È da anni il nome e il volto più noto dell'Usb, il sindacato che per primo ha raccolto istanze e grida di dolore di braccianti, precari, rider e lavoratori della logistica. Ma adesso Aboubakar Soumahoro ha deciso di iniziare a camminare da solo. Con una stringata lettera indirizzata ai vertici dell'organizzazione, ha detto addio al suo percorso da funzionario senza lasciar spazio a possibili ripensamenti. "Per me - ha scritto - è giunto il momento di meditare camminando per la stessa nobile e alta causa di difendere le lavoratrici, i lavoratori e gli invisibili schiacciati dalla precarietà e dalla vulnerabilità".
Ivoriano di nascita, da decenni ormai in Italia, Soumahoro è divenuto volto noto sull'onda della mobilitazione dei braccianti seguita all'omicidio di Soumaila Sacko, delegato dell'Usb ucciso a colpi di fucile nella piana di Gioia Tauro il 2 giugno del 2018. Un delitto efferato, che per la prima volta dalla rivolta di Rosarno del 2010, ha portato alla ribalta nazionale la piaga del lavoro nero nei campi e dato il via ad un'ondata di mobilitazioni guidate dall'Usb in Calabria come altrove, con Soumahoro come pubblico alfiere. Adesso però le strade del sindacato e del suo più noto rappresentante si sono divise. E la separazione sembra tutto fuorché consensuale.
"Il mio cammino nell'Usb è giunto irrevocabilmente a termine" scrive per giustificare le sue immediate dimissioni da ogni incarico. "Ci sono momenti in cui bisogna saper meditare camminando, soprattutto - si legge nella missiva - se c'è in gioco la miseria, l'umiliazione e l'alienazione di donne e di uomini schiacciati da un sistema economico che genera disuguaglianze, sfruttamento e marginalità". Un sentiero esterno agli argini del sindacato, dicono fonti interne, che Soumahoro avrebbe iniziato a percorrere da tempo. E non senza aver procurato malumori all'interno dell'organizzazione in cui è cresciuto come sindacalista. Soprattutto negli ultimi mesi.
Fondatore della "Lega dei braccianti", un'associazione nata e cresciuta all'esterno dell'Usb nei mesi del lockdown, il sindacalista già nel corso della pandemia si è fatto promotore di una serie di iniziative e raccolte fondi autonome - e soprattutto come tali raccontate - rispetto al percorso della sua organizzazione. Nello stesso periodo sarebbe maturato un avvicinamento al movimento delle Sardine ed un assestamento su posizioni fin troppo moderate - dicono i suoi ex compagni di strada - per la linea del sindacato in cui è cresciuto. Secondo indiscrezioni, la goccia che avrebbe fatto traboccare il vaso sarebbe stata la sua partecipazione agli Stati popolari del 5 luglio scorso, quando dal palco Soumahoro ha pubblicamente ammainato la bandiera del conflitto sociale per "la costruzione di un'egemonia culturale degli invisibili".
Una linea per nulla condivisa all'interno dell'organizzazione, che proprio in quei giorni ragionava su un nuovo sciopero nelle campagne per tentare di allargare le maglie del provvedimento di regolarizzazione dei braccianti inserito nel decreto Rilancio. Da allora, Soumahoro e l'Usb sarebbero arrivati ai ferri corti, trasformatisi in rottura definitiva dopo l'incontro di qualche giorno fa - che il sindacato pare abbia appreso dai social - con il ministro dell'Interno Luciana Lamorgese. E mentre Usb già lavora per serrare i ranghi con assemblee nelle campagne previste già nel week end, è mistero su cosa abbia intenzione di fare il suo ormai ex volto pubblico. Il suo avvicinamento alle Sardine è ormai cosa nota. Ma se questo sfocerà in un incarico ufficiale è storia ancora da scrivere.
Ivoriano di nascita, da decenni ormai in Italia, Soumahoro è divenuto volto noto sull'onda della mobilitazione dei braccianti seguita all'omicidio di Soumaila Sacko, delegato dell'Usb ucciso a colpi di fucile nella piana di Gioia Tauro il 2 giugno del 2018. Un delitto efferato, che per la prima volta dalla rivolta di Rosarno del 2010, ha portato alla ribalta nazionale la piaga del lavoro nero nei campi e dato il via ad un'ondata di mobilitazioni guidate dall'Usb in Calabria come altrove, con Soumahoro come pubblico alfiere. Adesso però le strade del sindacato e del suo più noto rappresentante si sono divise. E la separazione sembra tutto fuorché consensuale.
"Il mio cammino nell'Usb è giunto irrevocabilmente a termine" scrive per giustificare le sue immediate dimissioni da ogni incarico. "Ci sono momenti in cui bisogna saper meditare camminando, soprattutto - si legge nella missiva - se c'è in gioco la miseria, l'umiliazione e l'alienazione di donne e di uomini schiacciati da un sistema economico che genera disuguaglianze, sfruttamento e marginalità". Un sentiero esterno agli argini del sindacato, dicono fonti interne, che Soumahoro avrebbe iniziato a percorrere da tempo. E non senza aver procurato malumori all'interno dell'organizzazione in cui è cresciuto come sindacalista. Soprattutto negli ultimi mesi.
Fondatore della "Lega dei braccianti", un'associazione nata e cresciuta all'esterno dell'Usb nei mesi del lockdown, il sindacalista già nel corso della pandemia si è fatto promotore di una serie di iniziative e raccolte fondi autonome - e soprattutto come tali raccontate - rispetto al percorso della sua organizzazione. Nello stesso periodo sarebbe maturato un avvicinamento al movimento delle Sardine ed un assestamento su posizioni fin troppo moderate - dicono i suoi ex compagni di strada - per la linea del sindacato in cui è cresciuto. Secondo indiscrezioni, la goccia che avrebbe fatto traboccare il vaso sarebbe stata la sua partecipazione agli Stati popolari del 5 luglio scorso, quando dal palco Soumahoro ha pubblicamente ammainato la bandiera del conflitto sociale per "la costruzione di un'egemonia culturale degli invisibili".
Una linea per nulla condivisa all'interno dell'organizzazione, che proprio in quei giorni ragionava su un nuovo sciopero nelle campagne per tentare di allargare le maglie del provvedimento di regolarizzazione dei braccianti inserito nel decreto Rilancio. Da allora, Soumahoro e l'Usb sarebbero arrivati ai ferri corti, trasformatisi in rottura definitiva dopo l'incontro di qualche giorno fa - che il sindacato pare abbia appreso dai social - con il ministro dell'Interno Luciana Lamorgese. E mentre Usb già lavora per serrare i ranghi con assemblee nelle campagne previste già nel week end, è mistero su cosa abbia intenzione di fare il suo ormai ex volto pubblico. Il suo avvicinamento alle Sardine è ormai cosa nota. Ma se questo sfocerà in un incarico ufficiale è storia ancora da scrivere.