Borse in forte calo sui timori di lockdown, Trump studia nuovi dazi sull'Europa. L'oro vede i massimi dal 2012
Flavio Bini
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Raffaele Ricciardi
Non basta il miglioramento della fiducia delle imprese tedesche. Milano perde il 3,42%. Il Nasdaq è reduce da una chiusura record, mentre stamattina la Borsa di Tokyo ha terminato debole. Spread ancora in calo sotto 170 punti
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MILANO I mercati europei peggiorano nel corso della seduta, nonostante l'atteso indice Ifo sulla fiducia delle imprese tedesche batta le previsioni e con 86,2 punti si riporti sopra i livelli della crisi Covid 19 e chiudono tutti in calo. Secondo gli analisti, dopo la seduta di ieri positiva per i mercati, l'umore degli investitori risente oggi maggiormente delle preoccupazioni per i nuovi lockdown. Pesa anche la giornata storta dei mercati americani, con le preoccupazioni che tornano a montare sul fronte commerciale: l'amministrazione Usa, dice Bloomberg, starebbe studiando dazi su oltre 3 miliardi di export da Francia, Germania, Spagna e Regno Unito per colpire prodotti quali birra, gin, olive mentre dal fronte Ue si dibatte se aprire o meno le frontiere agli americani per l'estate.
Milano, dopo una iniziale tenuta, passa in netto ribasso: il Ftse Mib cede sul finale il 3,42%. Anche Atlantia, prima in netto rialzo, termina in calo (-2,42%): la holding dei Benetton sfruttava l'aumentare delle chances di una soluzione positiva al caso Autostrade per l'Italia, con la conferma della concessione che potrebbe arrivare con un cambio di governance della controllata per far spazio a Cdp-F2i. Sul fronte bancario, la Consob ha riavviato i termini del procedimento sull'Offerta pubblica di scambio su Ubi Banca, i cui termini istruttori scadranno quindi il 28 giugno 2020.
In chiara in difficoltà anche le altre: Parigi cede il 2,92 per cento, Francoforte il 3,59% e Londra il 3,12%. Wall Street, che ieri aveva portato il Nasdaq a nuovi massimi, oggi risente dei timori degli investitori per una nuova ondata di contagi da coronavirus. I mercati riflettono anche la preoccupazione per una ripresa che appare meno vicina, alla luce delle nuove stime dell'Fmi secondo cui l'impatto del Covid-19 sarà peggio del previsto. La Borsa americana è così orientata alla peggior seduta da un paio di settimane: il Dow Jones cala di quasi il 2,9%, mentre il Nasdaq cede il 2,39 per cento.
Dopo aver chiuso ieri a 173, le spread tra Btp e Bund si ferma oggi a 171 punti base. Il rendimento del decennale italiano è all'1,249%.
Ricca l'agenda di giornata, oltre al già segnalato indice Ifo nel pomeriggio è arrivato l'aggiornamento delle stime di crescita elaborate dal Fondo Monetario Internazionale nel World Economic Outlook, con Washington che prevde per il nostro Paese una discesa del Pil che dovrebbe toccare il 12,8%. Continua intanto in Italia il lavoro sul decreto Rilancio, con l'audizione del ministro Gualtieri prevista in serata. Intanto, in Francia, la fiducia delle imprese ha fatto registrare un rimbalzo storico a giugno, raggiungendo i 78 punti. Resta un livello basso a causa della crisi del coronavirus, ma si tratta comunque della sua crescita mensile più forte dal suo lancio nel 1980.
Chiusura in leggero calo per la Borsa di Tokyo, questa mattina, dopo che la capitale giapponese ha annunciato 55 nuovi casi di coronavirus, il più alto da quando il paese ha revocato lo stato di emergenza nazionale. L'indice di riferimento Nikkei 225 è sceso dello 0,07 per cento, o 14,73 punti, per terminare a 22.534,32, mentre il più ampio indice Topix è sceso dello 0,42 per cento, o 6,64 punti, a 1.580,50. Contrastate le altre Borse asiatiche: Hong Kong in leggero calo, Shanghai timidamente in rialzo.
Un'altra seduta sotto i riflettori per l'oro: proseguono anche oggi gli acquisti sul metallo prezioso che ha aggiornato oggi i massimi da 8 anni, confermando un ritorno di avversione al rischio. Il metallo prezioso è salito fino a 1779 dollari l'oncia, un nuovo massimo dall'ottobre 2020, per poi tornare poco sotto quota 1770 dollari, in frazionale calo dello 0,05%. Anche ieri l'oro aveva puntato alla resistenza di 1800 dollari l'oncia per poi ripiegare leggermente.
Procedono in forte calo nel pomeriggio le quotazioni del petrolio, dopo la contrazione registrata già ieri. Il Wti, ieri in flessione dello 0,9% oggi arrivano a cedere quasi 5 punti percentuali a 38,37 dollari.