al 2021. I prezzi del greggio restano in rosso per il 50% quest'anno e i volumi dei tagli sono considerati troppo limitati per contenere il crollo della domanda.