Economia

Fatturato e ordini delle industrie in ripresa a giugno, ma restano lontani i livelli pre-Covid

Il fatturato è salito del 13,4% su maggio, gli ordinativi del 23,4%. Ma nella media del trimestre restiamo ancora di quasi un quarto sotto i livelli del primo periodo dell'anno. Nel raffronto con il giugno 2019 si salva soltanto il farmaceutico

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MILANO - Anche a giugno prosegue il recupero dell'attività industriale italiana in uscita dai lockdown legati al coronavirus, ma i dati Istat allargati al trimestre fotografano la gravità di quanto è accaduto nei mesi precedenti e della impervia via per tornare ai livelli di produzione antecedenti la pandemia.

Secondo l'Istituto di Statistica, a giugno (al netto dei fattori stagionali) il fatturato è risultato in recupero del 13,4% rispetto a maggio. Un dato bissato dal buon andamento degli ordinativi, che lasciano presagire un'ulteriore risalita nei mesi a venire: sono cresciuti del 23,4% congiunturale. Ma entrambe le dinamiche vengono ridimensionate se si guarda alla media del secondo trimestre dell'anno, quello che va da aprile a giugno. Il fatturato è infatti sceso del 23% sul trimestre precedente, il primo dell'anno che pure era già stato impattato a marzo dalla chiusura economica. E anche gli ordini sono diminuiti del 22,8%.

Commenta infatti l'Istat nel suo report: "Prosegue a giugno la crescita congiunturale del fatturato dell'industria, confermando la ripresa avviata nel mese precedente dopo l'allentamento delle misure legate all'emergenza sanitaria che hanno caratterizzato il bimestre marzo-aprile. Il confronto su base trimestrale rimane tuttavia ampiamente negativo sia per la componente interna sia per quella estera, evidenziando come i livelli di fatturato restino ancora distanti da quelli prevalenti all'inizio dell'anno. I nuovi ordini mostrano un'ampia crescita congiunturale a giugno e una variazione tendenziale positiva per le commesse pervenute nell'industria dei mezzi di trasporto. Quest'ultimo risultato è dovuto esclusivamente al comparto degli altri mezzi di trasporto (diversi dagli autoveicoli) che rappresenta la componente più volatile dell'intero settore".

Il solo fatturato dell'industria degli autoveicoli (gruppo Ateco 291) a giugno è infatti sceso, su base tendenziale e nei dati grezzi, del 40,8%. Gli ordini invece sono calati dell'1,1%.

Tornando agli andamenti generali, per quel che riguarda il fatturato la crescita mensile è allineata sul mercato domestico ed estero: +13,0% quello interno e +14,1% quello estero; per gli ordinativi, invece, la crescita è sostenuta soprattutto dalle commesse provenienti dal mercato interno, che segnano un balzo del 26,4%, mentre l'aumento di quelle provenienti dall'estero si attesta al 19,1%. Il fatturato risulta in ripresa in tutti i comparti industriali: +21,3% l'energia, +14,3% i beni di consumo, +13,4% i beni strumentali e, infine, +11,4% i beni intermedi.

In termini tendenziali, ovvero rispetto al giugno 2019, il fatturato totale risulta in calo del 16,4%, con cali del 15,7% sul mercato interno e del 17,8% su quello estero. Nel settore manifatturiero, soltanto il settore farmaceutico registra una crescita tendenziale positiva (+7,2%). Per tutti gli altri comparti si rilevano risultati negativi, dalla flessione dell'1,1% dell'industria alimentare fino ai cali molto più ampi del comparto dei mezzi di trasporto (-33,2%) e delle raffinerie di petrolio (-41,1%). In termini tendenziali l'indice grezzo degli ordinativi diminuisce dell'11,8% rispetto a giugno dello scorso anno, con riduzioni su entrambi i mercati (-10,1% quello interno e -14,3% quello estero). Gli unici settori per i quali si rilevano variazioni positive sono l'industria farmaceutica (+10,9%) e il settore dei mezzi di trasporto (+6,3%); i peggiori risultati si registrano nel comparto dei computer e dell'elettronica (-17,2%) e nell'industria tessile, dell'abbigliamento, pelli e accessori (-38,1%).

Commentando i dati dell'Istat, l'Unione nazionale dei consumatori parla di "rimbalzo deludente e insufficiente". Secondo il presidente Massimiliano Dona, "a giugno era lecito attendersi un rialzo mensile maggiore, visto che solo da metà maggio, dal 18, avevano potuto riaprire tutte le attività economiche e produttive. Invece l'incremento non basta per compensare le perdite registrate né su base annua, né rispetto a febbraio 2020, ultimo mese pre-emergenza Covid. Il fatturato, infatti, risulta ancora inferiore del 14,9% nel confronto con febbraio, mentre gli ordinativi registrano un gap del 9,3%. Su gennaio, il divario, nei dati destagionalizzati, è pari a -16,5% per il fatturato e -13,1% per gli ordinativi".