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Autostrade, ecco come Conte vuole convincere i Benetton a vendere

Dopo la minaccia di cause legali, il premier convoca un vertice di maggioranza per superare le resistenze dei Cinquestelle e spingere Atlantia a cedere il pacchetto di maggioranza a fondi di investimenti italiani guidati da F2i e Cdp
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Una via di uscita per la famiglia Benetton, nel tentativo di superare i fatti del Ponte Morandi. Nonché una soluzione che eviti una lunga guerra legale dall'esito imprevedibile. Infine, un modo per impedire che il principale operatore del settore finisca in mani straniere, con l'ingresso di fondi e investitori italiani, alleati della mano pubblica rappresentata da Cassa Depositi Prestiti.

C'è più di un motivo per ritenere che il vertice di maggioranza convocato dal premier Giuseppe Conte a Palazzo Chigi possa mettere la parola fine al contenzioso che da due anni oppone il governo ad Autostrade per l'Italia (Aspi), il concessionario che gestisce oltre la metà dei caselli del nostro paese.

Una soluzione che permetterebbe anche ai Cinquestelle di uscire dall'angolo in cui si sono infilati: fin dal giorno del crollo che ha causato la morte di 43 persone, hanno sostenuto che l'unica soluzione possibile sarebbe la revoca della concession…
Una via di uscita per la famiglia Benetton, nel tentativo di superare i fatti del Ponte Morandi. Nonché una soluzione che eviti una lunga guerra legale dall'esito imprevedibile. Infine, un modo per impedire che il principale operatore del settore finisca in mani straniere, con l'ingresso di fondi e investitori italiani, alleati della mano pubblica rappresentata da Cassa Depositi Prestiti.

C'è più di un motivo per ritenere che il vertice di maggioranza convocato dal premier Giuseppe Conte a Palazzo Chigi possa mettere la parola fine al contenzioso che da due anni oppone il governo ad Autostrade per l'Italia (Aspi), il concessionario che gestisce oltre la metà dei caselli del nostro paese.

Una soluzione che permetterebbe anche ai Cinquestelle di uscire dall'angolo in cui si sono infilati: fin dal giorno del crollo che ha causato la morte di 43 persone, hanno sostenuto che l'unica soluzione possibile sarebbe la revoca della concessione alla società controllata da Atlantia, la holding di partecipazioni nel settore delle infrastrutture del gruppo Benetton. Di fatto, imputando ad Aspi e ai Benetton di aver pensato più ai dividendi che alle spese per le manutenzioni.

Ora, Conte vuole mettere fine al braccio di ferro, anche per scongiurare scontri nella sua maggioranza, visto che Pd e Italia Viva spingono per una soluzione negoziale mentre i Cinquestelle hanno sposato una linea giustizialista. E come vuole raggiungere questo risultato? Invece della revoca della concessione imposta dal governo - per la quale era stato a suo tempo approvato un apposito articolo nel decreto Milleproroghe - i Benetton si fanno da parte, cedendo il pacchetto di controllo di Aspi e di fatto uscendo dal governo della società.

Si dovrà trattare sul prezzo, ovviamente, ma è un lavoro per i consulenti. In questo modo lo Stato evita di pagare un indennizzo o, in alternativa, una causa legale. Minacciata non a caso nei giorni scorsi proprio da Atlantia. I Benetton si tolgono così dai riflettori e possono concentrarsi su altri investimenti a livello europeo (controllano autostrade in Spagna e in Francia e sono i primi soci del tunnel della Manica).

Per evitare - almeno per i prossimi anni - una gara aperta a fondi internazionali, Aspi potrebbe passare di mano a una serie di investitori coordinati dal fondo F2i, partecipato da banche, enti previdenziali e fondazioni bancarie e da Cdp, a sua volta partner nell'iniziativa. In questo modo, i proventi delle tariffe resterebbero in Italia, ma distribuiti a una platea più vasta e, in qualche caso, con una valenza di impegno sociale sui territori.

Infine, i Cinquestelle potranno dire di aver "escluso" i Benetton (al massimo potrebbero avere una partecipazione di minoranza). Come ha dichiarato il viceministro alle Infrastrutture Giancarlo Cancelleri: "Noi del Movimento 5 Stelle abbiamo sempre chiesto la revoca delle concessioni. Non voglio trovarmi, fra qualche mese, nella imbarazzante situazione di dover consegnare il nuovo Ponte Morandi ad Aspi". Ma se Aspi fosse diventata un'altra cosa?