MILANO - Le Borse europee ripartono in calo dopo che dai verbali dell'ultima riunione del commitato di politica monetaria della Fed sono emersi preoccupazioni sulla ripresa dell'economia Usa, temperando l'ottimismo maturato negli investitori dopo una serie di dati macroeconomici positivi arrivati dal Paese. Secondo il comitato "l'attuale crisi peserà duramente sull'attività economica, sull'occupazione e sull'inflazione nel breve periodo, ponendo rischi considerevoli all'outlook economico di medio termine". Non contribuisce a migliorare l'umore degli investitori l'aggiornamento settimanale delle richieste di sussidi, risalite a 1,1 milioni, peggio dei 920 mila attesi dagli analisti.
Un tono di preoccupazione analogo a quello della Fed si registra tra i membri del consiglio direttivo della Bce, stano ai verbali dell'ultima riunione del board pubblicati oggi, secondo cui "la
ripresa nell'Eurozona, resta disomogenea e parziale".
Dal fronte internazionale non arrivano però soltanto indicazioni preoccupanti e si apre ad esempio qualche spiraglio snel confronto tra Stati Uniti e Cina in tema commerciale. Dopo l'annullamento dell'atteso confronto lo scorso fine settimana, il portavoce del ministero del Commercio di Pechino, Gao Feng, ha detto che i due Paesi hanno concordato di tenere colloqui telefonici sul commercio "nei prossimi giorni" al fine di "valutare i progressi finora compiuti nella 'fase 1'" dell'accordo siglato il 15 gennaio.
Milano cede l'1,44%, Londra cede l'1,57%, Francoforte l'1,16% e Parigi lo 1,33%. Giù anche Wall Street che accoglie negativamente anche il dato sotto le aspettative dell'indice dell'attività manifatturiera della Fed di Philadelphia, che si attesta a lugòio a +17,2 punti contro i 20 attesi. Verso la chiusura degli scambi europei il Dow Jones perde l'1,44% e il Nasdaq l'1,22%. Seduta debole anche in Asia, con Tokyo che ha chiuso a -1%.
Sul mercato dei cambi l'euro non si muove molto lontano dalla chiusura di ieri sera a New York, a 1839 dollari. Sullo yen la moneta unica è stabile a quota 125,62. In lieve rialzo lo spread: il differenziale Btp/Bund si ferma a 140 punti, con un rendimento per i Btp decennali pari allo 0,91%.
Rallenta ancora l'oro, a 1930 dollari l'oncia e anche il petrolio è in lieve calo. Il greggio Wti scende a New York dello 0,6% a 42,61 dollari.
Un tono di preoccupazione analogo a quello della Fed si registra tra i membri del consiglio direttivo della Bce, stano ai verbali dell'ultima riunione del board pubblicati oggi, secondo cui "la
ripresa nell'Eurozona, resta disomogenea e parziale".
Dal fronte internazionale non arrivano però soltanto indicazioni preoccupanti e si apre ad esempio qualche spiraglio snel confronto tra Stati Uniti e Cina in tema commerciale. Dopo l'annullamento dell'atteso confronto lo scorso fine settimana, il portavoce del ministero del Commercio di Pechino, Gao Feng, ha detto che i due Paesi hanno concordato di tenere colloqui telefonici sul commercio "nei prossimi giorni" al fine di "valutare i progressi finora compiuti nella 'fase 1'" dell'accordo siglato il 15 gennaio.
Milano cede l'1,44%, Londra cede l'1,57%, Francoforte l'1,16% e Parigi lo 1,33%. Giù anche Wall Street che accoglie negativamente anche il dato sotto le aspettative dell'indice dell'attività manifatturiera della Fed di Philadelphia, che si attesta a lugòio a +17,2 punti contro i 20 attesi. Verso la chiusura degli scambi europei il Dow Jones perde l'1,44% e il Nasdaq l'1,22%. Seduta debole anche in Asia, con Tokyo che ha chiuso a -1%.
Sul mercato dei cambi l'euro non si muove molto lontano dalla chiusura di ieri sera a New York, a 1839 dollari. Sullo yen la moneta unica è stabile a quota 125,62. In lieve rialzo lo spread: il differenziale Btp/Bund si ferma a 140 punti, con un rendimento per i Btp decennali pari allo 0,91%.
Rallenta ancora l'oro, a 1930 dollari l'oncia e anche il petrolio è in lieve calo. Il greggio Wti scende a New York dello 0,6% a 42,61 dollari.