Domande e risposte sul decreto Rilancio
Valentina Conte , Flavio Bini , Roberto Petrini , Raffaele Ricciardi , di FLAVIO BINI e VALENTINA CONTE e ROBERTO PETRINI e RAFFAELE RICCIARDIAl vaglio della Ragioneria le misure del governo che promettono di dare aiuto alle imprese e alle famiglie. Dagli sconti fiscali per i lavori in casa, ai congedi retribuiti per chi ha i figli, fino ai contributi per le partite Iva. Ecco una guida per utilizzare al meglio tutte le novità
Autonomi: per i 600 euro rinnovo automatico in aprile. Da maggio sono mille ma non per tutti
Il decreto Rilancio stanzia 4 miliardi per il bonus agli autonomi, dopo i 3 miliardi del Cura Italia. L’indennità di 600 euro di marzo viene confermata anche per aprile. A maggio sale a 1.000 euro, ma non per tutti. Si amplia la platea.I 600 euro di aprile sono automatici?
Sì, per tutti quelli che hanno chiesto e ottenuto i 600 euro di marzo. Si tratta di 3,7 milioni, secondo i dati Inps al 7 maggio. Sono però arrivate 4,7 milioni di domande. La differenza di un milione comprende le respinte (500 mila) e quelle in istruttoria.
Ma se non l’ho chiesto a marzo, posso averlo in aprile?
Per come è scritto il decreto - ancora non in Gazzetta ufficiale - no. L’indennità di aprile va in automatico ai titolari di marzo. Gli altri possono fare domanda per il mese di maggio.
Quali sono le categorie interessate?
Il bonus di marzo è andato a 5…
Autonomi: per i 600 euro rinnovo automatico in aprile. Da maggio sono mille ma non per tutti
Il decreto Rilancio stanzia 4 miliardi per il bonus agli autonomi, dopo i 3 miliardi del Cura Italia. L’indennità di 600 euro di marzo viene confermata anche per aprile. A maggio sale a 1.000 euro, ma non per tutti. Si amplia la platea.I 600 euro di aprile sono automatici?
Sì, per tutti quelli che hanno chiesto e ottenuto i 600 euro di marzo. Si tratta di 3,7 milioni, secondo i dati Inps al 7 maggio. Sono però arrivate 4,7 milioni di domande. La differenza di un milione comprende le respinte (500 mila) e quelle in istruttoria.
Ma se non l’ho chiesto a marzo, posso averlo in aprile?
Per come è scritto il decreto - ancora non in Gazzetta ufficiale - no. L’indennità di aprile va in automatico ai titolari di marzo. Gli altri possono fare domanda per il mese di maggio.
Quali sono le categorie interessate?
Il bonus di marzo è andato a 5 categorie di autonomi: partite Iva e cococo iscritti alla gestione separata Inps, artigiani e commercianti, stagionali del turismo e delle terme, agricoli, lavoratori dello spettacolo. Il fondo per il Reddito di ultima istanza passato da 300 a 500 milioni - e ora portato a 1,15 miliardi - ha poi consentito di distribuire i 600 euro anche ai professionisti iscritti alle Casse e ai lavoratori precari: altri stagionali, intermittenti, venditori a domicilio, autonomi senza partita Iva.
Ora cosa succede? Bonus confermato a tutti?
Altri 600 euro per aprile, dopo quelli di marzo. Con delle eccezioni: gli agricoli prendono 500 euro in aprile, perché possono cumulare anche con la Cassa integrazione di categoria (Cisoa) e il Reddito di cittadinanza.
L’indennità sale a 1.000 euro a maggio?
Solo per cococo, stagionali del turismo e delle terme, oltre alle partite Iva se dimostrano un calo di un terzo del fatturato tra marzo e aprile sul 2019. Tutti gli altri lavoratori autonomi prendono invece 600 euro. Tranne artigiani e commercianti: a maggio non ricevono questo bonus, ma confluiscono negli aiuti a fondo perduto. Così pure gli agricoli che hanno altri sostegni.
Cosa succede ai contratti a termine in scadenza?
Sono rinnovabili o prorogabili entro il 30 agosto e senza indicazione di causale, in deroga al decreto Dignità.
E a chi ha finito il sussidio di disoccupazione?
Naspi e Discoll vengono prorogate ancora di due mesi, dopo i primi due concessi dal decreto Cura Italia del 17 marzo.
I licenziamenti sono possibili?
No, né individuali né collettivi fino al 23 agosto. Il divieto è stato prolungato dai 2 mesi decisi nel decreto di marzo - a partire dal 23 febbraio - ai 5 mesi del decreto Rilancio.
Le ristrutturazioni: Eco e Sismabonus, si parte il 1° lugli e la banca potrà pagare i lavori
Un volano economico da 20 miliardi di euro (stima Ance) capace di compensare gli effetti del lockdown (secondo la proiezione della Gabetti). È alta l’aspettativa intorno ai nuovi incentivi per la casa, introdotti dal decreto Rilancio. I superbonus prevedono la detrazione fiscale al 110% delle spese sostenute per interventi di efficienza energetica (ecobonus) e riduzione del rischio sismico (sismabonus). Ammessi anche impianti fotovoltaici e colonnine di ricarica dei veicoli elettrici, se contestuali ai primi interventi.Quali lavori sono ammessi all’ecobonus?
Sono detraibili le spese sostenute dal 1° luglio 2020 al 31 dicembre 2021 per interventi “strutturali” importanti: isolamento di almeno un quarto dell’involucro esterno degli edifici (il cosiddetto “cappotto”) con un limite di 60 mila euro moltiplicato per le unità abitative presenti; sostituzione delle caldaie con impianti centralizzati a condensazione con un limite di 30 mila euro moltiplicato per le unità; con pompe di calore, in edifici unifamiliari, con limite di 30 mila euro.
Posso detrarre gli infissi?
Per tutti gli interventi minori, quali i serramenti o i climatizzatori, già incentivati dal decreto 63 del 2013 (art. 14) restano in vigore le regole precedenti, con bonus tra il 50 e il 65% delle spese. Le detrazioni salgono al 110% se questi lavori vengono effettuati nell’ambito dei tre interventi strutturali di cui sopra.
Sono incentivati i lavori nelle seconde case?
Il testo entrato al Cdm spiega che gli incentivi sono riservati ai condomìni, agli Istituti delle case popolari e — sui singoli appartamenti — alle persone fisiche fuori dall’esercizio di attività di impresa. Per non bloccare i lavori in condomìni con secondo case al loro interno, l’interpretazione di Ance è che la detrazione al 110% per i lavori “strutturali” sia da ripartire tra tutti i proprietari, di abitazioni principali e non. Sarebbe invece limitata alle sole abitazioni principali la possibilità di far salire al 110% gli interventi “minori” sulle singole unità abitative (come gli infissi), sempre se contestuali a quelli strutturali del condomìnio. Esclusi invece gli edifici unifamiliari (villette) diversi dall’abitazione principale.
Quanto vale il sismabonus?
Anche in questo caso sale al 110% delle spese e si allarga ai comuni nelle zone sismiche di fascia 3 (oltre 1.500 località). In caso di cessione del credito a un’assicurazione e contestuale sottoscrizione di una polizza anti-calamità, questa diventa detraibile al 90%.
Come si può incassare l’incentivo?
La detrazione diretta permette di recuperare in dichiarazione dei redditi il 110% delle spese sostenute, spalmato in 5 anni. La novità è la possibilità di cedere il credito a ditte, banche e altri soggetti per evitare l’esborso diretto: saranno imprese o istituti ad anticipare il costo dei lavori, con uno sconto al 100% delle fatture. Il credito (dietro certificazione da parte di Caf e professionisti) resterà loro in capo con l’extra-10% di profitto, da incassare in 5 anni dal Fisco. Oppure potrà esser rivenduto, creando un vero e proprio mercato.
Cassa integrazione: per le nuove domande il 40% dell’assegno arriva in 2 settimane
Il decreto Rilancio allunga di altre 9 settimane la Cassa integrazione: in totale 18 settimane. Stanziati 16 miliardi, dopo i 5 del Cura Italia. Di questi: 2,7 miliardi messi in un Fondo del ministero del Lavoro per coprire buchi a fronte di un eccesso di richieste.A chi spetta la Cig?
A tutte le imprese, anche con un solo dipendente. Tre le forme: Cig ordinaria per la manifattura, l’assegno ordinario per turismo, terziario, artigiani e la Cig in deroga per il commercio e le piccole imprese sotto i 5 dipendenti.
Si possono chiedere le 18 settimane tutte insieme?
No. Le prime 9, previste dal Cura Italia, devono ricadere tra il 23 febbraio e il 31 agosto. Solo chi ha esaurito le 9 settimane, può attivarne altre 5 entro agosto, senza rifare la domanda. Le altre 4 settimane dal primo settembre al 31 ottobre con nuova domanda.
A chi si fa la domanda?
Per la Cig ordinaria e l’assegno ordinario all’Inps. La Cig in deroga ha un doppio binario: per le prime 9 settimane alla Regione che poi la gira all’Inps, per le restanti 9 settimane direttamente all’Inps.
Cosa è stato fatto per accelerare l’erogazione dei soldi?
È stato eliminato il passaggio regionale per la Cig in deroga. E introdotto - per tutte e tre le Cig, ma solo per le nuove domande relative alle ultime 9 settimane - l’anticipo da parte di Inps del 40% dell’assegno entro 15 giorni dal ricevimento della domanda. Il resto dopo aver verificato i documenti completi inviati dall’azienda.
Mobilità: per bici e monopattini il bonus da 500 euro va usato entro l’anno
Un “Bonus mobilità” per spingere gli italiani verso forme alternative di spostamento. Ma entro quali limiti di spesa? In quali modalità?Voglio acquistare una nuova bicicletta. A quanto ammonterà il contributo pubblico?
Il decreto prevede una copertura del 60% della spesa sostenuta per l’acquisto, entro un massimo di 500 euro.
Il finanziamento vale solo per le biciclette?
No, anche per monopattini , segway, hoverboard e monowheel.
Come verrà corrisposto il bonus?
La spesa andrà sostenuta per intero, il rimborso avverrà inoltrando lo scontrino ad una piattaforma online sul sito del Ministero dell’Ambiente.
È possibile richiedere il bonus più di una volta per mezzi diversi?
No, sarà possibile utilizzare il bonus una volta sola.
Fino a quando sarà possibile utilizzarlo?
Entro il 31 dicembre 2020.
Il bonus sarà retroattivo?
Sì, sarà valido per tutti gli acquisti a partire dal 4 maggio.
L’incentivo vale per tutti gli italiani?
Solo per i maggiorenni residenti in Comuni con più di 50 mila abitanti, capoluoghi di provincia e città metropolitane.
Il bonus è valido per i servizi di sharing?
Sarà valido per i servizi di bike e moto sharing, non per il car sharing.
Famiglie: bonus babysitter, i 1200 euro valgono anche nei centri estivi
Non c’è l’assegno unico per ogni figlio. Ma i bonus per la famiglia sono confermati.Le scuole sono chiuse. Ho diritto al congedo parentale speciale?
Sì. E i giorni raddoppiano: da 15 a 30 al 50% dello stipendio, riconosciuti in alternativa a uno dei due genitori. Si possono richiedere tutti, tramite sito Inps, anche i primi 15, se non ancora attivati.
Se invece devo tornare al lavoro, come posso pagare la babysitter?
Con il bonus che passa da 600 a 1.200 euro: fa in tempo a chiederlo anche chi non ha usato i primi 600 euro. Per forze dell’ordine e sanitari l’importo sale a 2 mila euro. Il bonus può essere speso anche per i centri estivi.
Ho un figlio piccolo: posso lavorare da casa?
Lo smartworking diventa un diritto per chi ha figli fino ai 14 anni. Le aziende devono favorire il lavoro da remoto.
Sono un lavoratore disabile o ho un parente da accudire. I permessi della 104 aumentano?
Ai 3 giorni canonici al mese si aggiungono 12 giorni extra da usare tra maggio e giugno. Come già in marzo e aprile.
Cos’è il Rem? A chi va?
Il Reddito di emergenza va alle famiglie più povere con Isee sotto 15 mila euro, residenza in Italia e reddito famigliare di aprile sotto la soglia Rem. Vale da 400 euro per un single a 800 euro per una famiglia. Le domande si fanno a Inps entro giugno. E spetta per due mensilità.
Imprese: niente Irap a giugno, ristoro delle perdite se i ricavi sono crollati
Il decreto prevede un “abbuono” per il saldo e l’acconto dell’Irap del prossimo giugno per tutte le imprese che hanno un fatturato fino a 250 milioni. Il valore dell’intervento è di 3,9 miliardi.A chi spetta lo sconto?
Spetta a tutte le imprese che hanno un fatturato fino a 250 milioni, senza alcuna altra condizione.
Chi paga di norma l’Irap?
L’Irap, che significa imposta regionale sulle attività produttive, è versata dalle imprese, dai professionisti, dalle attività commerciali e da chi opera nel Terzo settore.
Come ci si dovrà comportare per avere lo sconto?
Non sarà necessaria alcuna domanda, né certificazione, né autocertificazione. Le aziende che hanno meno di 250 milioni di fatturato potranno fare a meno di pagare a giugno il saldo 2019 e l’acconto 2020 dell’Irap.
Ci sarà anche un ristoro per chi ha avuto perdite di bilancio?
Sì, riguarderà le aziende o le partite Iva che hanno avuto perdite di fatturato del 60% nell’aprile di quest’anno rispetto all’aprile del 2019.
A quanto ammonta?
Si potrà avere fino al 20% della perdita se i ricavi complessivi raggiungono i 400 mila euro. Erogherà l’Agenzia delle Entrate. Chi non raggiunge il plafond potrà comunque contare su un minimo garantito di 1.000 euro.