Il West End di Londra si sta preparando a diventare isola pedonale. Dal 4 luglio le strade che ora sono deserte si riempiranno dei tavolini di pub e ristoranti
Londra, il West End diventa pedonale. E i ristoranti potranno occupare strade e marciapiedi
di ALESSANDRO ALLOCCA
Al via il progetto che dal 4 luglio vedrà alcuni dei quartieri più famosi della capitale inglese liberi dalle auto. In attesa della riapertura dei teatri, da Covent Garden a Soho, da Mayfair a Marylebone, turisti e residenti potranno godersi una serata all'aria aperta
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Il West End di Londra si trasforma in una piazza all’italiana: strade chiuse al traffico delle auto, tavolini sui marciapiedi e lungo le vie, slalom dei camerieri per schivare i pedoni, musica dal vivo per intrattenere i clienti tra una pinta di birra e un hamburger. Effetti del coronavirus che stanno per dare una nuova immagine al quartiere più celebre della capitale inglese famoso per i suoi teatri ottocenteschi, i musical, tra i quali Les Miserables, il più longevo al mondo in scena da ben trentacinque anni, per le trasgressione dei night club di Soho dove Madonna si rifugia durante le sue capatine inglesi, e per offrire una panoramica di cibo e sapori da tutto il mondo, concentrata in pochi chilometri quadrati.
Tutto questo si era bloccato durante i mesi di lockdown, ma ora è pronto a tornare ai vecchi fasti, però con le restrizioni dettate dall’emergenza sanitaria. Il governo britannico ha deciso che dal 4 luglio Londra, così …
Il West End di Londra si trasforma in una piazza all’italiana: strade chiuse al traffico delle auto, tavolini sui marciapiedi e lungo le vie, slalom dei camerieri per schivare i pedoni, musica dal vivo per intrattenere i clienti tra una pinta di birra e un hamburger. Effetti del coronavirus che stanno per dare una nuova immagine al quartiere più celebre della capitale inglese famoso per i suoi teatri ottocenteschi, i musical, tra i quali Les Miserables, il più longevo al mondo in scena da ben trentacinque anni, per le trasgressione dei night club di Soho dove Madonna si rifugia durante le sue capatine inglesi, e per offrire una panoramica di cibo e sapori da tutto il mondo, concentrata in pochi chilometri quadrati.
Tutto questo si era bloccato durante i mesi di lockdown, ma ora è pronto a tornare ai vecchi fasti, però con le restrizioni dettate dall’emergenza sanitaria. Il governo britannico ha deciso che dal 4 luglio Londra, così come il resto del paese, potrà tornare ad accogliere clienti non solo per il take-away ma anche per il servizio ai tavoli. Insieme a ristoranti, caffetterie, fast food e pub potranno anche riaprire gallerie, musei e cinema. Ma non i teatri. Ancora presto per tornare in scena, troppo antiche le strutture che ospitano i musical per far rispettare il distanziamento sociale sia nel foyer che in platea e galleria. Ci vuole tempo per riorganizzare l’accoglienza degli spettatori. Ma il West End non può attendere, e non possono attendere neppure i titolari delle oltre 3.700 licenze tra ristorazione e intrattenimento, che hanno già subito un duro colpo nei passati mesi dalla chiusura forza.
Soprattutto ora che il turismo in entrata è ripartito grazie all’annullamento del periodo di quarantena obbligatoria che il governo di Boris Johnson aveva imposto a tutti coloro che dallo scorso 15 giugno giungevano in UK, con aereo, auto, treno o nave. Una scelta fatta da Downing Street pochi giorni fa, spinta prima di tutto dalle compagnie aeree che hanno reputato del tutto inutile la restrizione perché priva di basi scientifiche ai fini della limitazione dei contagi, e poi constatando che era difficile, per non dire impossibile, controllare che tutti rispettassero l'auto isolamento.
Questo del 4 luglio sarà quindi il primo weekend post lockdown durante il quale Londra potrà tornare a respirare, senza però poter contare sugli spettatori del West End che storicamente rappresentavano il flusso primario di clientela per tutti i ristoratori dell’area. Per compensare l’assenza di offerta dei musical che, secondo i maggiori produttori potrebbe tornare già entro la fine dell’anno, il Westminster Council, il “municipio” della zona, ha lanciato il progetto di chiudere alle auto parte del cuore di Londra, prendendo spunto proprio dalle piazze italiane.
Saranno in totale 47 le strade dei quartieri di Covent Garden, Soho, Mayfair e Marylebone che da sabato verranno interdette al passaggio dei mezzi a motore, tra le quali spiccano quelle di Haymarket Street, Jermyn Street, Baker Street, Chiltern Street e Wardour Street. Ai ristoratori è stato concesso di utilizzare i marciapiedi e le stesse strade per ampliare la capacità ricettiva, e per venire incontro al rispetto del distanziamento sociale di almeno 1 metro. In questo modo potranno contare su un maggiore turn over di clienti con il quale ridare ossigeno al proprio business. Si potranno organizzare anche dei piccoli spettacoli di intrattenimento, soprattutto musicali, per offrire un richiamo maggiore da associare alla già ricca offerta culinaria.
Il progetto ha trovato anche il favore dei numerosi uffici della zona, molti dei quali lavorano nel settore cinematografico, dato che la chiusura alle auto verrà attuata tutti i giorni a partire dalle 11 di mattina e fino a notte fonda, quindi ci sarà tutto il tempo per ricevere eventuali consegne da parte dei fattorini in scooter o minivan. Scattato l’orario di chiusura alle auto, il West End strizzerà l’occhio al resto d’Europa, sentendosi più vicino a città come Roma e al suo celebre Trastevere, a Milano con i suoi Navigli, a Barcellona e alla sua Las Ramblas o a Parigi con Rue De Buci. Londra potrà per la prima volta nella sua storia apprezzare la bellezza di un’isola pedonale, o “al fresco” come piace dire ai sudditi di sua maestà.