Atlantia crolla in Borsa nel giorno del vertice governo-Autostrade sulle concessioni
(ansa)
Il titolo della holding cede l'8% dopo che la Consulta ha dato ragione all'esecutivo sulla estromissione della società dei Benetton dai lavori di ricostruzione del Ponte Morandi. Una decisione che rafforza il Mit nel braccio di ferro con i gestori
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MILANO - L'alta pressione intorno ad Autostrade per l'Italia manda al tappeto la società che la controlla, la holding Atlantia che fa capo alla famiglia Benetton, in Piazza Affari (segui il titolo in diretta). Un brutto presagio mentre si tiene l'incontro al Mit con i rappresentanti del governo, nel quale si cerca un accordo sul tema delle concessioni autostradali con lo spauracchio - per l'azienda - di una revoca che è tornato ad aleggiare pesante sulla scena.
L'azione della holding arriva a perdere nove punti percentuali in mattinata, passando anche dalla sospensione di Borsa per eccesso di ribasso, e a fine giornata il passivo è dell'8%: paga gli sviluppi convulsi delle ultime ore. Molta la carne al fuoco sul dossier che riguarda le concessioni autostradali e che si è aperto a seguito della tragedia del Ponte Morandi, della quale ci apprestiamo a commemorare i due anni, con il successivo avvio della procedura di revoca da parte del governo.
Ieri la ministra delle Infrastrutture, Paola De Micheli, ha confermato l'atto spedito al sindaco e commissario Bucci in base al quale il nuovo viadotto sul Polcevera, che verrà consegnato ai primi di agosto, dovrà esser formalmente affidato ad Autostrade per l'Italia, in quanto concessionario del tratto autostradale. Un passaggio formale ineludibile che ha scatenato la bagarre politica. Ai prevedibili attacchi dell'opposizione si sono sommate le sparate interne alla maggioranza: i M5s hanno scandito che il ponte "non può tornare ai Benetton" (parola del capo politico, Crimi) e anche il Pd ha chiesto di chiudere in fretta la partita delle concessioni. Dalla Spagna, il premier Conte ha garantito che il fischio finale arriverà entro la fine della settimana.
Su questo clima bollente si è innestata la decisione della Consulta, alla quale si erano rivolti i tribunali amministrativi regionali, in merito al ricorso di Autostrade che lamentava di esser stata esclusa per decreto dalla ricostruzione del ponte. Un po' a sorpresa, la Corte ha dato ragione al governo sottolineando la circostanza assolutamente straordinaria (il post-crollo) nella quale è maturato il decreteto che ha estromesso Aspi dai lavori. Così facendo, ha dato al governo una carta in più nel braccio di ferro con la società per spuntare le condizioni richieste o arrivare davvero alla revoca delle concessioni. "La decisione della Corte di Cassazione è inaspettata ed indebolisce la posizione di Aspi nella negoziazione col governo. Per la società il raggiungimento di un accordo rimane importante in questa fase di incertezza per l'effetto Covid-19 sul traffico, l'elevato leverage ed il rating junk", commentano gli analisti di Equita. Concordano gli specialisti di Banca Akros, per i quali la decisione è chiaramente "una notizia negativa" sul titolo e potrebbe ostacolare una risoluzione del contenzioso nel breve periodo. "Il prezzo di vendita" della quota di cui Atlantia si dovrebbe liberare è l'ostacolo principale a una discesa dei Benetton nell'azionariato ma in ogni caso "la revoca rimane difficile e porterebbe a una lunga battaglia legale, con ripercussioni negative sugli investimenti sulla rete autostradale" gestita da Aspi.
Nel pomeriggio è previsto un vertice al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti sul tema delle concessioni autostradali: ci saranno i capi di gabinetto del Mit e del Mef, Alberto Stancanelli e Luigi Carbone e il segretario generale della Presidenza del Consiglio, Roberto Chieppa insieme ai vertici di Aspi. Il governo ha chiarito quel che vuole: oltre a sconti sulle tariffe e impegni sugli investimenti, il grosso ostacolo è la discesa di Atlantia dall'88% a una quota di minoranza di Autostrade. Prima dell'incontro è previsto anche un cda dell'azienda per fare il punto sulla delicata vicenda.