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Nadef, dall'assegno unico al fisco più leggero: i piani del governo verso la Manovra

Accanto alle stime macroeconomiche l'ampio documento del governo indica anche i principali obiettivi della poltica di bilancio fino al 2023
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MILANO - Non ci sono soltanto le stime macroeconomiche relative alla crescita e al peggioramento di deficit e debito nella nota d'aggiornamento al Def varata ieri sera dal consiglio dei ministri. L'ampio documento del governo fissa infatti anche i principali obiettivi della politica di bilancio da qui al 2023. Obiettivi che, in parte, cercheranno di essere assorbiti già nella Legge di Bilancio autunnale. Cinque i principali assi attorno ai quali dovrebbe muoversi l'azione del governo.


L'esecutivo fissa come priorità il sostegno ai  "lavoratori e i settori produttivi più colpiti dalla pandemia", la valorizzazione delle risorse del Next generation Eu, cioè il Recovery Fund, "per realizzare un ampio programma di investimenti e riforme di portata e profondità inedite", l'attuazione di "un’ampia riforma fiscale che migliori l’equità, l’efficienza e la trasparenza del sistema trib…
MILANO - Non ci sono soltanto le stime macroeconomiche relative alla crescita e al peggioramento di deficit e debito nella nota d'aggiornamento al Def varata ieri sera dal consiglio dei ministri. L'ampio documento del governo fissa infatti anche i principali obiettivi della politica di bilancio da qui al 2023. Obiettivi che, in parte, cercheranno di essere assorbiti già nella Legge di Bilancio autunnale. Cinque i principali assi attorno ai quali dovrebbe muoversi l'azione del governo.


L'esecutivo fissa come priorità il sostegno ai  "lavoratori e i settori produttivi più colpiti dalla pandemia", la valorizzazione delle risorse del Next generation Eu, cioè il Recovery Fund, "per realizzare un ampio programma di investimenti e riforme di portata e profondità inedite", l'attuazione di "un’ampia riforma fiscale che migliori l’equità, l’efficienza e la trasparenza del sistema tributario riducendo anche il carico fiscale sui redditi medi e bassi, coordinandola con l’introduzione di un assegno universale per i figli". Sempre la Nadef indica come punti prioritari il miglioramento qualitativo della finanza pubblica e la riduzione dell'indebitamento "verso livelli compatibili con una continua e significativa riduzione del rapporto debito/PIL".
E proprio fisco e assegno unico per i figli sono tra le prime misure che potrebbero approdare a - almeno in fase embrionale già nella prossima legge di Bilancio. Sul primo fronte, il governo punta a riorganizzare tutti i sostegni esistenti assorbendoli in un importo unico che potrebbe raggiungere i 200 euro a figlio a seconda del livello di Isee dei nuclei familiari. Un  intervento che stando alle prime stime dell'esecutivo dovrebbe valere circa 6 miliardi.
Per il Fisco l'intervento sarà invece sicuramente in due tempi. Nel breve periodo il governo si prepara a confermare il taglio del cuneo fiscale per i redditi fino a 40 mila euro, in vigore da luglio e previsto inizialmente solo fine a fine anno, rendendolo quindi strutturale. Inoltre il governo prevede di confermare lo sconto contributivo del 30% alle aziende del mezzogiorno destinato a tutti i lavoratore dipendenti. Una misura che il decreto agosto per soli due mesi e che ora vorrebbe rendere strutturale.
Tempi più lunghi invece per una riforma più strutturata del sistema delle aliquote, con le forze della Maggioranza che ancora non hanno trovato un sistema su come superare l'impianto attuale. Il modello tedesco  ad "aliquota variabile", caldeggiato dal ministro Gualtieri, si è scontrato con la freddezza del Movimento 5 Stelle e il secco no di Italia Viva, quindi ogni decisione è destinata a essere presa soltanto dal prossimo anno .

Quanto alle forme di finanziamento degli sgravi è lo stesso ministro dell'economia Roberto Gualtieri, nelle premesse della Nadef, a dare qualche indicazione, anticipando che un sostegno arriverà dai proventi alla lotta all'evasione.  "In ambito fiscale  - scrive il ministro - verrà introdotto un nuovo fondo da alimentare con i proventi delle maggiori entrate legate all'aumento della compliance fiscale che verranno successivamente restituiti, in tutto o in parte, ai contribuenti sotto forma di riduzione del prelievo".