Decreto agosto, gli sgravi per il Sud arrivano fino all'Umbria
Flavio Bini, di FLAVIO BINIIl dettaglio nella relazione tecnica. Il maxi taglio che prevede lo sconto del 30% dei contributi per tutti i dipendenti riguarderà anche Sicilia, Sardegna, Calabria, Puglia, Basilicata e Campania, Abruzzo e Molise. Coinvolti fino a 3 milioni di lavoratori. Per lo Stato una spesa di 1,2 miliardi. Ma per il momento la misura è finanziata solo fino a fine anno
MILANO - Dove comincia il Sud? Stando al perimetro fissato dal decreto agosto, più o meno all'altezza del confine umbro-toscano. Questo si evince almeno dalla relazione tecnica del provvedimento appena bollinato dalla Ragioneria di Stato e che tra le misure più importante prevede appunto la "Decontribuzione Sud", uno sconto del 30% dei contributi per tutti i dipendenti nelle aree più svantaggiate del Paese. Nei fatti un taglio del costo del lavoro per le imprese.
La misura, si legge nel testo dell'articolo 27, è destinata infatti alle "regioni che nel 2018 presentavano un prodotto interno lordo pro capite inferiore al 75 per cento della media EU27 o comunque compreso tra il 75 per cento e il 90 per cento, e un tasso di occupazione inferiore alla media nazionale". Quali? La relazione che quantifica il costo per le casse pubbliche dell'intervento svela l'elenco: Sicilia, Sardegna, Calabria, Puglia, Basilicata e Campania, A…
La misura, si legge nel testo dell'articolo 27, è destinata infatti alle "regioni che nel 2018 presentavano un prodotto interno lordo pro capite inferiore al 75 per cento della media EU27 o comunque compreso tra il 75 per cento e il 90 per cento, e un tasso di occupazione inferiore alla media nazionale". Quali? La relazione che quantifica il costo per le casse pubbliche dell'intervento svela l'elenco: Sicilia, Sardegna, Calabria, Puglia, Basilicata e Campania, A…
MILANO - Dove comincia il Sud? Stando al perimetro fissato dal decreto agosto, più o meno all'altezza del confine umbro-toscano. Questo si evince almeno dalla relazione tecnica del provvedimento appena bollinato dalla Ragioneria di Stato e che tra le misure più importante prevede appunto la "Decontribuzione Sud", uno sconto del 30% dei contributi per tutti i dipendenti nelle aree più svantaggiate del Paese. Nei fatti un taglio del costo del lavoro per le imprese.
La misura, si legge nel testo dell'articolo 27, è destinata infatti alle "regioni che nel 2018 presentavano un prodotto interno lordo pro capite inferiore al 75 per cento della media EU27 o comunque compreso tra il 75 per cento e il 90 per cento, e un tasso di occupazione inferiore alla media nazionale". Quali? La relazione che quantifica il costo per le casse pubbliche dell'intervento svela l'elenco: Sicilia, Sardegna, Calabria, Puglia, Basilicata e Campania, Abruzzo e Molise. E Umbria.
Estensione geografica a parte, la relazione fornisce anche qualche dettaglio in più sulla platea dei lavoratori coinvolti, circa 3 milioni. Per lo Stato si dovrebbe tradurre in un costo (al netto degli effetti fiscali) di circa 1,2 miliardi tra 2020 e 2021. Un costo però che vale soltanto per gli ultimi tre mesi dell'anno. Il provvedimento di legge invece indica che infatti chiaramente che l'agevolazione è in vigore dal "1 ottobre 2020 al 31 dicembre 2020". Per proseguire, dal primo gennaio, servirà una nuova norma. E, soprattutto, nuove risorse.
La misura, si legge nel testo dell'articolo 27, è destinata infatti alle "regioni che nel 2018 presentavano un prodotto interno lordo pro capite inferiore al 75 per cento della media EU27 o comunque compreso tra il 75 per cento e il 90 per cento, e un tasso di occupazione inferiore alla media nazionale". Quali? La relazione che quantifica il costo per le casse pubbliche dell'intervento svela l'elenco: Sicilia, Sardegna, Calabria, Puglia, Basilicata e Campania, Abruzzo e Molise. E Umbria.
Estensione geografica a parte, la relazione fornisce anche qualche dettaglio in più sulla platea dei lavoratori coinvolti, circa 3 milioni. Per lo Stato si dovrebbe tradurre in un costo (al netto degli effetti fiscali) di circa 1,2 miliardi tra 2020 e 2021. Un costo però che vale soltanto per gli ultimi tre mesi dell'anno. Il provvedimento di legge invece indica che infatti chiaramente che l'agevolazione è in vigore dal "1 ottobre 2020 al 31 dicembre 2020". Per proseguire, dal primo gennaio, servirà una nuova norma. E, soprattutto, nuove risorse.