La risposta economica dei Paesi Ue al coronavirus: dall'Italia più risorse di tutti, ma in ritardo
Roberto Petrini , di ROBERTO PETRINIRapporto del centro studi Oxford Economics: il governo italiano ha preso provvedimenti per 4,4 punti di Pil, più dei 3,9 della Germania, seguita dalla Spagna con 2,5 punti e dalla Francia con 1,7 punti. Ma tra l'esplosione dei casi e il lancio delle misure è trascorso troppo tempo
Roma. Abbiamo messo sul piatto più risorse degli altri ma ci siamo mossi in ritardo. E' questo il giudizio contenuto in un rapporto del centro studi Oxford Economics, guidato da Nicola Nobile, che mette a confronto le politiche economiche anti-virus negli ultimi tre tragici mesi di quest'anno: marzo, aprile e maggio. Se si prende come indicatore della crisi sanitaria il raggiungimento del centesimo caso di Covid nel paese siamo stati i più lenti: da quella data per prendere il primo provvedimento economico - spiega il rapporto - abbiamo fatto trascorrere 22 giorni, mentre la Francia 11, la Spagna 9 e la Germania solo 7, dimostrando una grande capacità di reazione.
Roma. Abbiamo messo sul piatto più risorse degli altri ma ci siamo mossi in ritardo. E' questo il giudizio contenuto in un rapporto del centro studi Oxford Economics, guidato da Nicola Nobile, che mette a confronto le politiche economiche anti-virus negli ultimi tre tragici mesi di quest'anno: marzo, aprile e maggio. Se si prende come indicatore della crisi sanitaria il raggiungimento del centesimo caso di Covid nel paese siamo stati i più lenti: da quella data per prendere il primo provvedimento economico - spiega il rapporto - abbiamo fatto trascorrere 22 giorni, mentre la Francia 11, la Spagna 9 e la Germania solo 7, dimostrando una grande capacità di reazione.
Se sulla tempistica siamo inciampati, non altrettanto può dirsi per l'entità delle risorse. Il nostro stimolo addizionale è stato di 4,4 punti di Pil, più della Germania che ha fatto 3,9 punti di Pil, seguita dalla Spagna con 2,5 punti e dalla Francia con 1,7 punti.
Quanto alle tasse è stata la Francia a fare di più: 2 punti di Pil di interventi, seguita da 1,4 punti di Pil dell'Italia, da 1,1 della Germania e da 0,5 della Spagna. Anche in questo caso abbiamo segnato un punto a favore, segnalato da Oxford economics: siamo l'unico paese ad aver cancellato parte di una tassa come l'Irap, mentre gli altri paesi si sono limitati a rinvii. Sulla politica dei rinvii la Germania è stata tuttavia più generosa perché ha dilazionato le tasse per le imprese fino al termine del 2020: anche la Spagna ha agito su un orizzonte di sei mesi. Mentre Italia e Francia si sono limitate ad un rinvio delle scadenze di marzo e aprile che il nostro paese, per il momento, ha rinviato fino settembre.
Anche il pacchetto liquidità vede l'Italia al primo posto, anche se con molti ritardi, almeno nella prima fase. L'ammontare della liquidità messa in movimento dalle garanzie inserite nei due decreti economici anti-virus è del 42 per cento del Pil in Italia, del 31 in Germania, del 13,1 in Francia e dell'8 per cento in Spagna. In questo caso Oxford economics definisce "eccessiva" per la struttura economica del nostro paese la somma di 750 miliardi messa in campo grazie alle garanzie dello Stato e dice che avrebbe preferito maggiori sforzi verso "celerità e semplificazione" delle procedure.
Infine le risorse aggiuntive di Welfare con i sussidi per chi perde il lavoro temporaneamente e per i disoccupati. Ebbene, secondo il rapporto, la nostra spesa, pari all'1,2 per cento del Pil, è stata inferiore a quella della Spagna (2 per cento del Pil) e superiore a quella della Francia (1 per cento del Pil), mentre il dato tedesco non è ancora disponibile. Il senso generale tuttavia è che, al di là delle quantità, le misure di Germania e Francia siano state più efficaci di quelle italiane.
Se sulla tempistica siamo inciampati, non altrettanto può dirsi per l'entità delle risorse. Il nostro stimolo addizionale è stato di 4,4 punti di Pil, più della Germania che ha fatto 3,9 punti di Pil, seguita dalla Spagna con 2,5 punti e dalla Francia con 1,7 punti.
Quanto alle tasse è stata la Francia a fare di più: 2 punti di Pil di interventi, seguita da 1,4 punti di Pil dell'Italia, da 1,1 della Germania e da 0,5 della Spagna. Anche in questo caso abbiamo segnato un punto a favore, segnalato da Oxford economics: siamo l'unico paese ad aver cancellato parte di una tassa come l'Irap, mentre gli altri paesi si sono limitati a rinvii. Sulla politica dei rinvii la Germania è stata tuttavia più generosa perché ha dilazionato le tasse per le imprese fino al termine del 2020: anche la Spagna ha agito su un orizzonte di sei mesi. Mentre Italia e Francia si sono limitate ad un rinvio delle scadenze di marzo e aprile che il nostro paese, per il momento, ha rinviato fino settembre.
Anche il pacchetto liquidità vede l'Italia al primo posto, anche se con molti ritardi, almeno nella prima fase. L'ammontare della liquidità messa in movimento dalle garanzie inserite nei due decreti economici anti-virus è del 42 per cento del Pil in Italia, del 31 in Germania, del 13,1 in Francia e dell'8 per cento in Spagna. In questo caso Oxford economics definisce "eccessiva" per la struttura economica del nostro paese la somma di 750 miliardi messa in campo grazie alle garanzie dello Stato e dice che avrebbe preferito maggiori sforzi verso "celerità e semplificazione" delle procedure.
Infine le risorse aggiuntive di Welfare con i sussidi per chi perde il lavoro temporaneamente e per i disoccupati. Ebbene, secondo il rapporto, la nostra spesa, pari all'1,2 per cento del Pil, è stata inferiore a quella della Spagna (2 per cento del Pil) e superiore a quella della Francia (1 per cento del Pil), mentre il dato tedesco non è ancora disponibile. Il senso generale tuttavia è che, al di là delle quantità, le misure di Germania e Francia siano state più efficaci di quelle italiane.