Economia

Lo sciopero virtuale dei professionisti. Dai contributi alla semplificazione normativa, le dieci richieste sul tavolo

I 23 ordini manifestano online la contrarietà ai provvedimenti del governo. Catalfo: "A breve rifinanziato bonus 600 euro"

3 minuti di lettura
MILANO - Bistrattati dal governo nell'emanazione dei provvedimenti a supporto delle attività economiche colpite dal Covid, i professionisti danno oggi vita a uno sciopero 'virtuale' per manifestare la loro contrarietà a quanto accaduto nelle ultime settimane.

La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata la decisione di escludere i professionisti degli ordini dal contributo a fondo perduto che il governo ha inserito nel decreto Rilancio. Una scelta di campo, come ha avuto modo di motivare il ministro Gualtieri. Secondo le categorie iscritte a Ordini e Collegi è stata una esclusione "all'ultimo minuto" che pone una discriminazione nei confronti dei titolari d'impresa. Mentre, secondo il titolare delle Finanze, è stata una scelta coerente con le risorse a disposizione e la necessità di far arrivare gli aiuti dove servono maggiormente. Quando è tornato sul tema in Parlamento, ha detto che i professionisti - in quanto esclusi dagli incentivi a fondo perduto, ma percettori del bonus autonomi, erogato dalle proprie casse previdenziali, pari a 600 euro ad aprile e 1000 euro a maggio per i redditi più bassi - alla fine prenderanno "la stessa somma" che avrebbero incassato attraverso i ristori a fondo perduto. In sostanza, come ha sostenuto anche il consigliere Marco Leonardi, escludere dal contributo i professionisti significherebbe penalizzare solo i più facoltosi che avrebbero trovato maggior convenienza dal contributo a fondo perduto (che è parametrato al fatturato perso) piuttosto che dal bonus.

Bonus da 600 euro, Catalfo: "Rifinanziamento a breve"

Questa l'ultima bagarre, dunque, ma la preoccupazione era già salita alle stelle al momento dell'introduzione, nel marzo scorso (col provvedimento Cura Italia), del 'bonus' da 600 euro per sostenere chi aveva avuto danni all'attività a causa del Covid-19, erogato con specifici vincoli reddituali per gli associati alle Casse previdenziali private, al contrario di quanto è stato disposto per i lavoratori autonomi, che effettuano i versamenti alla Gestione separata dell'Inps; indennità, peraltro, adesso pure 'congelata', perché si attende (da giorni) un decreto interministeriale che stanzi i fondi per coprire le mensilità di aprile e maggio. Sul punto, già il 26 maggio in audizione alla Camera, Gualtieri assicurava: "Il ministero del Lavoro, insieme al Mef, sta predisponendo il decreto attuativo per erogare alle casse i 600 euro nei prossimi giorni e la rata successiva dei mille euro". Intervenendo agli Stati Generali, la ministra del Lavoro, Nunzia Catalfo, ha assicurato che il rifinanziamentoper i liberi professionisti iscritti alle Casse di previdenza private arriverà "in tempi brevi", con l'emanazione di un decreto interministeriale, che conterrà la copertura delle mensilità di aprile e maggio dell'indennità.

E più in generale, come hanno avuto modo di sottolineare i commercialisti con uno studio alla vigilia della mobilitazione, il malessere arriva da lontano e i liberi professionisti sembrano arrivare col fiato corto a questa crisi. Secondo la ricostruzione degli esperti, sono il comparto più colpiti fin dalla recessione del 2008 con oltre 13 mila euro per occupato lasciati per strada negli ultimi dodici anni. Nel periodo, il calo di produttività ricostruito è di oltre il 20% a fronte di una perdita media nazionale di 2.384 euro con una flessione della produttività del 3,8%. Negli anni l'offerta di lavoro libero professionale è cresciuta molto più della produzione: "Le fila dei liberi professionisti si ingrossavano di anno in anno fino a raggiungere nel 2019 una crescita del 27,6% rispetto al 2007 (+310 mila unità). Nello stesso periodo, nell'intera economia, l'occupazione complessiva aumentava appena del 2%: tra gli indipendenti diminuiva dell'11,2%, pari a 669 mila unità e tra i dipendenti cresceva del 6,7%, pari a 1 milione e 135 mila occupati".

Il manifesto per il rilancio

La manifestazione odierna vede i 23 ordini professionali italiani far fronte comune negli "Stati Generali delle Professioni italiane" che chiedono a nome dei 2,3 milioni di iscritti "la pari dignità del lavoro in tutte le sue forme, il riconoscimento concreto dell'essenzialità delle attività esercitate dagli iscritti agli ordini e il rispetto del principio di equiparazione tra attività di impresa e libero professionale, già sancito a livello europeo e nazionale".

Sul tavolo, le professioni hanno messo un manifesto in dieci punti di consigli e richieste per il rilancio. Ecco i suggerimenti:
  1. garantire il diritto alla salute, alla prevenzione ed alla sicurezza delle cure;
  2. garantire la parità di accesso dei professionisti alle misure di incentivo al lavoro e di sostegno nella fase di emergenza;
  3. rafforzare le misure in materia di politiche di investimento, programmi industriali sostenibili e innovazione;
  4. realizzare un piano credibile di semplificazione normativa;
  5. garantire l'applicazione del principio di sussidiarietà;
  6. ridurre la pressione fiscale;
  7. avviare un Green New Deal per progettare opere innovative e sostenibili e promuovere un fondo per lo sviluppo professionale sostenibile;
  8. avviare un piano di catalogazione dei patrimoni ambientali e culturali del Paese, di riprogettazione e manutenzione, di investimento nella rigenerazione urbana e di mitigazione del rischio sismico e idrogeologico del territorio e delle opere;
  9. valorizzare e tutelare il patrimonio ambientale, artistico, paesaggistico e culturale per nuovi percorsi di crescita;
  10. garantire affidabilità e sicurezza nel settore ict, delle informazioni e delle telecomunicazioni, accelerando un processo di digitalizzazione del Paese.