Economia

Contributi a Pmi e autonomi, scontro Confindustria-Tesoro

Per l'ufficio studi degli industriali, la risposta italiana alla crisi è stata "troppo lenta" e con risorse inferiori agli altri paesi. La replica del consigliere economico del Tesoro, Marco Leonardi: "Bastava aspettare la prossima settimana: arriveremo a 12 miliardi, quasi quanto la Germania"

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ROMA. E’ scontro aperto tra governo e Confindustria. In campo contro uno studio pubblicato dall’associazione degli imprenditori la coppia dei ministri Roberto Gualtieri (Tesoro) e Stefano Patuanelli (Sviluppo). Ad accendere le polveri, mentre ancora non si è spento il clamore delle polemiche del presidente degli industriali Carlo Bonomi durante gli Stati generali, è stato un rapporto del Centro studi Confindustria assai critico su tutta la gestione economica della crisi-Covid. Secondo lo studio le risorse messe in campo dall’Italia sono state minori di quelle degli altri paesi e il tempo di reazione del governo è stato più lento. In serata la reazione seccata del ministro dell’Economia Roberto Gualtieri: studi “superati e incompleti” ha scritto in una nota assai pepata.

Che cosa sostiene lo studio di Confindustria? In primo luogo che le risorse destinata dall’Italia a artigiani, commercianti e piccole imprese sono state inferiori a quelle di Germania e Francia. Il rapporto osserva infatti che la Germania ha erogato in circa 2 mesi, presumibilmente marzo e aprile, oltre 13 miliardi di aiuti a piccole imprese e autonomi; la Francia 4,7 miliardi sempre a piccole imprese e autonomi, sempre in 2 mesi. L’Italia invece avrebbe erogato solo 2,4 miliardi: in questo modo saremmo in coda.

Ma la stessa Confindustria fa notare che i 2,4 miliardi sono relativi solo al mese di marzo e riguardano solo la prima erogazione dei 600 euro ed esclude i professionisti. Ha buon gioco la nota del Tesoro a spiegare che, se si tiene conto non solo di marzo ma anche di aprile, rendendo omogeneo il confronto, la cifra erogata raggiunge complessivamente 6 miliardi (cioè 3 miliardi a marzo e 3 ad aprile, con 5 milioni di persone che hanno ricevuto le due tranche dei due mesi in questione, da 600 euro e hanno avuto gli ultimi pagamenti, recentemente, nel mese di giugno).

“Senza contare – nota il consigliere economico del Tesoro Marco Leonardi - che se si fosse aspettata la settimana prossima, quando l’Agenzia delle entrate inizierà a liquidare le domande ricevute da piccole imprese, artigiani e commercianti, si sarebbero dovuti aggiungere altri 6 miliardi. Si arriverebbe così a 12, assai vicini alla Germania. Non mi pare che siamo stati tirchi”. Anche sul piano dell’impegno generale, tra sussidi ed interventi, l’Italia – sottolineano sempre ambienti del Tesoro – è in testa con un intervento di 4,5 punti di Pil e recentemente l’Ocse ha osservato che il nostro paese è in testa alla classifica dei paesi industrializzati.

Infine la tempistica e la capacità di reazione. Ovvero l’accusa di essere stati lenti. Il governo italiano - ricostruisce il centro studi di via dell'Astronomia - "ha adottato il primo provvedimento organico a carattere nazionale 23 giorni dopo aver registrato i primi 100 casi di Covid, mentre sono stati sufficienti 15 giorni negli Stati Uniti, 12 in Francia e 8 in Germania". Replica del Tesoro: “Vale la pena di notare  - recita la nota di Via Venti Settembre - che il primo decreto contenente “Misure urgenti di sostegno per famiglie lavoratori e imprese connesse all’emergenza epidemiologica da Covid 19” risale al 2 marzo, a 10 giorni dal primo caso accertato in Lombardia”.