Economia

Le Borse di oggi, 23 luglio: i dati Usa sul lavoro frenano gli indici Ue. Lo spread torna ai livelli pre-Covid

Europa in rialzo in mattinatata, poi la frenata. Il rendimento del Btp decennale di nuovo sotto l'1%. Lagarde: " Da Ue risposta impressionante"

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MILANO - Le Borse europee chiudono deboli dopo una giornata prevalentemente a segno più, condizionati dall'andamento negativo di Wall Street. Sulla Borsa Usa pesano i dati deludenti arrivati dal mercato del lavoro, con l'aumento a sorpresa delle nuove richieste di sussidi di disoccupazione, risaliti la scorsa settimana a 1,41 milioni contro i 1,3 milioni di attesi.

Sono però i numeri complessivi a fornire una fotografia più nitida dello tsunami che si abbattuto sull'occupazione americana. Il numero complessivo dei lavoratori che ricevono sussidi di disoccupazione (il dato è aggiornato all'11 luglio) ha segna i 16,197 milioni di unità. In 17 settimane, le nuove richieste di sussidi sono state oltre 50 milioni. Per fare un confronto, prima dello scoppio della pandemia, le nuove richieste settimanali erano dell'ordine delle 200 mila unità alla settimana, ai minimi degli ultimi 50 anni.

Proprio guardando agli Usa era cominciata la giornata dei mercati influenzati da un lato dalle rinnovate tensioni tra Stati Uniti e Cina, con la chiusura del consolato cinese di Houston che ha suscitato malumori a Pechino, e dall'altro dai passi in avanti al Congresso sul nuovo piano di stimoli per l'economia statunitense.

I mercati sembrano avere ormai invece digerito l'accordo raggiunto a Bruxelles sul Recovery Fund. Un'intesa su cui oggi sono arrivate le parole di apprezzamento della presidente della Bce Christine Lagarde: "La risposta dell'Europa alla crisi è stata impressionante", ha detto riferendosi all'intero "arsenale" messo a punto dalla istituzioni europee.

In questo clima di incertezza le Borse europee si fermano quindi in ordine sparso. Milano chiude a -0,7%,  Londra guadagna lo 0,1%, Francoforte scende dello 0,04% e Parigi dello 0,07%. Deboli i listini sul fronte asiatico, dove Tokyo resterà chiusa fino a lunedì. Tra le valute si stabilizza l'euro, dopo avere sfondato quota 1,16 dollari e avere toccato i massimi da 18 mesi. La divisa europea viene scambiata in chiusura in Europa a 1,1588 dollari.

In discesa lo spread. Il differenziale cala sotto quota 150 punti e chiude a 146, rivedendo i livelli pre-pandemia, con il rendimento del titolo decennale che torna sotto l'1% per la prima volta da febbraio allo 0,98%.

Tra le materie prime, in lieve calo il petrolio. I contratti sul greggio Wti registrano un calo dello 0,6% a 41,65 dollari al barile, mentre queli sul Brent scendono dello 0,93% a 43,88 dollari. Si avvicina ai nuovi massimi da 9 anni l'oro: il lingotto guadagna ancora lo 0,1% a 1.872 dollari l'oncia. Dall'inizio dell'anno le quotazioni del metallo sono salite di oltre il 23%.