Economia

L'economia Usa perde 20 milioni di posti di lavoro nel settore privato. Borse in calo, crollo degli ordini all'industria tedesca

Uno stabilimento Volkswagen a Wolfsburg, in Germania (afp)
Gli ordinativi delle in cadono del 15,6%, oltre le attese degli analisti. Piazza Affari chiude a -1,31%. Spread in risalita. Il petrolio rallenta la corsa
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MILANO - Le Borse europee chiudono complessivamente in calo, con gli investitori ancora concentrati sulle prime riaperture messe in campo dai Paesi. Sul mercato però si registra il dato pesantissimo arrivato dagli Usa: ad aprile il settore privato ha registrato un calo di 20,24 milioni di posti di lavoro, una flessione che non ha precedenti nella storia americana. Una flessione molto pesante ma in linea con le aspettative degli analisti.

Per i listini europei la mattina comincia in salita con un altro dato negativo, arrivato questa volta dalla Germania, dove le industrie hanno registrato a marzo un calo degli ordini del 15,6%, a fronte di un -10% atteso dagli analisti. Dopo una parentesi in positivo gli indici virano nuovamente in calo. Milano è la peggiore del Vecchio Continente e chiuede a -1,31%. Francoforte scende dell'1,11% così come Parigi. Solo Londra tiene e conclude gli scambi a +0,06%. Si muove a due velocità anche Wall Street. Alla chiusura dell Borse europee il Dow Jones è piatto e il Nasdaq sale dell'1,08%. Compessivamente in rialzo i listini asiatici, dove però Tokyo resta ancora chiusa per festività.

Fari puntati in giornata anche su Bruxelles, con la Commissione che oggi ha diffuso le prevusioni economiche, indicando per il nostro Paese un calo del 9,5% nel 2020. Torna a scaldarsi lo spread: il differenziale chiude a 250 con il rendimento del titolo decennale che risale appena sopra il 2%.

Si ferma invece la corsa del petrolio, galvanizzato nelle ultime sedute degli scenari di una ripresa della domanda mondiale legata alla riapertura delle attività. Nel pomeriggio, nonostante il ribasso delle scorte Usa sia risultato inferiore alle attese, il greggio prosegue la propria ritirata. Il Wti cede il 3,8% a 23,6 dollari al barile, il Brent arretra del 3,5% a 29,8 dollari.