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Le assicurazioni battono il Covid: le compagnie vincono la guerra dei prezzi

Un effetto della pandemia è di aver visto crescere i risarcimenti ma anche le tariffe delle polizze. Tanto che adesso, secondo il Financial Times, gli assicuratori scommettono su una stagione di ritorni più alti
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MILANO - Non tutti i mali vengono per nuocere. Nemmeno in campo finanziario. E' quanto sembrano dimostrare i primi conti - e le stime di settore - sulle compagnie assicurative: il Coronavirus si sta dimostrando un buon alleato delle polizze, ad onta dei primi - fondati - timori sul fatto che sarebbero aumentati anche in modo sostenuto le richieste danni (su alcuni settori) e diminuiti i premi sottoscritti (per esempio nell'auto, per la diminuzione delle immatricolazioni). Quello che però era stato tenuto in minor conto è che l'andamento sarebbe stato accompagnato anche da una maggiore richiesta di coperture - quindi più polizze - e soprattutto da un maggior livello delle tariffe. Insomma, qualcosa che rassomiglia ad un affare. Tanto che ora le assicurazioni scommettono su ritorni più alti e su aumenti di prezzi duraturi.

Non a caso, segnala una lunga analisi del Financial Times sul settore c'è stato un deciso afflusso di capitali, da…
MILANO - Non tutti i mali vengono per nuocere. Nemmeno in campo finanziario. E' quanto sembrano dimostrare i primi conti - e le stime di settore - sulle compagnie assicurative: il Coronavirus si sta dimostrando un buon alleato delle polizze, ad onta dei primi - fondati - timori sul fatto che sarebbero aumentati anche in modo sostenuto le richieste danni (su alcuni settori) e diminuiti i premi sottoscritti (per esempio nell'auto, per la diminuzione delle immatricolazioni). Quello che però era stato tenuto in minor conto è che l'andamento sarebbe stato accompagnato anche da una maggiore richiesta di coperture - quindi più polizze - e soprattutto da un maggior livello delle tariffe. Insomma, qualcosa che rassomiglia ad un affare. Tanto che ora le assicurazioni scommettono su ritorni più alti e su aumenti di prezzi duraturi.

Non a caso, segnala una lunga analisi del Financial Times sul settore c'è stato un deciso afflusso di capitali, da parte di investitori istituzionali, fondi pensione, private equity. Il ragionamento è stato proprio che ci sarà spazio per nuovi business assicurativi, a prezzi crescenti. Altre compagnie hanno messo fieno in cascina direttamente, con ricapitalizzazioni ed emissioni obbligazionarie, per essere pronte a sfruttare l'onda. Con possibilità di crescita organica e di acquisizioni.

Secondo il broker riassicurativo Willis Re sono già stati raccolti 13 miliardi di dollari. Gli esempi si sprecano, in varie direzioni: ad esempio Muniche Re, la più grande compagnia di riassicurazione al mondo, ha sospeso il suo programma di riacquisto azioni anche per avere più fieno in cascina, per dedicarsi a nuovi segmenti di business a prezzi più alti. Un atteggiamento prudenziale che certo punta a far fronte alle maggiori richieste di risarcimenti da una serie di attività - cancellazione di eventi, turismo, biglietti aerei, manifestazioni fieristiche - bloccate dal coronavirus. Ma anche a maggiori investimenti.

Del resto nel settore assicurativo è una costante: a fronte di maggiori uscite per eventi catastrofali, la reazione del settore è stata spesso l'aumento delle tariffe. Secondo il broker assicurativo Marsh, i prezzi delle polizze del ramo danni sono saliti mediamente del 19% nel secondo trimestre del 2020, dopo un rialzo del 14 nei primi tre mesi dell'anno. "I clienti hanno capito perfettamente che le perdite subite dal settore necessitano di un aggiustamento dei pezzi" delle polizze, ha spiegato recentemente Mario Greco, numero uno di Zurich.

I segnali di crescita sono diversi. Ad esempio Fitch, analizzando il settore assicurativo americano, ritiene che il ramo malattie (quindi danni) avrà un andamento vivace. Non solo: secondo un report di ResearchAndMarkets.com il mercato mondiale delle assicurazioni viaggio raddoppierà in meno di un decennio, passando dai 19,24 miliardi del 2019 ai $ 37 miliardi del 2027, crescendo a un tasso di crescita annuo dell'8,6% dal 2020 al 2027. La pandemia ha dimostrato che il settore dei viaggi - per turismo o per lavoro - può causare forti perdite, quindi è consigliabile assicurarsi. Un altro settore di forte accelerazione è quello digitale, anche nelle assicurazioni. Così le aziende di InsurTech hanno raccolto 1,56 miliardi di dollari nel secondo trimestre del 2020 con una crescita del 71% rispetto al primo trimestre dell'anno.

Alla fine, però, l'ottimismo sulle tariffe va raffrontato con il realismo dell'andamento del ciclo economico: se infatti la recessione morderà troppo, anche la domanda di maggiore protezione - soprattutto da parte delle aziende - si scontrerà con le difficoltà di pagarsi coperture maggiori. I prossimi mesi funzioneranno da cartina di tornasole.