Btp futura, la marcia dei "piccoli" sul decennale che scommette sulla crescita
Vittoria Puledda , Raffaele Ricciardi , di VITTORIA PULEDDA e RAFFAELE RICCIARDILa domanda finale è stata pari a 6,13 miliardi, più della media delle precedenti edizioni del Btp Italia ad esclusione dell'ultimo collocamento record. Confermati i tassi minimi annunciati una settimana fa, il taglio medio degli ordini è intorno ai 35 mila euro ma circa il 64% è sotto i 20 mila euro
Milano. Un buon successo, non una marcia trionfale. La prima emissione del Btp Futura, un decennale che paga un premio alla scadenza agganciato alla crescita del Paese, ha raccolto complessivamente 6,13 miliardi.
Un risultato che impallidisce nel confronto con l'ultimo Btp Italia, che aveva registato sottoscrizioni per quasi 14 miliardi da parte del retail. Ma superiore alla media delle altre emissioni di Btp Italia: "Se si esclude l'ultimo caso straordinario, dal lancio del 2012 in avanti la raccolta media è stata di 5,3 miliardi", ricorda Pietro Bianculli, responsabile dei collocamenti obbligazionari sovrani in Unicredit. A conti fatti, per l'esperto l'operazione 'Futura' è dunque un segnale importante per il Tesoro: "Raccogliere oltre 6 miliardi su una scadenza poco amichevole per il retail è una indicazione forte. Unita al successo dell'ultimo Btp Italia, dà al Mef la consapevolezza di poter contare su un cana…
Un risultato che impallidisce nel confronto con l'ultimo Btp Italia, che aveva registato sottoscrizioni per quasi 14 miliardi da parte del retail. Ma superiore alla media delle altre emissioni di Btp Italia: "Se si esclude l'ultimo caso straordinario, dal lancio del 2012 in avanti la raccolta media è stata di 5,3 miliardi", ricorda Pietro Bianculli, responsabile dei collocamenti obbligazionari sovrani in Unicredit. A conti fatti, per l'esperto l'operazione 'Futura' è dunque un segnale importante per il Tesoro: "Raccogliere oltre 6 miliardi su una scadenza poco amichevole per il retail è una indicazione forte. Unita al successo dell'ultimo Btp Italia, dà al Mef la consapevolezza di poter contare su un cana…
Milano. Un buon successo, non una marcia trionfale. La prima emissione del Btp Futura, un decennale che paga un premio alla scadenza agganciato alla crescita del Paese, ha raccolto complessivamente 6,13 miliardi.
Un risultato che impallidisce nel confronto con l'ultimo Btp Italia, che aveva registato sottoscrizioni per quasi 14 miliardi da parte del retail. Ma superiore alla media delle altre emissioni di Btp Italia: "Se si esclude l'ultimo caso straordinario, dal lancio del 2012 in avanti la raccolta media è stata di 5,3 miliardi", ricorda Pietro Bianculli, responsabile dei collocamenti obbligazionari sovrani in Unicredit. A conti fatti, per l'esperto l'operazione 'Futura' è dunque un segnale importante per il Tesoro: "Raccogliere oltre 6 miliardi su una scadenza poco amichevole per il retail è una indicazione forte. Unita al successo dell'ultimo Btp Italia, dà al Mef la consapevolezza di poter contare su un canale di finanziamento alternativo importante".
Confermati i tassi minimi delle cedole annunciati prima del lancio del Btp: dunque, 1,15% per i primi quattro anni, poi una cedola dell'1,3% per i successivi tre anni e una cedola finale all'1,45%, per l'ultimo triennio. A scadenza, per chi avrà tenuto ininterrottamente il titolo dal collocamento al rimborso, ci sarà anche un bonus fedeltà minimo dell'1% e massimo del 3%, dipenderà dalla media della crescita del Pil nominale nel decennio.
Nel dettaglio di quest'ultima emissione, i contratti sottoscritti sono stati 174.318, con un valore medio per ordine poco sopra i 35 mila euro, mentre il "cugino" legato all'inflazione aveva avuto un taglio medio di 36 mila euro. Dunque, sottolineano con soddisfazione al Mef, si tratta di una domanda genuinamente retail: gli investitori accorsi a finanziare le casse pubbliche in vista della ripresa post Covid (le risorse sono destinate a questo scopo) sono piccoli risparmiatori, mentre la parte private è minoritaria (il 38%). Inoltre, circa il 64% degli ordini è stato di importo inferiore ai 20.000 euro, mentre se si considerano i contratti fino a 50.000 euro, si arriva circa all’89% del totale. Circa il 60% dei sottoscrittori non aveva comperato il Btp Italia.
"Proprio per la natura della domanda", ragiona Enrico Vaccari, responsabile della clientela istituzionale di Consultinvest, "suggerirei al Tesoro un correttivo: concedere più tempo tra l'annuncio e il periodo di collocamento. Quando si punta alla clientela retail, bisogna dare il tempo alle banche di contattare i clienti, lasciar trascorrere qualche giorno perché questi decidano di investire e quindi andare in filiale a confrontarsi e siglare la proposta".
Di un possibile bis dopo l'estate hanno già parlato apertamente gli esponenti del Mef. "Dipenderà dalle condizioni economiche complessive, dalle esigenze di finanziamento del Tesoro e dall'andamento dei tassi di interesse: se scenderanno ancora, potrebbe essere più difficile il collocamento di altri bond con queste caratteristiche", spiega Bianculli. La stima della ricerca di Unicredit è che, ad oggi, il Tesoro abbia coperto il 69% circa del suo fabbisogno per il 2020, senza contare eventuali rettifiche in corso d'opera che potrebbero emergere dall'esigenza, ad esempio, di finanziare nuovi sostegni al lavoro o alle attività economiche in uscita dall'emergenza sanitaria.
Marco Clerici, co-responsabile Investment Banking di Equita, rilancia la sfida oltre le mura di via XX Settembre "Noi auspichiamo che emissioni destinate al retail e distribuite attraverso la piattaforma Mot di Borsa, vengano prese in considerazione non solo da parte del Mef, ma anche dalle large corporate a partecipazione pubblica, che abbinerebbero così uno strumento di funding alternativo ad un messaggio importante di vicinanza ai risparmiatori e di sostegno all'economia italiana".
Restando per ora al Btp Futura, che potrà essere scambiato in Borsa a partire dal 14 luglio, ha il suo principale appeal nel bonus finale (il rendimento medio annuo nel durante, pari all'1,28%, è in linea con i tassi di mercato di un Btp classico di pari durata); chi lo ha sottoscritto ora non è vincolato a tenerlo fino alla fine, ma certo è questa la scelta più conveniente.
Un risultato che impallidisce nel confronto con l'ultimo Btp Italia, che aveva registato sottoscrizioni per quasi 14 miliardi da parte del retail. Ma superiore alla media delle altre emissioni di Btp Italia: "Se si esclude l'ultimo caso straordinario, dal lancio del 2012 in avanti la raccolta media è stata di 5,3 miliardi", ricorda Pietro Bianculli, responsabile dei collocamenti obbligazionari sovrani in Unicredit. A conti fatti, per l'esperto l'operazione 'Futura' è dunque un segnale importante per il Tesoro: "Raccogliere oltre 6 miliardi su una scadenza poco amichevole per il retail è una indicazione forte. Unita al successo dell'ultimo Btp Italia, dà al Mef la consapevolezza di poter contare su un canale di finanziamento alternativo importante".
Confermati i tassi minimi delle cedole annunciati prima del lancio del Btp: dunque, 1,15% per i primi quattro anni, poi una cedola dell'1,3% per i successivi tre anni e una cedola finale all'1,45%, per l'ultimo triennio. A scadenza, per chi avrà tenuto ininterrottamente il titolo dal collocamento al rimborso, ci sarà anche un bonus fedeltà minimo dell'1% e massimo del 3%, dipenderà dalla media della crescita del Pil nominale nel decennio.
Nel dettaglio di quest'ultima emissione, i contratti sottoscritti sono stati 174.318, con un valore medio per ordine poco sopra i 35 mila euro, mentre il "cugino" legato all'inflazione aveva avuto un taglio medio di 36 mila euro. Dunque, sottolineano con soddisfazione al Mef, si tratta di una domanda genuinamente retail: gli investitori accorsi a finanziare le casse pubbliche in vista della ripresa post Covid (le risorse sono destinate a questo scopo) sono piccoli risparmiatori, mentre la parte private è minoritaria (il 38%). Inoltre, circa il 64% degli ordini è stato di importo inferiore ai 20.000 euro, mentre se si considerano i contratti fino a 50.000 euro, si arriva circa all’89% del totale. Circa il 60% dei sottoscrittori non aveva comperato il Btp Italia.
"Proprio per la natura della domanda", ragiona Enrico Vaccari, responsabile della clientela istituzionale di Consultinvest, "suggerirei al Tesoro un correttivo: concedere più tempo tra l'annuncio e il periodo di collocamento. Quando si punta alla clientela retail, bisogna dare il tempo alle banche di contattare i clienti, lasciar trascorrere qualche giorno perché questi decidano di investire e quindi andare in filiale a confrontarsi e siglare la proposta".
Di un possibile bis dopo l'estate hanno già parlato apertamente gli esponenti del Mef. "Dipenderà dalle condizioni economiche complessive, dalle esigenze di finanziamento del Tesoro e dall'andamento dei tassi di interesse: se scenderanno ancora, potrebbe essere più difficile il collocamento di altri bond con queste caratteristiche", spiega Bianculli. La stima della ricerca di Unicredit è che, ad oggi, il Tesoro abbia coperto il 69% circa del suo fabbisogno per il 2020, senza contare eventuali rettifiche in corso d'opera che potrebbero emergere dall'esigenza, ad esempio, di finanziare nuovi sostegni al lavoro o alle attività economiche in uscita dall'emergenza sanitaria.
Marco Clerici, co-responsabile Investment Banking di Equita, rilancia la sfida oltre le mura di via XX Settembre "Noi auspichiamo che emissioni destinate al retail e distribuite attraverso la piattaforma Mot di Borsa, vengano prese in considerazione non solo da parte del Mef, ma anche dalle large corporate a partecipazione pubblica, che abbinerebbero così uno strumento di funding alternativo ad un messaggio importante di vicinanza ai risparmiatori e di sostegno all'economia italiana".
Restando per ora al Btp Futura, che potrà essere scambiato in Borsa a partire dal 14 luglio, ha il suo principale appeal nel bonus finale (il rendimento medio annuo nel durante, pari all'1,28%, è in linea con i tassi di mercato di un Btp classico di pari durata); chi lo ha sottoscritto ora non è vincolato a tenerlo fino alla fine, ma certo è questa la scelta più conveniente.