Oro record per l'incertezza Covid, ma l'argento corre ancora di più: la spinta dell'industria verde
Ettore Livini , di ETTORE LIVINIIl metallo giallo supera i picchi del 2011 e si avvicina alla soglia di 2 mila dollari all'oncia. Ma il suo cugino 'povero' è protagonista di un recupero ancor più marcato dai minimi della crisi pandemica: investitori professionali e filiere di pannelli solari, batterie & Co. stanno facendo la differenza
Milano. Non è tutto oro quello che luccica. Anzi. In questo 2020 molto volatile sui mercati, l'argento brilla - a livello di performance - quasi più del "cugino" più ricco e famoso di lui. Il metallo giallo, intendiamoci, gode ottima salute: oggi ha superato i 1.930 all'oncia, il massimo storico, e secondo gli analisti il raggiungimento di quota 2 mila dollari sarebbe solo questione di tempo. Il parente povero però - come è capitato spesso successo durante i mesi della pandemia - ha fatto ancora meglio di lui, guadagnando un altro 2% a 24 dollari l'oncia. E' il massimo dal 2016 e più del doppio (+115%) dei minimi toccati a marzo, contro il quasi + 30% dell'oro.
Il boom dell'argento, dicono gli esperti di mercato, ha due spiegazioni semplici: una è la forte domanda finanziaria di metalli preziosi legata all'incertezza dei mercati, lo stesso fattore che ha innescato il rialzo dell'oro: gli invest…
Il boom dell'argento, dicono gli esperti di mercato, ha due spiegazioni semplici: una è la forte domanda finanziaria di metalli preziosi legata all'incertezza dei mercati, lo stesso fattore che ha innescato il rialzo dell'oro: gli invest…
Milano. Non è tutto oro quello che luccica. Anzi. In questo 2020 molto volatile sui mercati, l'argento brilla - a livello di performance - quasi più del "cugino" più ricco e famoso di lui. Il metallo giallo, intendiamoci, gode ottima salute: oggi ha superato i 1.930 all'oncia, il massimo storico, e secondo gli analisti il raggiungimento di quota 2 mila dollari sarebbe solo questione di tempo. Il parente povero però - come è capitato spesso successo durante i mesi della pandemia - ha fatto ancora meglio di lui, guadagnando un altro 2% a 24 dollari l'oncia. E' il massimo dal 2016 e più del doppio (+115%) dei minimi toccati a marzo, contro il quasi + 30% dell'oro.
Il boom dell'argento, dicono gli esperti di mercato, ha due spiegazioni semplici: una è la forte domanda finanziaria di metalli preziosi legata all'incertezza dei mercati, lo stesso fattore che ha innescato il rialzo dell'oro: gli investimenti in Etf, i derivati legati a questa materia prima, sono cresciuti da inizio anno di un corrispettivo di 196 milioni di once, molto più del record annuale di 149 milioni del 2009. Non solo: la domanda di monete e lingotti è salita del 60%. Un altro segno di come molti risparmiatori - anche professionali - siano a caccia di beni alternativi in cui parcheggiare la liquidità in un mondo condizionato non solo dalla pandemia ma anche dalle crescenti tensioni geopolitiche tra Cina e Usa e nel Mediterraneo.
Lo sprint dell'argento ha però una ragione in più: il 55% della produzione, molto più dell'oro, è assorbito dall'industria. E l'onda verde di investimenti prevista in Europa potrebbe far lievitare di molto la richiesta per prodotti come i pannelli solari fotovoltaici, le batterie, le pale eoliche e i circuiti elettronici di controllo di cui è uno dei componenti fondamentali. Una domanda che potrebbe allargarsi ancora se alle presidenziali americane di novembre dovesse vincere Joe Biden. Un progresso che basta ampiamente a compensare il calo della richiesta nel mondo della fotografia e nella gioielleria, settore che assorbe oggi solo il 20% della produzione mondiale e puntellato dalla flessione della produzione (-1.3%, quarto anno di flessione consecutiva) per i problemi di qualità nelle miniere di Messico e Perù.
A giustificare la performance brillante dell'argento, dicono gli analisti, c'è anche un fattore tecnico: oggi - dati alla mano - è sottovalutato rispetto all'oro: il rapporto tra i prezzi - malgrado la forbice si sia ristretta nel 2020 - viaggia oggi attorno agli 84 punto contro la media storica di 60. E storicamente nei periodi in cui "tirano" di più i beni rifugio, l'argento tende a far sempre meglio del parente più pregiato.
Il boom dell'argento, dicono gli esperti di mercato, ha due spiegazioni semplici: una è la forte domanda finanziaria di metalli preziosi legata all'incertezza dei mercati, lo stesso fattore che ha innescato il rialzo dell'oro: gli investimenti in Etf, i derivati legati a questa materia prima, sono cresciuti da inizio anno di un corrispettivo di 196 milioni di once, molto più del record annuale di 149 milioni del 2009. Non solo: la domanda di monete e lingotti è salita del 60%. Un altro segno di come molti risparmiatori - anche professionali - siano a caccia di beni alternativi in cui parcheggiare la liquidità in un mondo condizionato non solo dalla pandemia ma anche dalle crescenti tensioni geopolitiche tra Cina e Usa e nel Mediterraneo.
Lo sprint dell'argento ha però una ragione in più: il 55% della produzione, molto più dell'oro, è assorbito dall'industria. E l'onda verde di investimenti prevista in Europa potrebbe far lievitare di molto la richiesta per prodotti come i pannelli solari fotovoltaici, le batterie, le pale eoliche e i circuiti elettronici di controllo di cui è uno dei componenti fondamentali. Una domanda che potrebbe allargarsi ancora se alle presidenziali americane di novembre dovesse vincere Joe Biden. Un progresso che basta ampiamente a compensare il calo della richiesta nel mondo della fotografia e nella gioielleria, settore che assorbe oggi solo il 20% della produzione mondiale e puntellato dalla flessione della produzione (-1.3%, quarto anno di flessione consecutiva) per i problemi di qualità nelle miniere di Messico e Perù.
A giustificare la performance brillante dell'argento, dicono gli analisti, c'è anche un fattore tecnico: oggi - dati alla mano - è sottovalutato rispetto all'oro: il rapporto tra i prezzi - malgrado la forbice si sia ristretta nel 2020 - viaggia oggi attorno agli 84 punto contro la media storica di 60. E storicamente nei periodi in cui "tirano" di più i beni rifugio, l'argento tende a far sempre meglio del parente più pregiato.