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Atlantia-governo, scontro frontale: dalla società esposto alla Consob

Denuncia per turbativa sul titolo dopo le parole di due ministri. Anche il gruppo Gavio interessato ad Aspi
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Milano. Si fa sempre più violento lo scontro tra il gruppo Atlantia e il governo, mentre si infittiscono gli scambi di lettere e l’ipotesi della revoca diventa di ora in ora più concreta. La cronaca della giornata registra, come ultimo atto, l’invio di un esposto di Atlantia alla Consob e alla Commissione europea per turbativa sul titolo, che ha avuto qualche sbandata in Borsa (anche se poi ha chiuso in calo solo del 2,16%) in corrispondenza con le parole della ministra dei Trasporti Paola De Micheli e poi del ministro dello Sviluppo, Stefano Patuanelli, che avevano parlato di situazione di «stallo» e di «revoca più probabile».

Patuanelli ha anche dichiarato che c’è un piano del governo per difendere i 7 mila dipendenti del gruppo. Ripercorriamo le ultime tappe. Il 29 settembre Atlantia risponde per iscritto al governo, confermando l’accettazione di molte clausole e vincoli di investimento, ma anche l’i…
Milano. Si fa sempre più violento lo scontro tra il gruppo Atlantia e il governo, mentre si infittiscono gli scambi di lettere e l’ipotesi della revoca diventa di ora in ora più concreta. La cronaca della giornata registra, come ultimo atto, l’invio di un esposto di Atlantia alla Consob e alla Commissione europea per turbativa sul titolo, che ha avuto qualche sbandata in Borsa (anche se poi ha chiuso in calo solo del 2,16%) in corrispondenza con le parole della ministra dei Trasporti Paola De Micheli e poi del ministro dello Sviluppo, Stefano Patuanelli, che avevano parlato di situazione di «stallo» e di «revoca più probabile».

Patuanelli ha anche dichiarato che c’è un piano del governo per difendere i 7 mila dipendenti del gruppo. Ripercorriamo le ultime tappe. Il 29 settembre Atlantia risponde per iscritto al governo, confermando l’accettazione di molte clausole e vincoli di investimento, ma anche l’impostazione della vendita di Aspi attraverso la procedura del “dual track” (asta o scissione/quotazione). Il giorno dopo arriva la lettera piccata del governo (attraverso i capi di gabinetto di Mef e Mit e il segretario generale alla presidenza dei ministri).

Secondo cui la posizione di Atlantia «non è coerente con gli impegni assunti il 14 luglio» mentre è inaccettabile la loro accusa al governo di volere un percorso fuori da un contesto trasparente e competitivo di mercato (a proposito del coinvolgimento di Cdp). Inoltre «la nuova proposta» di Atlantia modifica «i termini dell’accordo transattivo» e dunque rende ««infruttuoso il tentativo di definire tasattivamente la vertenza», anche se nella lettera non si cita espressamente la revoca né è indicata una scadenza per una nuova proposta (due giorni fa è filtrato che la data ultima è il 10 ottobre).

C’è invece evidenziato che lo stato di incertezza e le continue modifiche «stanno producendo l’effetto di ritardare gli investimenti» promessi. Ambienti vicini al Mef inoltre hanno definito «totalmente priva di fondamento» la ricostruzione secondo cui sarebbe stato il ministero a predisporre la lettera di intenti del 14 luglio.

Puntuale e altrettanto secca la nota di Atlantia, che ha respinto al mittente tutte le accuse sostenendo che «non corrisponde al vero che la società non avrebbe rispettato gli accordi», che dal loro punto di vista consistono nella vendita di Aspi a condizioni di mercato (compresa Cdp ma non in via esclusiva). Per quanto riguarda la revoca, infine, questa non sarebbe coerente con lo stesso atto transattivo proposto dal governo. In questo contesto va avanti il processo di vendita di Aspi.

A quanto risulta da fonti finanziarie si è fatto avanti con una manifestazione di interesse il gruppo Gavio, secondo operatore mondiale del settore. Non è l’unico nome di spicco ad avvicinarsi al dossier, in queste ore, anche se in questo contesto parlare di vendita può suonare poco tempestivo.