Economia

Il coronavirus affonda il Pil Usa: -4,8% nel primo trimestre. Milano positiva dopo il taglio al rating di Fitch, leggera tensione sullo spread

Gli investitori scommettono su ulteriori interventi dell'Eurotower: possibile un ampliamento di 500 miliardi del programma d'acquisto, anche se potrebbe slittare alle prossime settimane.  Piazza Affari chiude a +2,21%. Petrolio in recupero. Crollo per gli indici Ue su fiducia e occupazione

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MILANO -Il coronavirus affonda l'economia americana. Nel primo trimestre il Pil Usa ha registrato un calo del 4,8%, molto oltre le attese, registrando anche la prima flessione dal 2014 ad oggi. Le stesse previsioni indicano poi un secondo trimestre nerissimo, con un calo del pil fino al 30%.

Sulla sponda domestica, all'indomani del declassamento a sorpresa del debito italiano al livello di BBB- da parte dell'agenzia di rating Fitch - soltanto un gradino sopra la poco onorevole qualifica di "spazzatura" - si registra qualche tensione sui Btp, ma Piazza Affari passa indenne l'esame. Forte anche la domanda di titoli all'asta del Tesoro, con una risalita dei rendimenti in conseguenza delle recenti crescite anche sul mercato secondario. 

Il differenziale di rendimento tra Btp e Bund, primo termometro della fiducia dei mercati nel Paese, chiude a 225 punti base nel primo pomeriggio, meno di una decina sopra i livelli della chiusura di ieri. Il decennale italiano ritorna sull'1,76% di rendimento dopo una iniziale risalita. Il Tesoro ha collocato titoli di Stato in asta con rendimenti in crescita: assegnati 3,75 miliardi di euro di titoli decennali con tassi in rialzo all'1,78% dall'1,48% precedente con una domanda pari a 1,31 volte l'importo offerto. Venduti anche Btp a 10 anni, scadenza 2026 con vita residua di 6 anni, per 1,5 miliardi di euro ad un tasso dell'1,36% e 745 milioni di euro di Ccteu, scadenza 2024, con un rendimento dell'1,38%.

Nervosa in avvio la reazione della Borsa di Milano, poi il Ftse Mib si accoda alle altre Borse europee e migliora ancora nel pomeriggio, chiudendo poi a +2,21%. In miglioramento anche le altre: Londra avanza del 2,77%, Francoforte del 2,89%, mentre Parigi sale del 2,22%. Gli investitori guardano alle Banche centrali per alimentare nuovamente il motore della ripresa azionaria, dopo che è stato recuperato il 27% dai minimi di marzo.

Wall Street procede in rialzo in scia all'annuncio di Gilead che ha detto di aver visto 'dati positivi' su Remdesivir, il farmaco antivirale della casa farmaceutica americana: annuncio che relega in secondo piano il dato del Pil Usa, aiutando gli scambi insieme al rimbalzo del petrolio dopo le recenti perdite. Alla chiusura degli scambi europei il Dow Jones guadagna il 2,11%, lo S&P500 avanza del 2,41% e il Nasdaq aggiunge quasi il 2,97 per cento.

Oggi tocca alla Federal Reserve comunicare le nuove proiezioni sull'economia Usa, mentre non si scorgono novità sui tassi: nella consueta conferenza stampa che seguirà la riunione del Fomc, gli investitori si aspettano parole rassicuranti dal presidente Jerome Powell. Ma gli analisti temono il peggio sul fronte dei numeri. "Le cose sono peggiorate rapidamente" e "le prospettive di ripresa sono incerte", ha detto Diane Swonk, capo economista di Grant Thornton. E per Michael Feroli, capo economista della JP Morgan, "l'economia si sta deteriorando a una velocità folle e le prospettive sono molto incerte".

Quanto alla Banca centrale europea, il comitato di domani dovrà far fronte alla richiesta implicita degli osservatori di fare di più per superare l'emergenza economica. Senz'altro la mossa di Fitch aggiunge una ulteriore attualità alla riunione, che secondo alcuni analisti potrebbre già decidere di ampliare la portata del Pepp, il nuovo programma di acquisti lanciato contro la crisi provocata dalla pandemia di coronavirus. Dopo la mossa a sorpresa di aver ammesso i titoli diventati "spazzatura" per la crisi del Covid 19 come collaterale per le operazioni di liquidità, Lagarde potrebbre annunciare la decisione di allargare la platea anche dei titoli 'eligibili' anche per il programma di acquisti. Alcuni analisti si attendono anche che il volume del Pepp da 750 miliardi possa essere aumentato di altri 500 miliardi. Il motivo è presto detto da Abn Amro: quest'anno ci saranno circa 700 miliardi di emissioni di nuovo deficit da parte degli Stati, che - secondo le proiezioni attuali - il programma Bce potrebbe coprire solo fino a 475 miliardi. Se invece il Pepp salisse di 500 miliardi, 275 di questi potrebbero esser usati per acquisire bond sovrani sul mercato secondario, andando a coprire la distanza dalle emissioni governative in vista. Ma forse è prematuro venga annunciato già questa settimana. Più facile che l'Eurotower si prenda qualche settimana di riflessione e aspetti l'esito del negoziato politico sul Recovery Fund, prima di sparare un altro colpo di bazooka. Potrebbe intanto arrivare qualche misura in favore delle banche, come l'innalzamento della soglia oltre la quale vengono applicati i tassi negativi alle riserve.

Tra i dati attesi, si segnala il crollo drastico ad aprile del sentimento economico nell'eurozona e nella Ue a 27: lo scrive la Commissione Ue pubblicando l'indicatore Esi calato rispettivamente a -27,2 punti e a -28,8. E' il più forte calo mensile dal 1985, e ha superato di gran lunga il record negativo di marzo. In caduta libera anche l'indicatore delle aspettative sull'occupazione (Eei) ad aprile precipitato al livello più basso mai registrato: -30,1 punti nell'area euro e -31,2 punti nell'Ue.

Come detto, questa mattina le Borse asiatiche si sono mosse in cauto rialzo: Tokyo è rimasta chiusa per festività, mentre le Borse cinesi hanno chiuso la seduta contrastate: l'indice Composite di Shanghai segna un rialzo dello 0,44%, a 2.822,44 punti, mentre quello di Shenzhen cede lo 0,11%, a quota 1.730,74. Ieri sera Wall Street ha chiuso debole, con le nuove preoccupazioni per la diffusione del virus e i big del comparto tecnologico appesantiti: il Dow Jones ha perso lo 0,13%, lo S&P500 ha perso lo 0,52% e il Nasdaq l'1,4 per cento.

Tra le materie prime, il petrolio amplia i guadagni nel pomeriggio dopo che i dati sulle scorte usa hanno messo in evidenza un aumento di 9 milioni di barili inferiore agli 11 attesi. Il future sul Wti con consegna a giugno balza così del 36% a 16,78 dollari al barile e anche il Brent schizza di circa 13 punti percentuali a 23,23 dollari al barile. Torna a salire anche il prezzo dell'oro per il timore di recessione globale: come bene rifugio per eccellenza, l'oro beneficerà di ulteriori misure di stimolo diffuse dalle banche centrali. Lo spot gold guadagna lo 0,25% a 1.726,50 dollari l'oncia.