Il Covid 19 si fa sentire sui conti trimestrali. Tonfo per Milano: -4,78%. Lo spread chiude a 236
Raffaele Ricciardi , Flavio Bini , di FLAVIO BINI e RAFFAELE RICCIARDIAie: crollo storico della domanda di greggio, prezzi ai minimi dal 2002. Bankitalia: debito pubblico in crescita a febbraio. Focus sui bilanci delle società Usa, già pesano gli accantonamenti. Anche Wall Street in rosso
MILANO - Peggiora l'umore sui mercati finanziari europei, con l'impatto economico del coronavirus a tener banco anche nella pubblicazione dei dati trimestrali che è entrata nel vivo negli Stati Uniti. Antipasti ne sono stati le grandi banche JpMorgan e Wells Fargo, colpite nei profitti dagli accantonamenti per future perdite attese dal Covid 19. Anche BofA ha deluso le attese con un -45% dei profitti.
Le Borse europee si appesantiscono nel pomeriggio e chiudono tutte in pesante calo, complici le vendite sul comparto bancario e il nuovo tracollo del petrolio che penalizza le società del settore. Milano è la peggiore e perde il 4,78%, Parigi cede il 3.76%, Francoforte il 3,4%, mentre Londra arretra del 3,91%. Piazza Affari paga il conto dello spread in allargamento mentre il Fmi rilascia nuovi dati che vedono il debito pubblico tricolore superare il 155% del Pil alla fine dell'anno.
Wall Street chiude in calo: il Dow Jones perde l'1,85% a 23.506,85 …
Le Borse europee si appesantiscono nel pomeriggio e chiudono tutte in pesante calo, complici le vendite sul comparto bancario e il nuovo tracollo del petrolio che penalizza le società del settore. Milano è la peggiore e perde il 4,78%, Parigi cede il 3.76%, Francoforte il 3,4%, mentre Londra arretra del 3,91%. Piazza Affari paga il conto dello spread in allargamento mentre il Fmi rilascia nuovi dati che vedono il debito pubblico tricolore superare il 155% del Pil alla fine dell'anno.
Wall Street chiude in calo: il Dow Jones perde l'1,85% a 23.506,85 …
MILANO - Peggiora l'umore sui mercati finanziari europei, con l'impatto economico del coronavirus a tener banco anche nella pubblicazione dei dati trimestrali che è entrata nel vivo negli Stati Uniti. Antipasti ne sono stati le grandi banche JpMorgan e Wells Fargo, colpite nei profitti dagli accantonamenti per future perdite attese dal Covid 19. Anche BofA ha deluso le attese con un -45% dei profitti.
Le Borse europee si appesantiscono nel pomeriggio e chiudono tutte in pesante calo, complici le vendite sul comparto bancario e il nuovo tracollo del petrolio che penalizza le società del settore. Milano è la peggiore e perde il 4,78%, Parigi cede il 3.76%, Francoforte il 3,4%, mentre Londra arretra del 3,91%. Piazza Affari paga il conto dello spread in allargamento mentre il Fmi rilascia nuovi dati che vedono il debito pubblico tricolore superare il 155% del Pil alla fine dell'anno.
Wall Street chiude in calo: il Dow Jones perde l'1,85% a 23.506,85 punti, il Nasdaq cede l'1,44% a 8.393,18 punti mentre lo S&P 500 perdeil 2,19% a 2.783,82 punti.
Lo spread tra Btp e Bund tedeschi vola in area 245 punti base, dai 216 della vigilia, poi ridiscendee si ferma in chiusura a 236. I Btp sembrano anche pagare le indicazioni della presidente della commissione Ue, Ursula von der Leyen, che punta sul bilancio comune come strumento di risposta alla crisi e sembra metter quindi all'angolo l'idea di coronabond.
In una nota mattutina sul reddito fisso, gli analisti di Unicredit appuntano l'innalzamento delle ultime sedute ma non vedono particolari sviluppi europei o attese di calendario dietro questi movimenti: "Ci aspettiamo che gli acquisti effettuati dalla Bce, gli sviluppi dei contagi in Italia e in generale il sentimento dei mercati saranno i principali driver" dietro il movimento dei titoli di Stato italiani dei prossimi giorni. Nel medio termine, dalla banca confermano la previsione di uno spread in area 250 punti alla fine del trimestre e intorno a 200 nella seconda metà dell'anno. I prossimi dati macro - questo è certo - saranno brutti e solo l'ombrello aperto dalla Banca centrale europea potrà impedire di vedere il differenziale ancor più su. Bankitalia ha intanto censito per il mese di febbraio una crescita del debito pubblico italiano a 2.447 miliardi.
Tokyo, questa mattina, ha chiuso in calo dello 0,5% ritracciando dai livelli massimi da un mese.
Erin Gibs, gestore di grandi patrimoni, ha spiegato alla televisione di Bloomberg che dalle conference call sui conti trimestrali gli investitori si aspettano soprattutto indicazioni sulle prospettive future. "Quel che stiamo veramente cercando di capire - ha detto - è se le compagnie ci daranno un'idea di quando torneranno ad esser profeittevoli", o se piuttosto ci saranno ancora licenziamenti e chiusure alle porte. Si guarda anche alla Casa Bianca, con Trump che ha anticipato per i prossimi giorni alcuni annunci importanti sulla ripartenza dell'economia.
La Banca centrale cinese è nuovamente intervenuta sul mercato tagliando di venti punti base il tasso di interesse a medio termine sui prestiti alle istituzioni finanziarie. Ha operato un'iniezione di liquidità da cento miliardi di yuan (12,92 miliardi di euro) tramite il Mlf (medium-term lending facility) a un anno, passato dal 3,15% al 2,95%. Nella giornata di oggi viene effettuata anche una prima riduzione di cinquanta punti base del coefficiente di riserva obbligatorio per le piccole e medie banche annunciato il 3 aprile scorso per sostenere la ripresa dopo la battuta d'arresto dovuta all'epidemia, a cui seguirà un secondo taglio di cinquanta punti base a partire dal 15 maggio prossimo.
Il petrolio Wti ha accentuato le perdite dopo un rialzo superiore alle attese delle scorte americane. Stando al dipartimento dell'Energia, gli stock sono saliti di 19,248 milioni di barili a 503,618 milioni di unità, contro attese degli analisti per un rialzo di 11,1 milioni di barili. Pesa anche la previsione dell'Agenzia internazionale dell'energia che ha stimato che la domanda di greggio dovrebbe calare di 9,3 milioni di barili al giorno a causa dell'impatto economico della pandemia di coronavirus. Previsione che porta alcuni operatori a ritenere insufficiente il taglio della produzione deciso nei giorni scorsi dai maggiori produttori di greggio. Il contratto Wti a maggio, che prima del dato sulle scorte veniva scambiato a 20,02 dollari al barile, cede l'1,6% a 19,77 dollari al barile.
Il prezzo dell'oro resta ai massimi da sette anni per il timore di forti recessioni a livello globale. Lo spot gold si attesta a 1.726 dollari l'oncia.
Dal fronte macroeconomico si segnala il crollo del 24% delle vendite al dettaglio francesi di marzo, dato composito visto che l'alimentare ha tenuto (-0,9%) mentre i prodotti industriali hanno perso oltre 43 punti percentuali. Negative anche le vendite al dettaglio Usa, precipitate dell'8,7% a marzo.
Le Borse europee si appesantiscono nel pomeriggio e chiudono tutte in pesante calo, complici le vendite sul comparto bancario e il nuovo tracollo del petrolio che penalizza le società del settore. Milano è la peggiore e perde il 4,78%, Parigi cede il 3.76%, Francoforte il 3,4%, mentre Londra arretra del 3,91%. Piazza Affari paga il conto dello spread in allargamento mentre il Fmi rilascia nuovi dati che vedono il debito pubblico tricolore superare il 155% del Pil alla fine dell'anno.
Wall Street chiude in calo: il Dow Jones perde l'1,85% a 23.506,85 punti, il Nasdaq cede l'1,44% a 8.393,18 punti mentre lo S&P 500 perdeil 2,19% a 2.783,82 punti.
Lo spread tra Btp e Bund tedeschi vola in area 245 punti base, dai 216 della vigilia, poi ridiscendee si ferma in chiusura a 236. I Btp sembrano anche pagare le indicazioni della presidente della commissione Ue, Ursula von der Leyen, che punta sul bilancio comune come strumento di risposta alla crisi e sembra metter quindi all'angolo l'idea di coronabond.
In una nota mattutina sul reddito fisso, gli analisti di Unicredit appuntano l'innalzamento delle ultime sedute ma non vedono particolari sviluppi europei o attese di calendario dietro questi movimenti: "Ci aspettiamo che gli acquisti effettuati dalla Bce, gli sviluppi dei contagi in Italia e in generale il sentimento dei mercati saranno i principali driver" dietro il movimento dei titoli di Stato italiani dei prossimi giorni. Nel medio termine, dalla banca confermano la previsione di uno spread in area 250 punti alla fine del trimestre e intorno a 200 nella seconda metà dell'anno. I prossimi dati macro - questo è certo - saranno brutti e solo l'ombrello aperto dalla Banca centrale europea potrà impedire di vedere il differenziale ancor più su. Bankitalia ha intanto censito per il mese di febbraio una crescita del debito pubblico italiano a 2.447 miliardi.
Tokyo, questa mattina, ha chiuso in calo dello 0,5% ritracciando dai livelli massimi da un mese.
Erin Gibs, gestore di grandi patrimoni, ha spiegato alla televisione di Bloomberg che dalle conference call sui conti trimestrali gli investitori si aspettano soprattutto indicazioni sulle prospettive future. "Quel che stiamo veramente cercando di capire - ha detto - è se le compagnie ci daranno un'idea di quando torneranno ad esser profeittevoli", o se piuttosto ci saranno ancora licenziamenti e chiusure alle porte. Si guarda anche alla Casa Bianca, con Trump che ha anticipato per i prossimi giorni alcuni annunci importanti sulla ripartenza dell'economia.
La Banca centrale cinese è nuovamente intervenuta sul mercato tagliando di venti punti base il tasso di interesse a medio termine sui prestiti alle istituzioni finanziarie. Ha operato un'iniezione di liquidità da cento miliardi di yuan (12,92 miliardi di euro) tramite il Mlf (medium-term lending facility) a un anno, passato dal 3,15% al 2,95%. Nella giornata di oggi viene effettuata anche una prima riduzione di cinquanta punti base del coefficiente di riserva obbligatorio per le piccole e medie banche annunciato il 3 aprile scorso per sostenere la ripresa dopo la battuta d'arresto dovuta all'epidemia, a cui seguirà un secondo taglio di cinquanta punti base a partire dal 15 maggio prossimo.
Il petrolio Wti ha accentuato le perdite dopo un rialzo superiore alle attese delle scorte americane. Stando al dipartimento dell'Energia, gli stock sono saliti di 19,248 milioni di barili a 503,618 milioni di unità, contro attese degli analisti per un rialzo di 11,1 milioni di barili. Pesa anche la previsione dell'Agenzia internazionale dell'energia che ha stimato che la domanda di greggio dovrebbe calare di 9,3 milioni di barili al giorno a causa dell'impatto economico della pandemia di coronavirus. Previsione che porta alcuni operatori a ritenere insufficiente il taglio della produzione deciso nei giorni scorsi dai maggiori produttori di greggio. Il contratto Wti a maggio, che prima del dato sulle scorte veniva scambiato a 20,02 dollari al barile, cede l'1,6% a 19,77 dollari al barile.
Il prezzo dell'oro resta ai massimi da sette anni per il timore di forti recessioni a livello globale. Lo spot gold si attesta a 1.726 dollari l'oncia.
Dal fronte macroeconomico si segnala il crollo del 24% delle vendite al dettaglio francesi di marzo, dato composito visto che l'alimentare ha tenuto (-0,9%) mentre i prodotti industriali hanno perso oltre 43 punti percentuali. Negative anche le vendite al dettaglio Usa, precipitate dell'8,7% a marzo.