Furbetti, benestanti e perfino detenuti. Già ottomila revoche
Valentina Conte , di VALENTINA CONTEMezzo milione di domande respinte. Ma in diciotto mesi i non aventi diritto scovati sono stati pochi. Di Maio: "Basta attacchi"
Roma. In 18 mesi di vita il reddito di cittadinanza è stato revocato dall’Inps a 8.200 famiglie su quasi 1 milione e mezzo di beneficiarie: lo 0,6%. E qui parliamo dei “furbetti” che hanno dichiarato il falso - essere nullatenenti con Ferrari e Suv, finti separati o con residenze di comodo - e per questo denunciati dalla Guardia di Finanza. Poi ci sono altre 3-4 mila famiglie segnalate dai Comuni perché hanno mentito sulla composizione del nucleo: figli che escono e entrano dal computo, magari sono in 4 ma dichiarano 5 componenti. Una lista fresca che Inps sta lavorando: anche qui i soldi indebitamente percepiti saranno revocati. In tutto si arriva dunque a circa 12 mila casi. Danni per milioni di euro, ma sotto l’1% di chi ad oggi riceve il rdc.
Va detto che i controlli sono di due tipi. Uno “sincrono” all’inoltro della domanda per il sussidio: Inps verifica subito se sussistono i requisiti di reddito, patrimonio immobili…
Va detto che i controlli sono di due tipi. Uno “sincrono” all’inoltro della domanda per il sussidio: Inps verifica subito se sussistono i requisiti di reddito, patrimonio immobili…
Roma. In 18 mesi di vita il reddito di cittadinanza è stato revocato dall’Inps a 8.200 famiglie su quasi 1 milione e mezzo di beneficiarie: lo 0,6%. E qui parliamo dei “furbetti” che hanno dichiarato il falso - essere nullatenenti con Ferrari e Suv, finti separati o con residenze di comodo - e per questo denunciati dalla Guardia di Finanza. Poi ci sono altre 3-4 mila famiglie segnalate dai Comuni perché hanno mentito sulla composizione del nucleo: figli che escono e entrano dal computo, magari sono in 4 ma dichiarano 5 componenti. Una lista fresca che Inps sta lavorando: anche qui i soldi indebitamente percepiti saranno revocati. In tutto si arriva dunque a circa 12 mila casi. Danni per milioni di euro, ma sotto l’1% di chi ad oggi riceve il rdc.
Va detto che i controlli sono di due tipi. Uno “sincrono” all’inoltro della domanda per il sussidio: Inps verifica subito se sussistono i requisiti di reddito, patrimonio immobiliare e mobiliare (seconde case e soldi in banca), anche grazie all’incrocio con le banche dati dell’Agenzia delle entrate. Ecco perché su 2,1 milioni di richieste di reddito presentate da aprile 2019 ad agosto 2020 oltre mezzo milione sono state respinte o cancellate da Inps prima ancora che ricevessero la ricarica sulla card e quasi 161 mila decadute a stretto giro dalle prime erogazioni. Si giunge così al milione e mezzo di famiglie che incassano in media 524 euro al mese.
Al controllo preventivo di Inps si affianca poi quello successivo della Guardia di Finanza che lavora sul campo e può scavare in tutte le banche dati - conti correnti, registro di barche, moto, cavalli da corsa - oltre a setacciare social e motori di ricerca. Così è arrivata alle tre famiglie dei quattro arrestati per il massacro di Willy. E così ha stanato 158 detenuti in Sardegna (548 mila euro revocati) e altri 30 a San Severo, Foggia (200 mila euro): in molti casi la domanda era stata fatta dal carcere, in altri dai familiari. I detenuti - come anche gli ospedalizzati - non possono ricevere il rdc. In questo caso, i finanzieri hanno chiesto le liste dei reclusi e le hanno intrecciate con i beneficiari di reddito. A Firenze, in analoga operazione, a luglio sono stati denunciati 52 condannati per gravi delitti, tra cui mafia, rapina e truffa: tutti con il reddito di cittadinanza. Nel maggio scorso l’operazione Mala Civitas ha beccato ben 101 boss e gregari delle ‘ndrine nella provincia di Reggio Calabria tutti con la card gialla del reddito: 516 mila euro revocati e 470 mila potenziali incassi evitati. Un danno da quasi 1 milione. Tra questi anche i figli del “Pablo Escobar italiano”, ovvero Roberto Pannunzi, considerato dagli investigatori italiani e americani uno dei più grandi broker mondiali di cocaina. Uno dei figli è stato anche condannato per l’importazione di quintali di cocaina in Italia.
Come è stato possibile, chiedono ora dall’opposizione Forza Italia e Fratelli d’Italia (la Lega tace perché si tratta di una misura varata dal governo gialloverde)? Il reddito di cittadinanza è una misura pensata per i poveri, senza lavoro o con redditi bassi, cittadini italiani o stranieri con permesso di soggiorno e residenza di almeno 10 anni. Requisiti che, come per altre misure assistenziali, vengono autocertificati tramite Isee e Dsu (dichiarazione sostitutiva unica). Si può barare? Certo, basta mentire. Si rischiano però da 2 a 6 anni di carcere per dichiarazioni false o omissione di informazioni. E da 1 a 3 anni, se non si comunicano a Inps entro 30 giorni variazioni nel patrimonio (ad esempio quando il beneficiario trova un lavoro) o nel nucleo familiare (un figlio va a vivere per conto proprio).
«È inaccettabile che quattro presunti assassini prendano il reddito di cittadinanza», dice Luigi Di Maio, ministro degli Esteri e “padre” del rdc. «Intensifichiamo i controlli, ma basta attacchi e campagne diffamatorie sul reddito». A rimetterci sarebbero i poveri veri, d’altro canto. Va anche detto che in caso di reati di uno o più membri della famiglia, il rdc non viene tolto a tutti ma ricalcolato. I reati sono elencati nella norma istitutiva del rdc. Tra questi non c’è l’omicidio.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Va detto che i controlli sono di due tipi. Uno “sincrono” all’inoltro della domanda per il sussidio: Inps verifica subito se sussistono i requisiti di reddito, patrimonio immobiliare e mobiliare (seconde case e soldi in banca), anche grazie all’incrocio con le banche dati dell’Agenzia delle entrate. Ecco perché su 2,1 milioni di richieste di reddito presentate da aprile 2019 ad agosto 2020 oltre mezzo milione sono state respinte o cancellate da Inps prima ancora che ricevessero la ricarica sulla card e quasi 161 mila decadute a stretto giro dalle prime erogazioni. Si giunge così al milione e mezzo di famiglie che incassano in media 524 euro al mese.
Al controllo preventivo di Inps si affianca poi quello successivo della Guardia di Finanza che lavora sul campo e può scavare in tutte le banche dati - conti correnti, registro di barche, moto, cavalli da corsa - oltre a setacciare social e motori di ricerca. Così è arrivata alle tre famiglie dei quattro arrestati per il massacro di Willy. E così ha stanato 158 detenuti in Sardegna (548 mila euro revocati) e altri 30 a San Severo, Foggia (200 mila euro): in molti casi la domanda era stata fatta dal carcere, in altri dai familiari. I detenuti - come anche gli ospedalizzati - non possono ricevere il rdc. In questo caso, i finanzieri hanno chiesto le liste dei reclusi e le hanno intrecciate con i beneficiari di reddito. A Firenze, in analoga operazione, a luglio sono stati denunciati 52 condannati per gravi delitti, tra cui mafia, rapina e truffa: tutti con il reddito di cittadinanza. Nel maggio scorso l’operazione Mala Civitas ha beccato ben 101 boss e gregari delle ‘ndrine nella provincia di Reggio Calabria tutti con la card gialla del reddito: 516 mila euro revocati e 470 mila potenziali incassi evitati. Un danno da quasi 1 milione. Tra questi anche i figli del “Pablo Escobar italiano”, ovvero Roberto Pannunzi, considerato dagli investigatori italiani e americani uno dei più grandi broker mondiali di cocaina. Uno dei figli è stato anche condannato per l’importazione di quintali di cocaina in Italia.
Come è stato possibile, chiedono ora dall’opposizione Forza Italia e Fratelli d’Italia (la Lega tace perché si tratta di una misura varata dal governo gialloverde)? Il reddito di cittadinanza è una misura pensata per i poveri, senza lavoro o con redditi bassi, cittadini italiani o stranieri con permesso di soggiorno e residenza di almeno 10 anni. Requisiti che, come per altre misure assistenziali, vengono autocertificati tramite Isee e Dsu (dichiarazione sostitutiva unica). Si può barare? Certo, basta mentire. Si rischiano però da 2 a 6 anni di carcere per dichiarazioni false o omissione di informazioni. E da 1 a 3 anni, se non si comunicano a Inps entro 30 giorni variazioni nel patrimonio (ad esempio quando il beneficiario trova un lavoro) o nel nucleo familiare (un figlio va a vivere per conto proprio).
«È inaccettabile che quattro presunti assassini prendano il reddito di cittadinanza», dice Luigi Di Maio, ministro degli Esteri e “padre” del rdc. «Intensifichiamo i controlli, ma basta attacchi e campagne diffamatorie sul reddito». A rimetterci sarebbero i poveri veri, d’altro canto. Va anche detto che in caso di reati di uno o più membri della famiglia, il rdc non viene tolto a tutti ma ricalcolato. I reati sono elencati nella norma istitutiva del rdc. Tra questi non c’è l’omicidio.
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