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Il ritorno del super dollaro. Grazie alla pandemia

Secondo un report del Credit Suisse il biglietto verde è sopravvalutato nei confronti delle divise dei paesi emergenti, ma anche dell'euro. Il calo del petrolio e il grande freddo sul commercio mondiale alla base della sua forza. Che vede solo due eccezioni: il franco svizzero e lo yen
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MILANO - Euro debole o dollaro forte? Secondo gli analisti del Credit Suisse la risposta è chiara: il dollaro è forte, anzi è sopravvalutato - e sempre più sopravvalutato - rispetto alla maggior parte delle valute mondiali, non solo rispetto all'euro. E le motivazioni sono abbastanza evidenti: il doppio shock della scarsità di dollari a livello internazionale unita alla profonda destabilizzazione mondiale legata alla pandemia hanno fatto sì che il biglietto verde ritrovasse la forza dei momenti migliori. Di quando, sul mercato delle valute, la concorrenza al dollaro era cosa residuale o quasi e l'economia americana giocava un ruolo egemone chiaramente riconosciuto.

La forte domanda di dollari, a livello mondiale, è evidente: basti pensare che nelle settimane passate oltre alla Fed anche altre banche centrali (compresa la Bce) hanno effettuato aste in dollari, mentre le iniezioni di liquidità da parte della banca centrale…
MILANO - Euro debole o dollaro forte? Secondo gli analisti del Credit Suisse la risposta è chiara: il dollaro è forte, anzi è sopravvalutato - e sempre più sopravvalutato - rispetto alla maggior parte delle valute mondiali, non solo rispetto all'euro. E le motivazioni sono abbastanza evidenti: il doppio shock della scarsità di dollari a livello internazionale unita alla profonda destabilizzazione mondiale legata alla pandemia hanno fatto sì che il biglietto verde ritrovasse la forza dei momenti migliori. Di quando, sul mercato delle valute, la concorrenza al dollaro era cosa residuale o quasi e l'economia americana giocava un ruolo egemone chiaramente riconosciuto.

La forte domanda di dollari, a livello mondiale, è evidente: basti pensare che nelle settimane passate oltre alla Fed anche altre banche centrali (compresa la Bce) hanno effettuato aste in dollari, mentre le iniezioni di liquidità da parte della banca centrale americana ormai non si contano. Fame di liquidità, in generale, e fame di dollari in particolare. Ma se la domanda è molto forte, le ragioni "strutturali" di robustezza del dollaro sono altrettanto palesi.

Tornando allo studio del Credit Suisse, il report prende in esame le valute "imparentate" con il biglietto verde: il dollaro canadese, australiano e neo-zelandese. A loro sfavore gioca il calo delle quotazioni del greggio, ma anche il forte rallentamento degli scambi commerciali tra la Cina e l'Australia-Nuova Zelanda, particolarmente intensi per questi ultimi due paesi, forti esportatori di materie prime (in particolare la lana). Secondo gli analisti svizzeri attualmente il dollaro è  sopravvalutato del 14% rispetto a queste valute, contro una sopravvaluazione media del 10% nell'ultimo trimestre del 2019.

Né hanno sorte migliore le divise dei paesi emergenti, ad eccezione della valuta cinese, che invece è sopravvalutata. Sempre nell'area asiatica, fa eccezione anche lo yen, che in questa fase di fortissima incertezza mantiene il ruolo di "paradiso sicuro" che caratterizza la moneta elvetica. Le quotazioni attuali dello yen non sono troppo dissimili dal "fair value" indicato nel report (99,96 yen per un biglietto verde) contro un valore corrente intorno a 109.

Analogo ruolo di bene rifugio per il franco svizzero, che in questa fase dimostra la sua forza nei confronti dell'euro (e valori piuttosto stabili). E il cambio più rilevante per i rapporti commerciali dell'Europa (e per il costo del petrolio, espresso in dollari), quello della moneta unica? Se il dollaro è forte, all'euro non resta che essere debole e infatti secondo gli analisti della banca svizzera la moneta unica europea è sottovalutata circa del 14% (tenendo presente una quotazione spot del cambio di 1,08 dollari per un euro), rispetto ad un fair value di 1,26 dollari, con un intervallo compreso tra 1,37 e 1,16 euro.