MILANO - Il gruppo farmaceutico Menarini realizzerà un nuovo polo produttivo di 40mila metri quadri a Sesto Fiorentino, nell'area ex Longinotti con un investimento da 150 milioni di euro. La nuova struttura dovrebbe assicurare oltre 250 posti di lavoro e altrettanti nell'indotto. Ad annunciarlo è stata la stessa azienda, dopo che è stato siglato un protocollo d'intesa tra Regione, Comune, Città metropolitana e la società. "Abbiamo preso una decisione di cuore, condivisa con il Cda: privilegiare il nostro Paese, e farlo subito, con un investimento di 150 milioni, che dia immediatamente un contributo all'economia e all'occupazione - hanno dichiarato Lucia e Alberto Giovanni Aleotti, azionisti e membri del Board di Menarini - siamo un'azienda italiana e siamo orgogliosi di esserlo. Qui produrremo farmaci che sono l'essenza del Gruppo Menarini, utilizzati ogni giorno da decine di milioni di pazienti in Italia e all'estero".
Il sito occuperà come detto 40 mila metri quadri e sarà uno stabilimento di smart manufacturing, con tecnologie produttive innovative e sistemi di automazione e digitalizzazione in linea con il programma di Industria 4.0 nel rispetto di importanti obiettivi di sostenibilità ambientale. Lo stabilimento, i cui lavori di costruzione inizieranno a breve, avrà una capacità produttiva annua di circa 100 milioni di confezioni, corrispondenti a circa 3 miliardi di compresse. Ad accompagnare la scelta di garantire una ripartenza concreta per l'Italia, la multinazionale con sede a Firenze ha voluto mettere in atto un'iniziativa particolare, per quanto concerne la scelta del nome da destinare alla nuova realtà. "Questo stabilimento avrà un nome, un po' come un bambino - hanno proseguito Lucia e Alberto Giovanni Aleotti - saranno i nostri dipendenti a sceglierlo. Un nome che riassuma il coraggio, la volontà e il cuore dell'Italia che vuole rialzarsi e fare squadra nei momenti più difficili".
Il sito occuperà come detto 40 mila metri quadri e sarà uno stabilimento di smart manufacturing, con tecnologie produttive innovative e sistemi di automazione e digitalizzazione in linea con il programma di Industria 4.0 nel rispetto di importanti obiettivi di sostenibilità ambientale. Lo stabilimento, i cui lavori di costruzione inizieranno a breve, avrà una capacità produttiva annua di circa 100 milioni di confezioni, corrispondenti a circa 3 miliardi di compresse. Ad accompagnare la scelta di garantire una ripartenza concreta per l'Italia, la multinazionale con sede a Firenze ha voluto mettere in atto un'iniziativa particolare, per quanto concerne la scelta del nome da destinare alla nuova realtà. "Questo stabilimento avrà un nome, un po' come un bambino - hanno proseguito Lucia e Alberto Giovanni Aleotti - saranno i nostri dipendenti a sceglierlo. Un nome che riassuma il coraggio, la volontà e il cuore dell'Italia che vuole rialzarsi e fare squadra nei momenti più difficili".