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Londra vende Borsa italiana. Si parte con l’offerta per Mts, il mercato dei titoli di Stato

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MILANO - Il processo di cessione di Mts, la piattaforma che gestisce gli scambi sul debito pubblico italiano, è ormai entrato nel vivo. È probabile che sia solo la prima mossa di una partita che poi dovrebbe coinvolgere anche Borsa spa (insieme alle altre controllate come Cassa Compensazione e Montetitoli), con il secondo giro di offerte da presentare l’11 settembre.

In realtà queste date, come quella di ieri per Mts, non sono scritte nella pietra, trattandosi di offerte non vincolanti da recapitare al venditore Lse. La Borsa di Londra è in attesa dell’autorizzazione dell’Antitrust europeo al matrimonio con Refinitiv e anzi proprio per anticipare i rimedi che le verranno chiesti ha messo in vendita Mts e ha dato disponibilità a valutare la cessione dell’intera Borsa. È possibile che venda l’intera partecipazione anche senza un obbligo Antitrust, anche perché il governo italiano è contrario allo &ldq…
MILANO - Il processo di cessione di Mts, la piattaforma che gestisce gli scambi sul debito pubblico italiano, è ormai entrato nel vivo. È probabile che sia solo la prima mossa di una partita che poi dovrebbe coinvolgere anche Borsa spa (insieme alle altre controllate come Cassa Compensazione e Montetitoli), con il secondo giro di offerte da presentare l’11 settembre.

In realtà queste date, come quella di ieri per Mts, non sono scritte nella pietra, trattandosi di offerte non vincolanti da recapitare al venditore Lse. La Borsa di Londra è in attesa dell’autorizzazione dell’Antitrust europeo al matrimonio con Refinitiv e anzi proprio per anticipare i rimedi che le verranno chiesti ha messo in vendita Mts e ha dato disponibilità a valutare la cessione dell’intera Borsa. È possibile che venda l’intera partecipazione anche senza un obbligo Antitrust, anche perché il governo italiano è contrario allo “spezzatino”.

Ieri non ci sono state conferme ufficiali ma tutto fa pensare che l’offerta congiunta Cdp-Euronext, la federazione di Borse europee che ha il suo fulcro in Francia, sia stata effettivamente presentata. La base d’asta dovrebbe muoversi all’interno di una valutazione di Mts intorno ai 550-600 milioni, ma Lse è proprietaria solo del 62,5% del capitale. Gli altri soggetti attesi sono Deutsche Borse, la svizzera Six, che ha appena acquisito (a caro prezzo) la Borsa di Madrid, e infine il Nasdaq, che comprende anche una serie di mercati nordeuropei, dalla Svezia alla Norvegia, alla Danimarca e l’Islanda. Nessuno ha ufficialmente confermato di essersi fatto avanti ma in questa fase sono offerte non impegnative, solo per marcare un interesse alla partita; è probabile che siano in arrivo più manifestazioni.

L’interesse, da parte italiana, è molto forte, anche sul versante politico. La disponibilità a vendere da parte di Lse viene vista come una splendida occasione per riportare in Italia - meglio se all’interno di una cordata di respiro europeo - l’intera infrastruttura dei mercati. E, in primis, Mts, che gestisce il debito pubblico italiano e utilizza tecnologia Sia (controllata all’88% da Cdp). Non a caso la Cassa è stata individuata fin dal primo momento come l’investitore istituzionale privilegiato per intervenire in questo tipo di operazione. È ragionevole che partecipi ancora insieme ad Euronext alla prossima tornata - quella che almeno nelle intenzioni del governo italiano dovrebbe essere l’unica vera - che vedrà le offerte per l’intero gruppo; magari insieme ad Intesa e ad altri investitori istituzionali.