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Le Borse di oggi, 4 settembre. Listini ancora ko con il tonfo del Nasdaq, nonostante la discesa della disoccupazione Usa

L'economia americana ha creato 1,4 milioni di posti, disoccupazione giù all'8,4%. Ma i listini europei hanno chiuso deboli (Milano -0,8%) con la seconda giornata di correzione del tech di Wall Street
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MILANO - I mercati europei chiudono deboli, preoccupati più dal secondo giorno di tonfo del Nadsaq di quanto non siano rassicurati dalla discesa della disoccupazione americana.

Francoforte si porta in ribasso dell'1,6% a fine seduta, Londra scivola dello 0,9% e Parigi dello 0,9%. A Milano, l'indice Ftse Mib gira in rosso dello 0,84% a fine giornata. Sotto i riflettori il comparto media eTlc e Mediaset in particolare, dopo la sentenza della Corte Ue che ha dato ragione a Vivendi sulla possibilità di detenere il 28% del Biscione. Bene anche Banco Bpm e Pirelli. C'è in generale un clima positivo sulle banche europee, anche in scia alla riapertura del dossier delle fusioni in Spagna con il coinvolgimento di CaixaBank e Bankia. A Wall Street, tornano le vendite dopo l'avvio incoraggiante: alla chiusura degli scambi in Europa, il Dow Jones perde il 2%, lo S&P500 cede il 2,4% e il Nasdaq (reduce da un -5%) perde ancora oltre il 3%.

I dati sul lavoro…
MILANO - I mercati europei chiudono deboli, preoccupati più dal secondo giorno di tonfo del Nadsaq di quanto non siano rassicurati dalla discesa della disoccupazione americana.

Francoforte si porta in ribasso dell'1,6% a fine seduta, Londra scivola dello 0,9% e Parigi dello 0,9%. A Milano, l'indice Ftse Mib gira in rosso dello 0,84% a fine giornata. Sotto i riflettori il comparto media eTlc e Mediaset in particolare, dopo la sentenza della Corte Ue che ha dato ragione a Vivendi sulla possibilità di detenere il 28% del Biscione. Bene anche Banco Bpm e Pirelli. C'è in generale un clima positivo sulle banche europee, anche in scia alla riapertura del dossier delle fusioni in Spagna con il coinvolgimento di CaixaBank e Bankia. A Wall Street, tornano le vendite dopo l'avvio incoraggiante: alla chiusura degli scambi in Europa, il Dow Jones perde il 2%, lo S&P500 cede il 2,4% e il Nasdaq (reduce da un -5%) perde ancora oltre il 3%.

I dati sul lavoro americano non riescono a sostenere l'umore degli investitori, pur indicando una lenta ripartenza: ad agosto gli Stati Uniti hanno creato 1,37 milioni di posti di lavoro, meno degli attesi 1,49 milioni. I nuovi occupati diminuiscono rispetto al mese di luglio quando erano stati creati 1,76 milioni di posti (+4,7 milioni a giugno). Ma il tasso di disoccupazione - calcolato su diversa base - cala invece oltre le attese (9,9%) all'8,4%, rispetto al 10,2% di luglio, si tratta del quarto declino consecutivo dopo aver toccato il 14,7% ad aprile e la prima volta da marzo che abbandona la doppia cifra. Restano comunque lontanissimi i numeri di febbraio, nell'epoca pre-Covid, quando il tasso di senza lavoro era al 3,5 per cento.

Per molti analisti, le vendite scattate sugli alfieri tecnologici a stelle e strisce e che hanno depresso l'intera Wall Street sono salutari: troppo forte la corsa fuori dal pantano della pandemia per esser vera, è il ragionamento che ricorre in report e commenti. Con la fine del mese di agosto, aggiustamenti nei portafogli erano attesi. Dai minimi toccati il 23 marzo, lo S&P 500 e il Dow hanno comunque guadagnato oltre il 50%, il Nasdaq più del 60%. Quest'ultimo era reduce da 11 chiusure positive nelle ultime 13, praticamente un record storico via l'altro nonostante iniziassero a farsi sempre più consistenti le voci di chi gridava alle valutazioni eccessive. C'è un calcolo di Bank of America che fa impressione: per ogni ora trascorsa da marzo in avanti, il Nasdaq ha aggiunto 1,6 miliardi alla sua capitalizzazione. Ma la crescita dell'indice della paura, il Vix che misura la volatilità attesa, ai massimi da giugno dice che nuovi scossoni potrebbero esser alle porte.

In Europa, si guarda alla Germania dove gli ordini all'industria manifatturiera sono aumentati del 2,8% mensile a luglio. Gli ordini sul mercato domestico sono diminuiti del 10,2% mentre gli ordini provenienti dall'estero hanno registrato un aumento del 14,4% rispetto al mese precedente.

La Borsa di Tokyo, questa mattina, ha chiuso in ribasso: l'indice Nikkei 225 perde l'1,11%, pari a 260,10 punti, a 23.205,43 punti. L'indice Topix scivola dello 0,90%, pari a 14.64 punti, a 1.616,60.

Chiusura in lieve rialzo a 149 punti base per lo spread tra Btp e Bund tedesco, con il rendimento del decennale italiano all'1,01% sul mercato secondario. Prosegue il recupero del dollaro sui mercati valutari, sostenuto dai buoni dati economici Usa. Il cambio sull'euro, che a inizio settimana era salito fino a 1,20, ha terminato la giornata sotto quota 1,18, in zona 1,1780. Il bigilietto verde ha guadagnato terreno anche nei confronti della sterlina, che ha pagato dazio ai nuovi dubbi sulla trattativa per la Brexit, a circa 1,3180. L'euro, su cui continuano a incidere le prese di beneficio dopo i recenti massimi, ha ritracciato pure sullo yen a circa 125,30. Sostanzialmente stabile a 106,30 il cross tra la valuta giapponese e quella statunitense.

Tra le materie prime, il petrolio è in leggero calo negli scambi sui mercati telematici: il greggio Wti a New York ondeggia attorno a quota 41 dollari al barile, in ribasso dello 0,8% rispetto a ieri.