Economia

Borse europee in calo, Milano -1,5%. Peggior crollo di sempre per l'export tedesco

Ieri l'S&P500 ha azzerato tutti i ribassi del 2020, ma oggi la Borsa Usa è debole. Lo spread risale a 180. Ad aprile a picco le esportazioni di Berlino: -31,1%. Enria alle banche: "Usare la liquidità per sostenere le imprese"

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MILANO - Le Borse europee si appesantiscono nel corso della seduta e chiudono in netto ribasso, con Londra in maglia nera, all'indomani di una giornata in forte slancio per Wall Street, con l'S&P 500 che ieri ha azzerato tutte le perdite registrate nel 2020 mettendosi definitivamente alle spalle i crolli legati all'emergenza coronavirus.

Milano dopo un avvio positivo ha chiuso in ribasso dell'1,49%: in sofferenza il comparto bancario e Fca. In netto ribasso anche le altre: Francoforte e Parigi hanno limato l'1,55%, Londra ha ceduto il 2,15%. Anche Wall Street ha preso la strada delle vendite, dopo i rialzi della vigilia, e alla chiusura dei mercati euorpei si presenta contrastata: il Dow Jones scivola dello 0,95% come lo S&P500 mentre il Nasdaq riesce a consolidare i suoi record e sale dello 0,2%.

L'attenzione dei mercati è ora puntata sulla riunione del comitato di politica monetaria della Fed in programma oggi e domani, da cui però non sono attesi interventi sul fronte dei tassi quanto più indicazioni sullo stato di salute dell'economia Usa e sui possibili tempi della ripresa.

E proprio la banca centrale Usa ieri ha contribuito a spingere i listini ampliando la platea di beneficiari del suo piano di aiuti per le Pmi, diminuendo l'ammontare minimo dei prestiti a 250.000 dollari dai precedenti 500.000 e aumentando quello massimo da 200 a 300 milioni, allungando inoltre i termini dei finanziamenti. "Sostenere le piccole e medie imprese così che siano pronte a riaprire e assumere aiuterà la ripresa economica", ha detto il presidente della Fed Jerome Powell, sottolineando di avere "fiducia nel fatto che le modifiche decise sosterranno l'occupazione in questo periodo difficile".

In mattinata si è registrata la chiusura contrastata per le Borse asiatiche: se da una parte Hong Kong (+1,03%) e Shanghai (+0,62%) hanno chiuso in rialzo, a Tokyo hanno prevalso le prese di beneficio dopo la chiusura positiva della vigilia (-0,38%).

Tra i dati macro si registra in mattinata il crollo record dell'export tedesco ad aprile. Ad aprile le esportazioni sono cadute del 31,1% su base annua per l'effetto del blocco globale del commercio, evidenziando il peggior calo da quando è partita la attuale rilevazione statistica. In Italia, si segnalano le statistiche Istat con un crollo del 4% delle spese delle famiglie nel primo trimestre. A livello di Ocse, invece, si registra il record di disoccupazione nel mese di aprile con un tasso dell'8,4% nell'area delle economie avanzate e 55 milioni di persone in cerca di lavoro. Complice il lockdown, per l'Italia si sottolinea il boom degli inattivi.

Dopo giorni di calma torna a salire lo spread: il differenziale Btp/Bund chiude in rialzo vicino a 180 punti. L'euro apre in calo e torna sotto quota 1,13 dollari, a 1,1292 dollari, e 122,01 yen. In flessione anche il cambio Dollaro/yen, a 108,03.

Di banche e crisi ha parlato il presidente della Vigilanza Bce, Andrea Enria, per il quale "c'è ancora riluttanza da parte delle banche a usare i buffer di liquidità" per dare sostegno all'economia, alcune dicono che sono "preoccupate dalle reazioni delle agenzie di rating", altre temono che se la Bce rimetterà dei limiti "si troveranno con problemi. Ma noi diciamo loro che daremo tempo di ricostruire i loro buffer". Resta lo spauracchio di una crescita dei crediti in sofferenza: "Se l'aumento degli Npl (non performing loan, i crediti deteriorati) sarà più alto della crisi dei debiti, credo che potrebbe esserci spazio per considerare misure aggiuntive. Ma non siamo a questo punto, non possiamo dire se questo servirà".

Sul fronte delle materie prime, il petrolio torna a salire in mattinata e poi frena nuovamente nel pomeriggio. A New York le quotazioni del Wti perdono lo 0,94% a 37,83 dollari al barile. In leggero ribasso anche l'oro, a 1697 dollari l'oncia.