MILANO - Seduta in calo per le Borse europee all'indomani dall'accordo raggiunto a Bruxelles sul Recovery Fund. Ne beneficia ancora l'euro che in mattinata arriva a sfiorare quota 1,16 dollari e raggiunge il suo massimo da 18 mesi a questa parte a 1,1586. Tra i listini, Milano chiude a -0,6%, Londra cede l'1%, Francoforte cala dello 0,51%, Parigi scende dell'1,32%. Contrastata la sponda asiatica, dove Tokyo ha chiuso a -0,58%, alla vigilia di una festività lunga che durerà quattro giorni con le contrattazioni sospese, mentre Shanghai si ferma a +0,37%. Fiacca anche Wall Street che sconta anche le nuove tensioni tra Stati Uniti e Cina: quando l'Europa si avvia a conclusione degli scambi, il Dow Jones sale dello 0,25% mentre il Nasdaq perde lo 0,2%.
Giornata poco mossa per lo spread. Il differenziale Btp/Bund scende a 151 punti base rispetto ai 155 di fine giornata, ieri, con il rendimento del titolo decennale italiano all'1,04%.
Tra i dati macroeconomici, Eurostat ha messo oggi in evidenza come il rapporto/debito Pil sia schizzato al 137,6% dal 134,8% del quarto trimestre 2019. Un incremento nel solco di quanto avviene per l'intero continente visto che nel complesso dei Paesi dell'area euro si è passati dall'84,1 all'86,3% e nell'insieme Ue dal 77,7 al 79,5%. L'istituto di statistica ha quindi avvertito che l'impatto delle misure prese dai governi per contrastare l'emergenza Covid-19 "si farà sentire pienamente" solo nel secondo trimestre dell'anno
Sul fronte delle materie prime a spiccare è invece il balzo dell'oro, che sale ai massimi da nove anni. Il metallo con consegna immediata tocca i 1865 dollari l'oncia, vette che non si vedevano dal 2011. Rallenta invece la propria risalita il petrolio, dopo i rialzi di ieri legati all'intesa europea che hanno spinto gli investitori ad un maggiore ottimismo sulla ripresa della domanda globale. A spingere al ribasso le quotazioni oggi anche l'aumento a sorpresa delle scorte Usa di 4,9 milioni di barili a fronte di una flessione di 2,2 attesa. Nel pomeriggio i future sul greggio Wti arretrano dell'1,50% a 41,30 dollari e quelli sul Brent cedono lo 0,52% a 43,83 dollari.
Giornata poco mossa per lo spread. Il differenziale Btp/Bund scende a 151 punti base rispetto ai 155 di fine giornata, ieri, con il rendimento del titolo decennale italiano all'1,04%.
Tra i dati macroeconomici, Eurostat ha messo oggi in evidenza come il rapporto/debito Pil sia schizzato al 137,6% dal 134,8% del quarto trimestre 2019. Un incremento nel solco di quanto avviene per l'intero continente visto che nel complesso dei Paesi dell'area euro si è passati dall'84,1 all'86,3% e nell'insieme Ue dal 77,7 al 79,5%. L'istituto di statistica ha quindi avvertito che l'impatto delle misure prese dai governi per contrastare l'emergenza Covid-19 "si farà sentire pienamente" solo nel secondo trimestre dell'anno
Sul fronte delle materie prime a spiccare è invece il balzo dell'oro, che sale ai massimi da nove anni. Il metallo con consegna immediata tocca i 1865 dollari l'oncia, vette che non si vedevano dal 2011. Rallenta invece la propria risalita il petrolio, dopo i rialzi di ieri legati all'intesa europea che hanno spinto gli investitori ad un maggiore ottimismo sulla ripresa della domanda globale. A spingere al ribasso le quotazioni oggi anche l'aumento a sorpresa delle scorte Usa di 4,9 milioni di barili a fronte di una flessione di 2,2 attesa. Nel pomeriggio i future sul greggio Wti arretrano dell'1,50% a 41,30 dollari e quelli sul Brent cedono lo 0,52% a 43,83 dollari.