MILANO - Già tradizionali "formichine", gli italiani sottoposti al lockdown hanno accentuato la loro attitudine a controllare le spese - per necessità, vista la situazione d'emergenza sul lavoro, o per attitudine - e in buon numero ricorrono all'opportunità di stoppare i pagamenti delle rate sui finanziamenti in essere.
Secondo l'Osservatorio che Crif e Nomisma dedicano a questa stagione senza precedenti, i responsabili degli acquisti in famiglia sono in ansia per la situazione finanziaria: un sondaggio di Intrum ha da poco certificato che i connazionali sono i più pessimisti d'Europa, e l'Osservatorio italiano certifica che "per più del 60% degli intervistati è molto importante poter monitorare le proprie entrate e uscite e capire quanto si sta risparmiando e spendendo. Inoltre, per più del 50% in questo momento è importante la pianificazione delle spese e la definizione di obiettivi di risparmio".
Se l'home banking è stato compulsato per tenere sott'occhio i flussi finanziari anche in quarantena, dalla ricerca emerge che praticamente un nucleo su quattro ha congelato o pensa di farlo le rate sui propri finanziamenti. Dicono Crif e Nomisma che che il 9% delle famiglie con un mutuo prima casa in corso ha richiesto la sospensione del pagamento delle rate dei finanziamenti mentre un altro 15% pensa che lo farà nei prossimi mesi. Relativamente a coloro che hanno invece dei prestiti in corso, a cui tipicamente sono collegati importi delle rate più contenuti, il 4% dichiara di aver già richiesto la sospensione delle rate mentre il 21% non esclude di richiederla nei prossimi mesi.
Se si guarda alla prospettiva di indebitarsi nel prossimo futuro, si conferma l'attrattività della casa per gli italiani: il 24% sta già pensando di richiedere l’accesso ai vantaggi legati all’Ecobonus 2020 per gli interventi di efficientamento energetico di case e palazzi mentre il 12% è orientato verso il Sismabonus 2020 per gli interventi di messa in sicurezza antisismica. Per il resto, sono finanziamenti di emergenza che riguardano ad esempio spese impreviste causate dell’emergenza sanitaria (30%), spese mediche o dentistiche (29%), manutenzione/ristrutturazione casa (26%), esigenze di maggiore liquidità (26%), l’acquisto di un’auto (17%).
In generale, la gestione del budget familiare è improntata alla massima cautela, se non alla rinuncia. Per salvaguardare i risparmi della propria famiglia il 21% degli italiani ridimensionerebbe il budget destinato a viaggi e vacanze, mentre il 20% quello relativo a ristoranti e consumi fuori casa. I cittadini sono orientati a stringere la cinghia anche sull’acquisto di abbigliamento e scarpe (14%) e, dove possibile, di cibo e spesa alimentare (6%). Ci sono però alcuni ambiti dove le famiglie non sono disposte a scendere a compromessi: è il caso della baby-sitter e dell’educazione dei figli (rispettivamente l’1% e il 2% delle famiglie ridurrà queste voci di spesa). Rispetto agli acquisti programmati da tempo è il settore tech a risentirne particolarmente, nonostante in molti ci siamo ancor più scoperti dipendenti da tecnologie e device per mantenere una certa normalità nelle nostre vite: 1 italiano su 4 rimanderà l’acquisto – precedentemente programmato – di PC, smartphone e tablet, seguito dal 21% che sposterà a data da destinarsi l’acquisto di grandi elettrodomestici come frigorifero, lavatrice, lavasciuga, forno. Anche arredamento e mobili, seguiti dalle auto, rientrano tra le categorie principali di beni il cui l’acquisto può essere rinviato (per il 20% degli intervistati).
Secondo l'Osservatorio che Crif e Nomisma dedicano a questa stagione senza precedenti, i responsabili degli acquisti in famiglia sono in ansia per la situazione finanziaria: un sondaggio di Intrum ha da poco certificato che i connazionali sono i più pessimisti d'Europa, e l'Osservatorio italiano certifica che "per più del 60% degli intervistati è molto importante poter monitorare le proprie entrate e uscite e capire quanto si sta risparmiando e spendendo. Inoltre, per più del 50% in questo momento è importante la pianificazione delle spese e la definizione di obiettivi di risparmio".
Se l'home banking è stato compulsato per tenere sott'occhio i flussi finanziari anche in quarantena, dalla ricerca emerge che praticamente un nucleo su quattro ha congelato o pensa di farlo le rate sui propri finanziamenti. Dicono Crif e Nomisma che che il 9% delle famiglie con un mutuo prima casa in corso ha richiesto la sospensione del pagamento delle rate dei finanziamenti mentre un altro 15% pensa che lo farà nei prossimi mesi. Relativamente a coloro che hanno invece dei prestiti in corso, a cui tipicamente sono collegati importi delle rate più contenuti, il 4% dichiara di aver già richiesto la sospensione delle rate mentre il 21% non esclude di richiederla nei prossimi mesi.
Se si guarda alla prospettiva di indebitarsi nel prossimo futuro, si conferma l'attrattività della casa per gli italiani: il 24% sta già pensando di richiedere l’accesso ai vantaggi legati all’Ecobonus 2020 per gli interventi di efficientamento energetico di case e palazzi mentre il 12% è orientato verso il Sismabonus 2020 per gli interventi di messa in sicurezza antisismica. Per il resto, sono finanziamenti di emergenza che riguardano ad esempio spese impreviste causate dell’emergenza sanitaria (30%), spese mediche o dentistiche (29%), manutenzione/ristrutturazione casa (26%), esigenze di maggiore liquidità (26%), l’acquisto di un’auto (17%).
In generale, la gestione del budget familiare è improntata alla massima cautela, se non alla rinuncia. Per salvaguardare i risparmi della propria famiglia il 21% degli italiani ridimensionerebbe il budget destinato a viaggi e vacanze, mentre il 20% quello relativo a ristoranti e consumi fuori casa. I cittadini sono orientati a stringere la cinghia anche sull’acquisto di abbigliamento e scarpe (14%) e, dove possibile, di cibo e spesa alimentare (6%). Ci sono però alcuni ambiti dove le famiglie non sono disposte a scendere a compromessi: è il caso della baby-sitter e dell’educazione dei figli (rispettivamente l’1% e il 2% delle famiglie ridurrà queste voci di spesa). Rispetto agli acquisti programmati da tempo è il settore tech a risentirne particolarmente, nonostante in molti ci siamo ancor più scoperti dipendenti da tecnologie e device per mantenere una certa normalità nelle nostre vite: 1 italiano su 4 rimanderà l’acquisto – precedentemente programmato – di PC, smartphone e tablet, seguito dal 21% che sposterà a data da destinarsi l’acquisto di grandi elettrodomestici come frigorifero, lavatrice, lavasciuga, forno. Anche arredamento e mobili, seguiti dalle auto, rientrano tra le categorie principali di beni il cui l’acquisto può essere rinviato (per il 20% degli intervistati).