Borse Ue positive, Milano rallenta sul finale con le banche. Crolla l'industria in Francia e Germania
Flavio Bini
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Raffaele Ricciardi
(afp)
In Germania la produzione di marzo scende del 9,2%, peggio delle attese. Usa, domande di sussidi per la disoccupazione per altri 3,2 milioni di persone. Ma Wall Street è positiva. Lagarde dopo la sentenza tedesca: "Bce continuerà ad agire indisturbata"
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MILANO - Il rimbalzo a sorpresa dell'export cinese nel mese di aprile dà una piccola spinta alle Borse europee, che aprono in positivo mettendosi alle spalle i dati sul tracollo industriale di Francia e Germania a marzo e quello delle vendite al dettaglio italiane. Rialzi che si profilano anche su Wall Street, mentre le Piazze asiatiche hanno trattato poco ispirate con il ritorno agli scambi di Tokyo. Sulla Borsa americana si 'digerisce' il nuovo dato sui sussidi alla disoccupazione, che nell'ultima settimana censita si sono attestati a 3,17 milioni. Una cifra leggermente superiore al conensus degli analisti, che nel caso di Bloomberg si aggirava sui 3 milioni, da 3,8 della settimana precedente.
Nelle ultime sette settimane gli americani che hanno richiesto i sussidi alla disoccupazione sono stati 33,3 milioni. I dati ufficiali sul mercato del lavoro saranno diffusi venerdì e, secondo le attese, saranno fra i peggiori di sempre, con gli analisti che stimano la perdita di oltre 21 milioni di posti in aprile e un tasso di disoccupazione al 16,0%
Dopo un rapido passaggio in negativo, Milano torna positiva sul finale e chiude a +0,5%. In buon rialzo anche le altre: Parigi sale dell'1,4%, Francoforte dell'1,44% e Londra sale dell'1,54 per cento. Buona la performance anche a Wall Street e nonostante il dato dei disoccupati: il Dow Jones sale dell'1,1%, lo S&P500 dell'1,4% e il Nasdaq dell'1 per cento. A Piazza Affari si segnalano numerose trimestrali. Snam è positiva dopo i conti del trimestre che hanno visto salire l'utile del 5,3% vicino a quota 300 milioni. Mps ha invece diffuso conti con una perdita di 244 milioni nel trimestre. Per Mediobanca, giunta ai risultati dei nove mesi, l'utile cala del 12% a 559 milioni.
La Borsa nipponica, dopo tre giorni di festività ha chiuso in rialzo dello 0,28%, mentre Hong Kong cede lo 0,5%, Shanghai lo 0,29% e Seul rimane invariata.
Sia dal fronte macroeconomico che dalle trimestrali societarie arrivano indicazioni sempre più concrete degli effetti della pandemia sull'economia. In Germania, ad esempio, la produzione industriale a marzo ha subito un calo del 9,2% rispetto al mese precedente. Un dato peggiore delle stime degli analisti che prevedevano un -7,4% ed il peggior risultato dall'inizio della serie storica del 1991.
Ancor peggiore il crollo in Francia, con un -16,2% che supera le attese di riduzione del 13,4 per cento. La Banca d'Inghilterra (BoE) prevede una riduzione del 14% del Prodotto interno lordo del Regno Unito quest'anno a causa dello shock economico causato dalla pandemia di coronavirus e ha deciso pertanto di mantenere i tassi di interesse allo 0,1%.
I conti aziendali mostrano per esempio le difficoltà di banche e industria automotive, mentre le compagnie online e il pharma tengono botta. "Siamo preoccupati per i potenziali effetti a lungo termine della pandemia sulla crescita", ha annotato Ron Temple di Lazard Asset Management, a Bloomberg. "Stati e aziende usciranno dalla crisi con debiti molto più elevati che metteranno a rischio la loro capacità di investire e innovare".
L'euro apre stabile sotto quota 1,08 dollari e avanza lo yen, per la scarsa propensione al rischio degli investitori. La moneta europea passa di mano a 1,0796 dollari e a 114,72. Dollaro/yen vicino ai minimi da 7 settimane a 106,28. Tra i dati macro che restano da pubblicare, dagli Usa arrivano i sussidi alla disoccupazione e il costo unitario del lavoro.
Lo spread Btp/Bund chiud in calo e a 247 punti dai 248,5 della chiusura di ieri, con il rendimento del decennale tricolore che scende all'1,91%. A pesare è l'ultimatum alla Bce della Corte costituzionale tedesca, sul quale il vice presidente Luis De Guindos ha detto parole chiare: "La Bce è sotto la giurisdizione della Corte di giustizia dell'Ue. Abbiamo preso atto della sentenza. Come Bce - ha sottolineato - siamo un'istituzione europea e dobbiamo sottostare al quadro giuridico dell'Ue". Concetto ribadito anche dalla presidente della Banca Centrale Christine Lagarde. La Bce -ha detto durante un evento ospitato da Bloomberg - "continuerà a fare qualsiasi cosa necessaria nel perseguire il proprio mandato", e anche dopo la sentenza dei giudici costituzionali tedeschi "proseguiamo indisturbati". "Siamo un'istituzione europea con competenza per l'area euro e sottoposta alla giurisdizione della Corte di giustizia europea", ha aggiunto.
Cina e petrolio in recupero
La Cina ha registrato ad aprile un surplus commerciale di 45,34 miliardi di dollari, più che doppio sui 19,93 miliardi di marzo e ben oltre i 6-10 miliardi attesi a vario titolo dagli analisti. Secondo i dati diffusi dalle Dogane cinesi, che fotografano gli effetti sull'economia della pandemia del Covid-19, l'export è cresciuto a sorpresa del 3,5% annuo a fronte del -6,6% di marzo e del -12,1% stimato dai mercati. L'import ha accusato un crollo del 14,2% annuo contro il -0,9% di marzo e il -12,4% stimato dai mercati. Qualche spiraglio si legge anche nei dati sul settore dei servizi cinese, che migliora ad aprile ma per il terzo mese consecutivo resta in contrazione: l'indice Pmi calcolato da Caixin per il settore non manifatturiero si attesta a 44,4 punti, contro i 43 punti a marzo e dopo il minimo record di 26,5 punti registrato a febbraio. L'indice continua a migliorare ma resta sotto la soglia dei 50 punti, che separa le fasi di espansine da quelle di contrazione, frenato dalle chiusure di alberghi, viaggi e ristoranti dovute all'epidemia di Covid-19.
A spingere i mercati c'è anche il nuovo recupero del prezzo del petrolio, che beneficia di uno scenario di uscita dalla crisi da parte della Cina più rapida delle aspettative. "Grazie alla ripresa della domanda cinese e al ritorno alle attività produttive di Usa ed Europa dopo la fase di lockdown iniziale, la domanda di petrolio dovrebbe riprendersi, sebbene in modo graduale e irregolare", evidenzia Peter Eerdmans, Head of Fixed Income di Ninety One, aggiungendo che "questo processo potrebbe essere facilitato da un aumento delle riserve strategiche nazionali". Nel pomeriggio le quotazioni del Wti a New York salgono del 9,30% a 26,22 dollari al barile.