Segnali di ripresa dagli indici Pmi, Borse europee in buon slancio. Nasdaq a nuove vette
Raffaele Ricciardi , Flavio Bini , di FLAVIO BINI e RAFFAELE RICCIARDIL'indicatore anticipa l'andamento economico e batte le attese. La Casa Bianca spaventa i mercati sul commercio, poi rientra la rottura con la Cina: Borse positive. Spread in calo sotto i 170 punti base, l'oro resta vicino ai massimi dal 2012
MILANO - Il rimbalzo oltre le attese degli indici Pmi dell'Eurozona fa accelerare le Borse europee che terminano tutte in buon rialzo, mentre la corsa dei titoli tech americani spinge il Nasdaq a registrare un nuovo massimo nel corso di seduta prima di chiudere con una crescita dello 0,74% e con il Dow Jones in positivo di mezzo punto percentuale.
L'indicatore tracciato da Ihs Markit è molto seguito sui mercati perché, costruito attraverso le interviste ai direttori agli acquisti delle aziende, offre una indicazione di come si potrà muovere l'economia. Il Pmi composito dell'area con la moneta unica, che somma le indicazioni per manifattura e servizi, è rimbalzato a giugno a 47,5 punti. E' un recupero dai 31,9 di maggio, superiore alle attese. Ma resta ancora sotto la soglia di 50, che separa la contrazione dall'espansione economica. In Germania, locomotiva europea, il Pmi dei servizi è salito da 32,6 a 45,8 punti e quel…
L'indicatore tracciato da Ihs Markit è molto seguito sui mercati perché, costruito attraverso le interviste ai direttori agli acquisti delle aziende, offre una indicazione di come si potrà muovere l'economia. Il Pmi composito dell'area con la moneta unica, che somma le indicazioni per manifattura e servizi, è rimbalzato a giugno a 47,5 punti. E' un recupero dai 31,9 di maggio, superiore alle attese. Ma resta ancora sotto la soglia di 50, che separa la contrazione dall'espansione economica. In Germania, locomotiva europea, il Pmi dei servizi è salito da 32,6 a 45,8 punti e quel…
MILANO - Il rimbalzo oltre le attese degli indici Pmi dell'Eurozona fa accelerare le Borse europee che terminano tutte in buon rialzo, mentre la corsa dei titoli tech americani spinge il Nasdaq a registrare un nuovo massimo nel corso di seduta prima di chiudere con una crescita dello 0,74% e con il Dow Jones in positivo di mezzo punto percentuale.
L'indicatore tracciato da Ihs Markit è molto seguito sui mercati perché, costruito attraverso le interviste ai direttori agli acquisti delle aziende, offre una indicazione di come si potrà muovere l'economia. Il Pmi composito dell'area con la moneta unica, che somma le indicazioni per manifattura e servizi, è rimbalzato a giugno a 47,5 punti. E' un recupero dai 31,9 di maggio, superiore alle attese. Ma resta ancora sotto la soglia di 50, che separa la contrazione dall'espansione economica. In Germania, locomotiva europea, il Pmi dei servizi è salito da 32,6 a 45,8 punti e quello manifatturiero da 36,6 a 44,6. Il composito si è così portato a 45,8 punti. In Francia il manifatturiero è passato addirittura in territorio espansivo (52,1 punti) mentre i servizi sono saliti a 50,3. Saldo positivo dunque per il composito transalpino a 51,3 punti.
Resta la cautela, tanto che Chris Williamson, capo economista di Ihs Markit che ha elaborato i dati, parla di tre anni prima che il Pil dell'Eurozona riveda i livelli pre-crisi. Ma lo spiraglio di ripresa più ampio delle attese fa accelerare le Borse europee già a partire della mattina, sostenendole fino alla chiusura. Milano avanza dell'1,86%, Francoforte cresce del 2,01%, Londra dell'1,39% e Parigi sale dell'1,33%. A Piazza Affari si mette in evidenzia Atlantia, la holding dei Benetton che controlla Autostrade per l'Italia: la società è pronta ad andare avanti nella concessione e quindi cerca un accordo con il governo per superare l'impasse nata con il crollo tragico del Ponte Morandi. Da segnalare poi il via libera al trasferimento della sede di Campari in Olanda e l'accordo di Snam per entrare nel mercato di Abu Dhabi.
I mercati avevano vissuto una nottata movimentata per il balletto di dichiarazioni provenienti dalla Casa Bianca sull'accordo commerciale con la Cina: il presidente Usa, Donald Trump, è stato costretto a precisare pubblicamente che l'accordo commerciale tra le due superpotenze è "del tutto integro" dopo che il suo consigliere Petere Navarro aveva rilasciato dichiarazioni che suonavano come l'annuncio della fine dell'accordo. Intervistato da Fox News, Navarro ha sottolineato come gli Stati Uniti siano venuti a conoscenza dell'epidemia soltanto dopo la firma dell'accordo di fase 1 con la delegazione cinese a Washington, il 15 gennaio scorso. "Abbiamo cominciato a sentire della pandemia soltanto in quel momento, quando avevano già mandato centinaia di migliaia di persone in questo Paese a diffondere il virus e pochi minuti dopo che l'aereo è decollato". Solo dopo qualche ora è stato costretto a precisare che le parole sono state decontestualizzate, poi anche il presidente ha chiarito e gli investitori hanno recuperato buonumore.
Lo spread tra Btp e Bund tedeschi si muove al ribasso sotto quota 170 punti base e termina a 167 con il rendimento del titolo decennale italiano all'1,26%. I dati Pmi rafforzano contribuiscono anche al rafforzamento dell'euro, che sale a 1,1323 dollari.
Questa mattina, chiusura in leggero rialzo per la Borsa di Tokyo dopo una seduta incerta: ad influenzare l'andamento, anche la positiva chiusura di Wall Street. L'indice Nikkei 225 index è salito dello 0.50% a 22,549.05 punti mentre il Topix dello 0,51% a 1,587.14 punti. Ieri sera, il Dow Jones aveva guadagnato lo 0,59% e lo S&P500 lo 0,65%.
In Giappone sono emersi i dati del Pmi composito (manifattura e servizi) di giugno, in parziale recupero: è passato dai 27,8 di maggio a 37,9, secondo le stime preliminari, rimanendo comunque ben sotto la soglia di 50 punti che separa la contrazione dall'espansione economica.
Tra le materie prime, il prezzo dell'oro continua ad avanzare e sale a 1781 dollari l'oncia. Crescono i timori che un aumento record delle infezioni globali da coronavirus possa ritardare la ripresa economica, benchè alimentata dagli stimoli monetari e fiscali di governi e Banche centrali. L'Organizzazione mondiale della sanità ha segnalato un aumento record di casi nel mondo, spingendo gli investitori ad abbandonare le attività più rischiose verso il bene rifugio.
I prezzi del petrolio si portano in rialzo dopo che Trump ha chiarito i precedenti commenti di Navarro sulla Cina, con il Wti a 41,17 dollari al barile e il Brent al di sopra di quota 43,62 dollari.
L'indicatore tracciato da Ihs Markit è molto seguito sui mercati perché, costruito attraverso le interviste ai direttori agli acquisti delle aziende, offre una indicazione di come si potrà muovere l'economia. Il Pmi composito dell'area con la moneta unica, che somma le indicazioni per manifattura e servizi, è rimbalzato a giugno a 47,5 punti. E' un recupero dai 31,9 di maggio, superiore alle attese. Ma resta ancora sotto la soglia di 50, che separa la contrazione dall'espansione economica. In Germania, locomotiva europea, il Pmi dei servizi è salito da 32,6 a 45,8 punti e quello manifatturiero da 36,6 a 44,6. Il composito si è così portato a 45,8 punti. In Francia il manifatturiero è passato addirittura in territorio espansivo (52,1 punti) mentre i servizi sono saliti a 50,3. Saldo positivo dunque per il composito transalpino a 51,3 punti.
Resta la cautela, tanto che Chris Williamson, capo economista di Ihs Markit che ha elaborato i dati, parla di tre anni prima che il Pil dell'Eurozona riveda i livelli pre-crisi. Ma lo spiraglio di ripresa più ampio delle attese fa accelerare le Borse europee già a partire della mattina, sostenendole fino alla chiusura. Milano avanza dell'1,86%, Francoforte cresce del 2,01%, Londra dell'1,39% e Parigi sale dell'1,33%. A Piazza Affari si mette in evidenzia Atlantia, la holding dei Benetton che controlla Autostrade per l'Italia: la società è pronta ad andare avanti nella concessione e quindi cerca un accordo con il governo per superare l'impasse nata con il crollo tragico del Ponte Morandi. Da segnalare poi il via libera al trasferimento della sede di Campari in Olanda e l'accordo di Snam per entrare nel mercato di Abu Dhabi.
I mercati avevano vissuto una nottata movimentata per il balletto di dichiarazioni provenienti dalla Casa Bianca sull'accordo commerciale con la Cina: il presidente Usa, Donald Trump, è stato costretto a precisare pubblicamente che l'accordo commerciale tra le due superpotenze è "del tutto integro" dopo che il suo consigliere Petere Navarro aveva rilasciato dichiarazioni che suonavano come l'annuncio della fine dell'accordo. Intervistato da Fox News, Navarro ha sottolineato come gli Stati Uniti siano venuti a conoscenza dell'epidemia soltanto dopo la firma dell'accordo di fase 1 con la delegazione cinese a Washington, il 15 gennaio scorso. "Abbiamo cominciato a sentire della pandemia soltanto in quel momento, quando avevano già mandato centinaia di migliaia di persone in questo Paese a diffondere il virus e pochi minuti dopo che l'aereo è decollato". Solo dopo qualche ora è stato costretto a precisare che le parole sono state decontestualizzate, poi anche il presidente ha chiarito e gli investitori hanno recuperato buonumore.
Lo spread tra Btp e Bund tedeschi si muove al ribasso sotto quota 170 punti base e termina a 167 con il rendimento del titolo decennale italiano all'1,26%. I dati Pmi rafforzano contribuiscono anche al rafforzamento dell'euro, che sale a 1,1323 dollari.
Questa mattina, chiusura in leggero rialzo per la Borsa di Tokyo dopo una seduta incerta: ad influenzare l'andamento, anche la positiva chiusura di Wall Street. L'indice Nikkei 225 index è salito dello 0.50% a 22,549.05 punti mentre il Topix dello 0,51% a 1,587.14 punti. Ieri sera, il Dow Jones aveva guadagnato lo 0,59% e lo S&P500 lo 0,65%.
In Giappone sono emersi i dati del Pmi composito (manifattura e servizi) di giugno, in parziale recupero: è passato dai 27,8 di maggio a 37,9, secondo le stime preliminari, rimanendo comunque ben sotto la soglia di 50 punti che separa la contrazione dall'espansione economica.
Tra le materie prime, il prezzo dell'oro continua ad avanzare e sale a 1781 dollari l'oncia. Crescono i timori che un aumento record delle infezioni globali da coronavirus possa ritardare la ripresa economica, benchè alimentata dagli stimoli monetari e fiscali di governi e Banche centrali. L'Organizzazione mondiale della sanità ha segnalato un aumento record di casi nel mondo, spingendo gli investitori ad abbandonare le attività più rischiose verso il bene rifugio.
I prezzi del petrolio si portano in rialzo dopo che Trump ha chiarito i precedenti commenti di Navarro sulla Cina, con il Wti a 41,17 dollari al barile e il Brent al di sopra di quota 43,62 dollari.